Ma quanto è bello leggere

Sogni

Per esplorare nuovi mondi, vestire i panni di un'eroina o, semplicemente, ingannare il tempo. Un buon libro (ma anche “Confidenze story”) sotto gli occhi è una vera goduria

Confesso che, come molti bambini, da piccola pensavo che leggere significasse soltanto rubare tempo a cose ben più interessanti, come la compagnia della Barbie, i giochi con gli amici e la bicicletta (il preludio della mia vita da motociclista). Quindi, a parte Topolino (e Diabolik, ma di nascosto visto che a casa nostra, chissà perché, era vietato comprarlo) non c’era verso di vedermi sfogliare niente.

Poi, c’è stata la svolta e a un certo punto ho scoperto il piacere di tuffarmi nella trama di un bel libro. Da allora sono diventata un’appassionata di tutto: romanzi classici e contemporanei, biografie di ogni tipo (da quella di Madonna, intesa come la rockstar, alla vita di Anna Bolena), gialli e psico-thriller. Che alterno rigorosamente, per evitare di ammorbarmi con un macigno dietro l’altro, oppure di tenere i nervi tutti tesi per un eccesso di suspense.

L’avvicendamento di genere, però, non è dettato solo dagli argomenti ma anche dal tempo a disposizione. E visto che leggere è sì un modo per immergersi in mondi diversi, ma anche una delle migliori strategie per ingannare le ore quando non passano mai, se ho commissioni che richiedono lunghe attese (le solite code alla posta o per pagare multe arretrate), ecco che nella mia rosa di scelta entrano anche i racconti. Il cui pregio è che ti prendono come un romanzo, ma li puoi interrompere all’improvviso (cioè quando chiamano finalmente il tuo numero) per  riprenderli subito dopo.

Un altro motivo per cui le narrazioni brevi hanno un loro perché, è che sono raccolte in volumi di solito leggeri e sottili. Quindi, si possono tenere in borsa e averli sempre a portata di mano. Non a caso, in questi giorni nel mio zaino c’è Confidenze story, che fino all’estate trovate anche voi in edicola. Contiene 10 romanzi e un fotoromanzo centrale. Quello l’ho letto subito, perché non sono riuscita a resistere (non ne vedevo uno da anni e mi ha fatto fare un balzo nel passato). Mentre gli altri li centellino fra un impegno e l’altro. Il che un po’ mi dispiace: questa raccolta sarebbe stata la soluzione perfetta per quando aspetterò il check-in per il volo che mi porterà in vacanza. Alternare la lettura di una storia a un salto al duty-free, un’altra storia a una puntata al bar e un’altra ancora a un giro in edicola, infatti, è il modo migliore per dare un senso alle noiosissime e interminabili ore che si perdono in aeroporto. Sapete, quindi, come potrebbe andare a finire? Non escludo alla terza tappa, cioè quella in edicola, di comprarmi il mio secondo numero di Confidenze story e rileggerlo. In fondo, non lo facciamo anche con i libri che ci sono rimasti nel cuore?

 

Confidenze