Uomini nudi di Alicia Giménez-Bartlett

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Una voce coraggiosa, una penna spietatissima. Sono pagine di magistrale scrittura psicologica: divorzi, tradimenti, lacrime di sconfitte e ... un omicidio

“Se la felicità consistesse nello sposarsi e poi divorziare per essere libere, il divorzio sarebbe il sogno di ogni donna, e invece non è così.

Le divorziate, tutte, chi più chi meno, devono rivedere la loro situazione economica. E quelle che hanno figli fanno i salti mortali per stare dietro a famiglia e lavoro e coprire due posti contemporaneamente.

Perfino chi la separazione l’ha voluta si imbatte in problemi che non aveva mai preventivato. Quindi, calma, cara amica, non venirmi a raccontare che sei la donna più felice del mondo, perché ho più di quarant’anni e alle tue storie non ci credo”.

Lei è Irene. David, avvocato nell’azienda del padre della moglie, suo marito da quindici anni, l’ha appena lasciata. Per una più giovane, ovviamente. Per tentare la felicità: “Tra noi non c’è quel trasporto che rende la vita degna di essere vissuta. Non facciamo più l’amore. Io ho quarantasei anni, sono ancora giovane, ho bisogno di un’altra vita”.

Insieme a lei, nell’ultimo libro di Alicia Giménez-Bartlett tradotto in Italia dal fantastico blu Sellerio, ci sono la cinquantenne giovanissima Genoveva, Javier il professore defenestrato da una scuola di suore e Ivàn il…non ve lo dico J. Divorzi, tradimenti, tentativi di bypassare la mancanza di lavoro con professioni alternative (il mestiere più antico del mondo questa volta spetta agli uomini, ma con tutte le virgole culturali e i punti esclamativi fisiologici che differenziano – diciamolo fortemente che non è peccato – gli uomini e le donne), recriminazioni relazionali, lacrime di sconfitta e solitudine, cattiveria latente, ripicche. E poi i titoli di un giornale, in cronaca. Un omicidio.

Nessun crimine è solo raptus. O quasi nessuno, che neanche la matematica è più considerata scienza esatta. Il titolo di un giornale, il servizio di un tg, un corpo steso a terra, metaraccontano altro. Nel caso di Uomini Nudi, 439 pagine di magistrale scrittura psicologica.

Tutti i libri scritti da Alicia, sia i polizieschi che hanno come protagonista Petra Delicado (ossimoro anagrafico da urlo) che i romanzi, sono unici.

Allo stile pirotecnico che rende la sua scrittura immediatamente riconoscibile si affianca la capacità di ordire trame complesse ma sempre al passo con la follìa emotivo-sentimentale che connota i nostri tempi. Mai un eroe, mai un carattere puro e quindi squisitamente letterario attraversa le sue pagine, ma sempre e solo una pluralità di elementi contraddittori che costituiscono la personalità in bilico di uomini e donne di mezza età che oggi amano definirsi ‘ragazzi’ e ‘ragazze’. La letteratura come intrattenimento e denuncia insieme, questo riesce a fare la Giménez-Bartlett, voce coraggiosa e libera, penna brillantissima e spietata.

Si ride follemente, leggendola. E poi, un po’, ci si vergogna.

Se quest’ultima cosa non accade, preoccupiamoci.

 

Alicia Giménez-Bartlett, Uomini nudi, Sellerio

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