Didattica a distanza: ora parlano i ragazzi

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Una ricerca di AlmaDiploma fa il punto sulla didattica a distanza nei mesi del lockdown: intervistati 70.000 studenti di oltre 200 istituti superiori.

A pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico, mentre gli istituti si destreggiano tra banchi che mancano, tamponi agli insegnanti e misure idonee a far rientrare tutte le classi in presenza, arriva la prima indagine sulla didattica a distanza effettuata da AlmaDiploma in collaborazione con il consorzio AlmaLaurea, durante il periodo del lockdown.

A essere intervistati sono stati 73.286 studenti di quarta e quinta superiore per un totale di 246 istituti coinvolti. Ai ragazzi è stato chiesto come hanno vissuto i mesi della didattica a distanza, con quali strumenti si sono collegati, che capacità di concentrazione e quale carico di studio hanno avuto e che opinione si sono fatti su questa modalità innovativa di fare lezione. L’indagine è stata avviata durante le ultime settimane dell’anno scolastico 2019/20, e precisamente a partire dal 29 maggio 2020.

Innanzitutto va detto che il 93% degli intervistati ha dichiarato di aver fatto affidamento sulle sole risorse tecnologiche disponibili in famiglia, per collegarsi alle video lezioni, senza quindi nessun supporto da parte della scuola: Pc,tablet, portatili e smartphone sono stati i quattro strumenti utilizzati e condivisi in casa con fratelli e genitori insieme alla connessione Internet.

Se tutto sommato è emersa una valutazione positiva per la capacità di adattamento e di riorganizzazione, dimostrata dalla scuola e dagli insegnanti nell’affrontare la crisi pandemica e nel garantire la continuità didattica, i ragazzi non hanno mancato di segnalare le criticità.

Il 79,6% degli studenti dichiara che durante la didattica a distanza i compiti sono aumentati rispetto alle lezioni tradizionali: per il 24,7% il carico degli studi non è stato sostenibile, mentre per oltre la metà  sebbene sia aumentato, è stato comunque sostenibile.

Altro importante dato sono le opinioni degli studenti rispetto agli insegnanti. Circa i due terzi degli studenti (67,4%) sostengono che durante il periodo di didattica a distanza gli insegnanti abbiano valutato con equità le prove e i compiti svolti.Tuttavia la maggior parte di loro ( il 72%) ritiene che la preparazione raggiunta tramite le lezioni a distanza sia inferiore a quella che avrebbero ottenuto andando a scuola, tanto che il 42,8% afferma di non avere una preparazione sufficiente per affrontare il prossimo anno scolastico.

Timori che sono emersi anche quando è stato chiesto loro di descrivere lo stato d’animo prevalso durante i mesi della didattica a distanza: i ragazzi di quinta si sono definiti preoccupati al 32% dei casi, (forse in vista degli esami di Maturità) e tranquilli nel 24% mentre in quelli di quarta domina più un atteggiamento tranquillo (35% delle risposte) o apatico. Un peso sicuramente importante l’hanno avuto durante il lockdown i rapporti con i familiari e i conviventi che per tutti si sono intensificati e rafforzati.

Guardando al futuro, un terzo degli studenti ritiene che sarebbe utile continuare a usare la didattica a distanza, insieme alle lezioni in aula, anche dopo l’emergenza del Covid-19. E si definisce molto preoccupato per il futuro di chi li circonda: il 59,7% ritiene che molte persone vicine siano preoccupate di non trovare lavoro o diventare disoccupate a causa della difficile situazione economica dovuta al Covid-19. Insomma a pochi giorni dalla ripartenza la didattica a distanza sembra aver superato l’esame, anche se leggendo l’analisi più approfondita di AlmaDiploma appare evidente lo scarto a seconda delle tipologie di scuole: nei licei è stata garantita una continuità didattica maggiore almeno come numero di ore di lezioni erogate rispetto all’orario scolastico previsto, Il 72,5% degli studenti dichiara che la scuola ha erogato la didattica a distanza tutti i giorni per almeno la metà delle ore previste dall’orario scolastico, mentre negli istituti professionali  questa percentuale scende al 51  e un altro 24,5% dei ragazzi dichiara che la didattica a distanza è stata erogata tutti i giorni, ma per meno della metà delle ore previste dall’orario scolastico. 

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