Proteggi il cervello dall’Alzheimer e da altre demenze

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Contrariamente alla credenza comune, si può fare tanto per ridurre il rischio di soffrire di Alzheimer e altre forme di demenza. Vanno messe in atto per tempo le giuste strategie

Le demenze rappresentano una delle principali cause di disabilità. In quanto legate all’età, il crescente invecchiamento generale della popolazione le rende un problema di sanità pubblica che rischia di diventare nel prossimo futuro decisamente critico. Già oggi, l’Istituto superiore di sanità ci dice che in Italia sono 1.100.000 le persone che soffrono di franca demenza e 900.000 quelle con decadimento cognitivo lieve

La malattia di Alzheimer è solo la più nota è diffusa di tutte le diverse forme di demenza. Esistono anche la demenza vascolare, quella frontotemporale, la demenza a corpi di Lewy e altre ancora, più rare.

Sono patologie progressive e degenerative, che comportano la perdita delle facoltà cognitive e, con esse, dell’autonomia. Purtroppo si tratta di malattie pressoché incurabili, per cui non disponiamo di terapie in grado di farle regredire. Quindi, la prevenzione resta l’arma più importante. Anzi, la priorità.

Ritenere infatti che, nell’insorgenza della demenza, ci sia unicamente lo zampino dei nostri geni o del fato è un errore: la ricerca medica ha ben individuato 12 specifici fattori di rischio modificabili, ossia aspetti che dipendono dallo stile di vita o dall’ambiente e che possono essere corretti, almeno in parte. Già solo agendo su questi fattori, si stima che si potrebbero evitare come minimo il 40% delle demenze. E prima si interviene (addirittura dall’infanzia), meglio è.

Si tratta di:

1. scarsa formazione culturale e intellettuale (perché stimolare i neuroni lungo tutta la vita è cruciale)

2. perdita dell’udito, specialmente se da adulti

3. abitudine al fumo

4. inquinamento atmosferico

5. isolamento sociale

6. sedentarietà

7. depressione, soprattutto negli anziani

8. traumi cerebrali

9. ipertensione arteriosa

10. consumo eccessivo di alcolici

11. diabete

12. obesità.

Sul ruolo di questi fattori nell’insorgenza e nell’aggravamento delle demenze, a partire da quella provocata dall’Alzheimer, c’è il pieno accordo scientifico. Tuttavia, molti altri sono gli aspetti a cui invita a prestare attenzione chi si occupa professionalmente di nutrizione e salute in un’ottica un po’ più ampia di quella convenzionale. Secondo diversi esperti, apportando certe correzioni dietetiche, aggiuntive a quella dei 12 fattori citati, si potrebbero prevenire addirittura fino all’80% delle demenze.

Tra gli obiettivi nutrizionali da perseguire per ridurre il rischio di demenza c’è innanzitutto:

– la decisa limitazione dello zucchero e degli altri dolcificanti, nonché dei prodotti che li contengono

– la moderazione dei carboidrati: pasta, pane, riso, patate & Co.

– il consumo quotidiano di abbondanti e frequenti porzioni di verdura e frutta fresche, ricche di antiossidanti e altre molecole neuroprotettive

– il consumo di pesce azzurro o almeno di integratori di omega 3, fondamentali per il cervello

– l’assunzione di vitamine del gruppo B, per tenere basso il livello di omocisteina, molecola associata all’Alzheimer

– il ricorso abituale ai probiotici, sia negli alimenti (yogurt, kefir ecc.) che negli integratori, perché la salute del cervello dipende anche da quella del microbiota intestinale e persino del microbiota orale.

Non dovremmo continuare a ritenere la demenza una parte inevitabile del processo di invecchiamento, ma semmai fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per prevenirla.

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