Verso la notte degli Oscar

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La 93ª edizione degli Oscar sarà a Los Angeles il 25 aprile e verrà trasmessa da Sky. Tutte le pellicole in gara sono già da tempo disponibili online. Ma l’emozione per la kermesse ci sarà lo stesso. E due film molto italiani potrebbero aggiudicarsi la statuetta

di PAOLA PELLAI

La pandemia ha chiuso i cinema, ma non ha spento la notte degli Oscar, in programma il 25 aprile a Los Angeles in due sedi distinte per assicurare il distanziamento: oltre al Dolby Theatre si ricorrerà all’Union Station, set di molti film tra i quali Blade Runner.

CHIAMIAMOLO ANNA
La 93a edizione vale doppio: per la prima volta dal 1934 giudica film usciti in due diversi anni solari. Un periodo infinito ridisegnato dal Covid, che ha stravolto i piani delle case di produzione, rimandando l’uscita di molte pellicole, come l’atteso remake di Assassinio sul Nilo e l’ultimo 007. Scomparso il fascino della prima visione nelle sale, tutti film sono andati in streaming, con Netflix ed Amazon Prime pronti alla grande abbuffata. «Occorre cambiare nome a questa statuetta così maschilista. Chiamiamola Anna» dichiarò la nostra Lina Wertmüller nel 2019, stringendo il suo Oscar alla carriera. Oscar è rimasto Oscar, ma per la prima volta ci sono due donne candidate alla Miglior regia: la cinese Chloe Zhao per Nomaland e l’inglese Emerald Fennell per Una donna promettente. Superfavorito è Mank, la pellicola in bianco e nero di David Fincher che ha collezionato ben 10 nomination. L’Italia si aspettava qualcosa di più per Notturno di Gianfranco Rosi, escluso dalla cinquina dei documentari, e sognava un poetico tris per Sophia Loren (dopo il trionfo nel 1962 con La Ciociara e il premio alla carriera nel 1991), tornata protagonista in La vita davanti a sé, diretta dal figlio Edoardo Ponti. «Vivere un’esperienza così importante accanto a mio madre vale più di ogni premio» ha detto Edoardo. «Abbiamo reciprocamente affondato le nostre radici nel cuore e nell’amore». Il film è comunque a Los Angeles, corre per la migliore canzone originale, Io sì, cantata da Laura Pausini. «Devo tutto a Sophia» ha detto Laura, «è stata lei a volermi. È uno dei regali più grandi che la vita potesse farmi. È una sfida immensa, voglio donare un po’ di gioia agli italiani, piegati dal Covid. Ho sempre diviso la mia quotidianità con la  gente del mondo e non viaggio più da due anni. Non ce la faccio più. Voglio tornare a cantare su un palco». Nella serata delle stelle (in diretta su Sky) puntiamo sull’internazionalità della sua voce e sulla fantasiosa creatività italiana: Pinocchio di Matteo Garrone è in gara per i Migliori costumi e il Miglior trucco.

 

 

GLENN CLOSE, FORSE È LA VOLTA BUONA
Glenn Close a 74 anni resta una star del cinema mondiale. L’americana prova per l’ottava volta a centrare l’Oscar sempre sfumato: è in lizza come Miglior attrice non protagonista in Elegia americana. La cosa divertente è che per lo stesso film è candidata ai Razzie Awards (i premi annuali per “tutto il brutto” del cinema) come peggior attrice non protagonista.

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