Viva don Riccardo, abbasso padre Ralph

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Quando si è innamorato, il vero don Riccardo ha lasciato il sacerdozio (mica come il padre Ralph televisivo). E il bello è che nessun parrocchiano l'ha condannato

Esordisco con due dichiarazioni. Non sono religiosa e non amo parlare di sesso. Eppure, dedico questo post a un sacerdote (nella mia vita ne ho incontrati pochissimi) che ha rinunciato alla tonaca perché si è innamorato di una donna che (come sempre succede in questi casi) l’ha indotto ai pensieri più impuri (ma anche a quelli più teneri).

Il motivo della scelta è molto semplice: A don Riccardo, uomo coraggioso (è il titolo della sua storia che trovate su Confidenze in edicola adesso) va tutta la mia ammirazione.

Dopo aver preso i voti ed essere stato il punto di riferimento per i suoi parrocchiani, a un certo punto il prete è precipitato nel vortice degli ormoni impazziti. Tant’è che la catechista Laura si è trasformata nella ragione per cui il voto di castità gli è diventato insostenibile.

Ma don Riccardo, onesto con se stesso e con i valori che aveva abbracciato fino all’incontro con la signorina, non ha tenuto i piedi in due scarpe. Infatti, si è spogliato degli abiti religiosi. E poi di quelli borghesi, per potersi infilare sotto le lenzuola con il corpo acceso dalla passione e la coscienza messa a posto dall’abdicazione.

Com’è stata commentata la vicenda? Incredibilmente, i fedeli frequentatori della sua parrocchia (religiosi ferventi e praticanti) hanno apprezzato la lealtà del piccioncino innamorato e hanno accettato il fattaccio. E io sono d’accordo con loro, perché mi piace sempre scoprire gente dai comportamenti coerenti e corretti.

Detto questo, continuo a chiedermi che senso abbia il celibato suggerito dal Concilio Lateranense del 1215 e reso obbligatorio a metà del 1500 dal Concilio Ecumenico di Trento. E perché si tratti di un’esclusiva dei cattolici.

Per quel che riguarda il cristianesimo, infatti, la religione ortodossa vieta di sposarsi ai vescovi, ma non ai sacerdoti. Mentre la protestante permette ai pastori sia il matrimonio sia il divorzio.

Allargando gli orizzonti, poi, si scopre che l’ebraismo sconsiglia fortemente celibato e nubilato a qualsiasi essere umano. E che l’islamismo è super favorevole alla vita di coppia per tutti.

Un’altra domanda che mi pongo, allora, è cosa abbiano fatto di male i poveri cattolici aspiranti novizi per vedersi negare le gioie dell’amore terreno, a partire dai primi batticuori fino ad arrivare al desiderio di mettere su famiglia. Progettino attuabile solo se ci si abbandona ai piaceri della carne. Talmente naturali, fra l’altro, da fare parte dell’istinto di tutto il genere animale.

Negarli, lo insegna purtroppo la cronaca, può generare problematiche serie e gravissime. Ma senza soffermarmi sulle brutture più tristi e bieche della realtà, preferisco ricordare l’appassionante storia dell’indimenticabile padre Ralph de Bricassard di Uccelli di rovo.

Figo da far paura nonostante le sfrenate ambizioni carrieriste che lo rendevano odioso, il bellissimo religioso non avrebbe vissuto un’esistenza più felice e voluttuosa se, insieme a Dio, avesse potuto amare anche la sua Maggie?

E’ ovvio che se così fosse stato noi ci saremmo perse un libro spettacolare e una sfilza di serate incollate alla tivù con il fazzoletto in mano. In compenso, i due protagonisti se la sarebbero passata alla grande, senza il timore che lassù qualcuno potesse prenderla male per il loro agire ondivago.

Invece, visto che le regole sono regole e certe cose non si fanno, un super chapeau va a don Riccardo, davvero coraggioso nella sua scelta forte e difficile. Che, però, ha privato la Chiesa di una persona rara per il notevole spessore umano ed etico.

Confidenze