I libri sono la prima industria culturale del Paese

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A Francoforte, AIE presenta il Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia

Sul numero di Confidenze in edicola potete cimentarvi con un test psicologico divertente: Se fossi un libro… perché da sempre la scelta di un libro parla di noi e i libri fortunatamente sono tornati a essere venduti in Italia, nonostante il terribile 2020, quando da marzo a maggio tante case editrici fermarono le uscite dei titoli impossibilitate a distribuirli nelle librerie chiuse per il lockdown.

I dati confortanti arrivano in diretta dalla Buchmesse di Francoforte, il più importante appuntamento europeo dell’editoria, dove AIE l’Associazione Italiana Editori ha diffuso il suo report con i dati aggiornati.

Nel 2020 l’editoria italiana ha incrementato il numero di titoli venduti all’estero, soprattutto in Europa (+0,2%) ma è dentro i confini nazionali dove raccoglie i maggior successi con un giro d’affari di 3 miliardi di euro confermandosi così la prima industria culturale del Paese insieme alla pay tv e la terza industria editoriale europea per fatturato dietro solo a Germania (9, 3 miliardi) e Regno Unito (7,5 miliardi).

La sostanziale tenuta del mercato, ha spiegato Ricardo Franco Levi, presidente Aie è frutto dell’andamento positivo della varia (romanzi e saggi venduti nelle librerie fisiche e online e nella

grande distribuzione) che segna a fine anno vendite in crescita dello 0,3%.

In calo invece del 3,5% i libri scolastici adottati dalle scuole (742 milioni). Forte aumento per il digitale: ebook, audiolibri e banche dati guadagnano il 10,9%, a 430,2 milioni di euro.

Le novità a stampa pubblicate nell’anno sono state 73.675, in calo del 5,9%. Contemporaneamente, però, gli e-book sono cresciuti del 7,2%, raggiungendo quota 52.273.

Altro fenomeno di rilievo è la grande diffusione delle librerie online che in un anno sono passate da rappresentare il 27% del mercato di varia al 43% e che danno accesso a un catalogo molto ampio: ben 1,26 milioni di titoli disponibili per l’acquisto, in crescita del 4,5% (e senza contare gli auto pubblicati). Nel 2010 i titoli erano 710.000.

Infine gli e-book, siamo a quota 500.000, erano 17.000 nel 2010.

Battuta d’arresto, invece, per l’import: le opere di autori stranieri acquistate dagli editori italiani, sono state 9.127 in calo del 5,4%. Complessivamente l’Italia si presenta come un Paese molto aperto verso le culture e i libri stranieri, un Paese che traduce molto e che però, con il passare degli anni, dipende meno dall’estero. Dal 1997 al 2020, fa notare Aie, le opere di autori italiani sono cresciute del 56%, le traduzioni del 24%. Nel 1997 era tradotta una novità ogni 4 pubblicate, oggi «solo» il 17%.

Insomma, questi dati confortanti ci dicono che per fortuna, la gente legge e trova sempre nuove modalità per avvicinarsi alla lettura, dagli ebook agli audiolibri per continuare a ripetere quella magia che è tuffarsi in un romanzo.

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