Uno spazio per te


UN SORRISO DA RICORDARE

di TERESA AVERTA

Cari amici, vi siete mai chiesti come mai il 1° aprile si fanno gli scherzi e si dice \"pesce d\'aprile\"?!Il primo di aprile tutti, o quasi, facciamo e subiamo scherzi: una tradizione che non conosce confini, ma la cui storia è piuttosto incerta. Infatti, sono state raccontate molteplici storie e diversi episodi, sulle origini del pesce d\'aprile, ma in fondo, e anch’io -che ho fatto ricerche su questa ricorrenza- siamo arrivati ad ottenere delle fonti sicure e certificate.La cosa certa è che in molte culture antiche si tenevano in questo giorno riti o feste di “rinascita” per festeggiare la fine della stagione invernale e l’inizio della stagione primaverile, feste a cui il “il pesce d’aprile” sembra essere collegato.Anche quest\'anno, oggi, primo di aprile molto probabilmente non leggeremo su siti e social network notizie strane, particolari o assurde che poi, per quanto plausibili, si rivelano false e in poche parole \"un pesce d\'aprile\". Il famoso pesce d’aprile. Che è uno scherzo comunitario e collettivo.Tra le notizie della guerra e i colpi di coda (si spera) della pandemia, non tutti avranno voglia di una burla o di preparare scherzetti. Ma la curiosità di conoscere le origini di questa usanza forse vi sono rimaste.Perché il pesce d\'aprile e perché proprio oggi? A saperlo!Da dove viene il giorno degli scherzi e delle burle? La realtà è che nessuno lo sa. Le origini di questa festa, che si tramanda da secoli in molti paesi del mondo, sono incerte, e lo sappiamo tutti.Non si conosce esattamente il periodo in cui ebbe inizio, né per opera di chi. Gli studiosi di tradizioni popolari forniscono diverse versioni – basate più su congetture teoriche che su dati scientificamente provati – che avvolgono la nascita di questa tradizione in un alone di mistero.Comunque sia, l’ipotesi più accreditata negli ambienti accademici fa risalire l’origine del pesce d’aprile ad un periodo antecedente al 154 A.C., quando il primo aprile segnava l’inizio dell’anno. Più tardi, la Chiesa soppresse la festa stabilendo l’inizio dell’anno il primo di gennaio. La vecchia tradizione continuò comunque a sopravvivere tra i pagani che per questo venivano derisi e scherniti.Quello che sembra chiaro è che il pesce d\'aprile risale a circa 500 anni fa, e se le sue origini sono mai state conosciute sono state dimenticate nel giro di 200 anni dalla sua prima apparizione nelle comunità dell\'Europa settentrionale. Sembra abbastanza appropriato che cercare la storia del pesce d\'aprile [April Fool\'s Day] possa sembrare un\'impresa da folli [fool\'s errand].Un’altra ipotesi, abbastanza diffusa, si rifà invece al rito pagano, legato all’antico calendario giuliano, quando il primo di aprile segnava l’inizio del solstizio di primavera. Terminato l’inverno, l’avvento della stagione primaverile segnava il rinnovamento della terra e della vita. In questa occasione, tra il 25 di marzo e il primo di aprile, si usava propiziare gli dèi offrendo doni e facendo sacrifici in loro onore. La festa era anche occasione per esprimersi in massima libertà con lazzi, burle e buffonerie.Ritornando alla chiesa cattolica, con l’avvento del Cristianesimo, nell’Impero Romano, feste di questo tipo furono sostituite con altre festività religiose al fine di far scomparire per sempre gli usi e le tradizioni pagane. Questo fu il destino che toccò anche alla festa del primo di aprile, rimpiazzata da quella della Pasqua. Le persone che, nonostante ciò, si ostinavano a festeggiare il vecchio rito pagano venivano ridicolizzate e fatte oggetto di scherzi e burle di ogni tipo.A parte le origini di questa tradizione, che si rinnova ogni 1° aprile c’è anche il suo strano nome. Qualcuno ritiene che il nome sia legato al ciclo solare: in quel periodo dell’anno il sole abbandona il segno zodiacale dei pesci e quindi le vittime degli scherzi sono chiamate “pesci d’aprile”In sostanza, viene usata l\'espressione pesce