Cibi scaduti? Non sono sempre da buttare

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Spesso si può sforare la data indicata per il consumo, senza correre rischi per la salute. Ed evitando sprechi. Consulta questa guida, per non sbagliare

 

DI VALERIA GHITTI

Non sempre i cibi scaduti sono da buttare. Ci fa chiarezza il dottor Luciano Atzori, biologo esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute e cofondatore del portale informativo ISQAlimenti.it.

Leggi bene la confezione. Ci sono alimenti che riportano una data di scadenza, espressa con “da consumarsi entro il”, e altri, la maggior parte, che riportano il cosiddetto TMC, termine minimo di conservazione, con l’indicazione “da consumarsi preferibilmente entro il”. «La data di scadenza vera e propria, come da Regolamento UE 1169/11, si trova sui cibi preconfezionati altamente deperibili (come carne, pesce e latticini freschi) e va sostanzialmente rispettata per non mettere a rischio la salute: se conservati correttamente si può sforare al massimo di 1-2 giorni» spiega l’esperto. «Lo yogurt, però, può essere consumato anche 6-7 giorni dopo la scadenza: se non si è interrotta la catena del freddo perde solo parte del contenuto di fermenti lattici, senza essere pericoloso».

Da una settimana a un anno dopo. «Il TMC, invece, può essere superato di un tempo variabile a seconda del prodotto» continua Atzori.
Fino a una settimana dopo: le uova in guscio (conservate in frigo e consumate previa cottura), il pane confezionato (tipo pancarrè).
Fino a un mese dopo: salumi confezionati affettati.
Fino a 1-2 mesi dopo: farine, cereali, pasta secca, riso, prodotti da forno e dolci confezionati, surgelati, confetture e conserve.
Fino a 2 mesi dopo: salumi confezionati interi.
Fino a 6 mesi dopo: bevande e succhi di frutta UHT (compreso il latte), prodotti in polvere liofilizzati (esclusi quelli per i bebè), spezie, erbe aromatiche e salse.
Fino a 12 mesi dopo: caffè macinato, cacao, tè e infusi, oli, conserve sott’olio, acqua in bottiglia.

Da tenere a mente
1. Le scadenze indicate valgono se il prodotto è in confezione integra, senza rigonfiamenti o rotture e se non mostra muffe o segni di alterazione (di odore, colore, consistenza).
2. Se la confezione è aperta, la durata massima si riduce ed è in genere indicata dal produttore.
3. Carne e pesce freschi vanno consumati entro 24-48 ore, perché possono sviluppare sostanze pericolose resistenti anche alla cottura.
4. Anche sale, zucchero, aceto e superalcolici non riportano date di scadenza o TMC: per la loro composizione chimica sono dei conservanti, per cui durano molto a lungo.

Da Confidenze n. 21

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