Star bene in autunno: le erbe per il cambio di stagione

Natura
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Tre risposte naturali per affrontare certi disturbi che possono emergere o peggiorare in questo periodo, come stanchezza, difficoltà digestive, eccessiva caduta dei capelli.

L’autunno ha una sua poesia. Ci allontana per gradi dall’atmosfera festiva dell’estate, trasformando pian piano gli alberi in vive sculture cangianti.

 

Peccato che il periodo segni anche il proporsi di alcuni fastidi, spesso legati proprio al passaggio stagionale e all’adattamento del corpo alle nuove condizioni di luce e di temperatura. Così la giornata ingrana con difficoltà, perché ti senti debole e fai fatica a concentrarti, oppure lo stomaco reclama attenzione con qualche bruciore di troppo, per non parlare dei capelli che restano impigliati a ciocche nella spazzola.

In questi casi, puoi trovare aiuto nella fitoterapia: ci sono erbe in grado di contrastare i disturbi che compaiono o si riacutizzano nelle stagioni intermedie.

 

La prima che ti segnalo è l’eleuterococco o ginseng siberiano, quel che ci vuole per rivitalizzare le energie e migliorare la tua capacità di reazione alle sollecitazioni quotidiane. Gli effetti tonici di questa pianta sono più delicati rispetto a quelli del vero ginseng, con il quale l’eleuterococco ha solo una lontana parentela. Puoi scegliere la tintura madre e assumerne 30-50 gocce in poca acqua due-tre volte al giorno. Le capsule contenenti l’estratto secco offrono tuttavia una concentrazione maggiore dei principi attivi: preferiscile nel caso ti servisse un’azione più decisa. Se soffri di insonnia evita di assumere l’eleuterococco la sera, perché la sua attività stimolante potrebbe peggiorarla.

 

La liquirizia è invece uno dei rimedi naturali d’eccellenza per certi disturbi digestivi, inclusi quelli legati al reflusso gastroesofageo. La sua radice ha proprietà antinfiammatorie, spasmolitiche e cicatrizzanti della mucosa gastrica: allevia acidità, bruciore, mal di stomaco e persino la tosse stizzosa che spesso li accompagna. Puoi prepararti un decotto di liquirizia e sorseggiarlo un paio di volte al giorno o ricorrere alle capsule di estratto secco titolato e standardizzato in glicirrizina (è scritto in etichetta), il principio attivo più importante della liquirizia. Opta per la liquirizia deglicirrizinata se soffri di ipertensione, perché la glicirrizina tende ad aumentare ulteriormente  “minima” e “massima”. L’azione benefica sarà comunque garantita da altre sostanze, i flavonoidi, presenti nella radice.

 

Veniamo infine alla caduta dei capelli, vero spauracchio di autunno soprattutto per le donne che natura non ha dotato di una chioma leonina. Se sei fra queste dovresti tener presente che la prima contromisura da adottare potrebbe essere arricchire l’alimentazione di proteine nobili (carne, uova, pesce), che contengono anche minerali indispensabili alla salute del fusto, come ferro e zinco. Accanto alla dieta, nell’ambito della fitoterapia puoi contare sull’equiseto, un’erba dotata di proprietà rimineralizzanti, che aiuta a irrobustire i capelli e a ostacolarne la caduta. Cercane le compresse di estratto secco titolato e standardizzato in silicio. Limitati però a un trattamento di un paio di mesi, perché sul lungo periodo questo rimedio potrebbe impoverire le scorte di vitamina B1. E non usare per nulla l’equiseto in presenza di disturbi renali.

 

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