di aprile per indicare una persona che, proprio come questi animali acquatici, abbocca all\'amo divenendo vittima di uno scherzo.Per questa festa (in Italia) gli scherzi del 1° aprile risalgono agli anni tra il 1860 e il 1880 e la prima città ad accogliere questa abitudine, che presto dilagò nel resto del Paese, fu Genova.La Leggenda vuole che molti francesi, continuassero a scambiarsi regali tra marzo e aprile, festeggiando il Capodanno come ai vecchi tempi. Dei burloni iniziarono così, per sbeffeggiarli, a consegnar loro regali assurdi o vuoti durante feste inesistenti. Nel regalo vuoto si poteva trovare un biglietto con scritto “poisson d\'avril”: pesce d\'aprile, in francese.E i bambini, come lo hanno vissuto, i bambini di una volta, ossia noi, adulti di oggi? Perché una volta era il giorno in cui si mandavano in giro i bambini in cerca di cose inesistenti. “In aprile si fanno correre i matti e i ragazzini”, dice un antico proverbio. Nell’Italia del tempo che fu c’era, infatti, l’uso di dare qualche soldo ai piccoli e mandarli nel negozio del paese a comprare cose impossibili. Un pesce senza spine, una corda per legare il vento, la pietra per affilare i capelli, un bastone con una sola estremità. E spesso si attaccava un pesce di carta alla schiena delle persone mandate in giro a vuoto, come contrassegno pubblico della loro ingenuità. Ecco perché il pesce diventa il simbolo dello scherzo. E nel nostro tempo, che ha spalmato la festa sull’intero calendario il pesce d’aprile diventa quotidiano, grazie alla rete e ai social che trasformano le bufale in format, post, tag. Nella storia del Pesce d’Aprile, anche Google ha avuto il suo ruolo da protagonista, come ad esempio nel 2010, quando lanciò in Giappone un’applicazione simile ad una sorta di traduttore, capace di tradurre il linguaggio degli animali, ovviamente un fake. Nel 2007, invece, venne “lanciato” un cavetto da inserire nel water di casa per avere una perfetta ricezione dallo stesso. Infine, il Gmail Paper, servizio che prometteva di stampare e-mail senza aver bisogno di stampante, ricevendole gratuitamente a casa su carta. È quel che succede quando si passa dal locale al globale. Dalla comunità alle community. Dal faccia a faccia al face to facebook, e naturalmente, il pesce d\'aprile è diffusissimo non solo in Italia, ma anche in Europa. Infatti, la tradizione cambia a seconda del paese: per esempio in Scozia si chiama \"Gowkie Day\" (giorno del cucciolo) e le celebrazioni durano due giorni. Durante il secondo giorno, il Taily Day, bisogna attaccare un cartellino con la scritta \"calciami\", \"kick me\" sulla schiena del malcapitato.In Inghilterra, invece, si festeggia il \"Fool’s Day\" facendo riferimento ai giullari di corte, mentre in Germania si chiama \"Aprilscherz\" (scherzo d\'aprile). Infine, in Portogallo il pesce d\'aprile si festeggia con delle sacche di farine da versare ai passanti.Insomma, c’è da raccontare, inventare, narrare… nel primo giorno di questo quarto mese dell’anno; il protagonista è lui, il simpatico e curioso pesce. E per concludere la mia, spero esauriente riflessione, si è soffermata anche a ricercare nella letteratura d’ogni tempo, illustri personaggi acquatici, muti sì, ma resi estremamente comunicativi e portatori di messaggi universali grazie alla penna dei loro creatori.Il primo pensiero è per Moby Dick, la gigantesca e terribile balena bianca nata dalla mente di Herman Melville nel 1851. Chiunque ami leggere conosce il celebre inizio del romanzo, “Chiamatemi Ismaele” (“Call me Ishmael”, nella versione originale), e fissati nella mente sono molti passaggi di questo libro che usa la storia della baleniera Pequod, del suo comandante, il capitano Achab, e dello stesso Ismaele, voce narrante ed alter ego dell’autore, come espediente per un’epica epopea, un’allegoria della vita umana ed una riflessione esistenziale. Considerato oggi uno dei maggiori capolavori della narrativa mondiale il romanzo ha davvero reso immortale una balena, Moby Dick, descritta come essere crudele, quasi umanizzata quando si narra di come distrugga le lance delle imbarcazioni per puro piacere e come di fronte a lei fuggano anche gli squali più feroci. Il capodoglio, cui Achab dà la caccia per vendicarsi della mutilazione subita, trascinando con sé l’intero equipaggio, è al centro di un’avventura ai limiti della sopravvivenza umana, dove il senso di smarrimento che i marinai provano nell’immensità del mare è reso da Melville con uno stile magistrale, capace di disorientare il lettore al pari del naufrago tra i flutti in tempesta.Anonimo, ma non meno profondo e significativo nel contesto narrativo, è invece il pesce de Il vecchio e il mare. Pubblicata nel 1952 l’opera valse al suo autore, Ernest Hemingway, il Premio Pulitzer nel 1953 e il Nobel per la Letteratura l’anno successivo. Anche se il protagonista principale è l’anziano pescatore Santiago, questa superba figura non sarebbe tale se non in rapporto alla sua preda: un enorme pesce spada. Preso all’amo dopo un lungo periodo infruttifero trascorso in mare, il gigantesco pesce diventa per Santiago la prova suprema di forza e resistenza e per Hemingway il modo per trattare il tema prediletto della tenacia umana nella lotta davanti alla Natura. Dopo la fatica della cattura e il lungo tempo necessario per stremare questo gigante del mare, descritto dall’autore con straordinaria ricchezza di dettagli, il vecchio dovrà rivaleggiare con il nobile pesce anche dopo averlo ucciso: la sua stazza renderà lento e difficoltoso il ritorno al porto e la scia di sangue lasciata dal suo cadavere attirerà altri predatori marini da cui l’uomo dovrà salvaguardarlo.Poi abbiamo “Colapesce”: mezzo uomo e mezzo pesce, personaggio di origine antichissima, proveniente dalla tradizione favolistica siciliana e reso noto grazie all’inclusione della sua storia nelle Fiabe Italiane (1956) di Italo Calvino. In questa versione, poiché molte e diverse ne esistono, Cola, diminutivo di Nicola, è un giovane pescatore messinese, cui la madre, stanca di richiamarlo continuamente per la sua prolungata permanenza in acqua, lancia una maledizione: “Che tu possa diventare un pesce!”. Detto, fatto: Cola diventa mezzo uomo e mezzo pesce. La sua fama giunge al Re dell’isola che desidera incontrarlo, chiedendogli poi di esplorare gli abissi del mare di Sicilia e raccontargli ciò che ha visto. Cola obbedisce, ma non riesce a trovare il fondo presso il Faro, dove la profondità pare infinita. Ma la curiosità del sovrano di conoscere quanto è profondo il mare obbligherà Cola ad immergersi in quel punto, senza più farvi ritorno.Insomma, nel “nostro piccolo”, abbiamo creato una piccola letteratura de “Il pesce di Aprile” e ho ritenuto opportuno dedicare, anche io, dei simpatici versi, come filosofia del riso e pedagogia della leggerezza dell’essere.UN SORRISO DA RICORDARERicordate che giorno è oggi? È il primo di aprile quaggiù!E di nuvole e vento…Non se ne può proprio più!C’è un pesce che si aggira intornoun po\' intelligente e anche un po\' tonto.Sembra che la gente lo ricordi, ogni annocome mai tanta importanza gli danno?Che strano pesce è mai questo!Fa un baccano e gran trambustoAnziché stare nell’immenso marese ne va in giro nel mondo a scherzare.Sarà un pesce prodigioso, magico o felice…Se sa stare sulla schiena dei compagni e degli amiciE se abita tra le pagine di libri e quaderniè un pesce che vive di risate nei tempi moderni.In questo giorno, davvero particolareche non è Pasqua e neppure Natale,si possono fare scherzi divertentiper far gioire il cuore e la mente.Disegnate e ritagliate un bel pesciolino,regalatelo a chi amate e anche ai bambinie allegri sorridete e indicate col ditochi dietro a voi, vi guarda stupito!È divertente il “Pesce di aprile”se sai far ridere e sei gentile,in questo mese fiorito e specialelascia un sorriso da ricordare.Teresa AvertaBuon 1° aprile a tutti!

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