ABBONAMENTI

Viaggio in Giappone: da Tokyo a Kyoto, le tappe da non perdere

Templi, metropoli, cervi sacri e quartieri illuminati dai neon: il Giappone sorprende a ogni tappa. Da Kyoto a Nara, da Osaka a Tokyo, scopri un Paese dove tradizione e futuro convivono in perfetta armonia

Il tempio Kōtoku-in di Kamakura e il suo Buddha
CREDITS: Riccardo CaffùIl tempio Kōtoku-in di Kamakura e il suo iconico Grande Buddha

Il fascino del Giappone sta nei dettagli. In un portale rosso che si apre sul bosco, nel fruscio di un kimono, nell’inchino inatteso di un cervo, nelle luci di un incrocio che sembrano non spegnersi mai. È un Paese che sorprende senza alzare la voce e che conquista attraverso l’armonia dei suoi contrasti.

Dalla vibrante Tokyo, metropoli dalle mille sfaccettature, all’autentica Osaka, fino all’intramontabile fascino di Kyoto: ogni tappa racconta un volto diverso del Paese del Sol Levante. Un itinerario emozionante che svela l’essenza di un Paese capace di custodire con orgoglio il proprio patrimonio culturale e, al tempo stesso, guardare al futuro con entusiasmo. Tra silenzi, rituali e dettagli che trasformano ogni incontro in un prezioso ricordo.

Kyoto, città d’arte

Kyoto, Kinkaku-ji il Padiglione d’Oro
CREDITS: Riccardo CaffùKyoto, Kinkaku-ji il Padiglione d’Oro

L’esplorazione del Giappone parte da Kyoto, città che, più di tutte, custodisce la memoria culturale della nazione. Il passato continua a vivere attraverso i suoi monumenti e le sue forme artistiche, elaborate in oltre mille anni di storia in cui Kyoto fu capitale imperiale (dal 794 al 1868). Durante questo lungo periodo si svilupparono molte delle caratteristiche che ancora oggi definiscono l’identità giapponese: il gusto per l’armonia, il rispetto della tradizione e la ricerca della bellezza nella semplicità. Questi ideali si ritrovano sia nell’elegante architettura del centro storico, sia nelle arti tradizionali come la cerimonia del tè, l’ikebana, la calligrafia, la produzione dei kimono e la ceramica, che qui trovarono la loro culla. Il quartiere storico di Gion è uno dei luoghi che meglio conserva l’immagine della Kyoto tradizionale. Tra strade strette e case in legno (machiya), l’atmosfera richiama il Giappone del passato. Le facciate discrete, le lanterne, i piccoli ingressi raccontano una città costruita sulla misura e sull’attenzione ai piccoli dettagli.

I tesori dell’antica Kyoto

Qui sopravvive ancora la tradizione delle Geisha e delle Maiko, custodi di arti antiche come la musica, la danza e l’ospitalità raffinata. La città accoglie anche il patrimonio dei Monumenti storici dell’antica Kyoto: un insieme unico al mondo che racconta un millennio di storia giapponese. Inserito nell’elenco dell’Unesco nel 1994, il sito comprende diciassette complessi storici, per un totale di 198 edifici e dodici giardini, di eccezionale valore culturale. Questi complessi comprendono templi buddhisti, santuari shintoisti, residenze storiche e strutture legate al potere politico. Conservano l’immagine di una città in cui la vita spirituale, la cultura e la natura erano profondamente collegate. In questo dialogo spontaneo tra uomo e paesaggio, luoghi iconici come il Kinkaku-ji, il Kiyomizu-dera e il Fushimi Inari Taisha rappresentano alcune delle suggestive espressioni dello spirito di Kyoto. Qui l’architettura non si impone sul contesto, ma si integra con esso, diventando parte di un equilibrio armonioso. A guidare questa visione è il principio dello Shakkei, il “paesaggio preso in prestito”, secondo cui gli elementi naturali circostanti vengono incorporati nella composizione architettonica, creando una continuità visiva in cui i confini tra costruito e ambiente sembrano dissolversi.

Nara, il regno dei cervi

A pochi chilometri in treno da Kyoto si incontra Nara, antica capitale imperiale nell’VIII secolo. Il simbolo più sorprendente della città sono i cervi che vivono liberamente nel parco cittadino. Considerati messaggeri divini della tradizione shintoista, questi animali sono da secoli venerati e protetti, soprattutto per il legame con il santuario di Kasuga Taisha. Secondo la leggenda, una divinità arrivò a Nara cavalcando un cervo bianco e da allora questi animali sono considerati creature sacre dalla comunità. Camminando tra i vialetti del parco, è possibile incontrare i cervi che si muovono indisturbati tra i visitatori, avvicinandosi curiosi in cerca dei tradizionali shika senbei, i biscotti speciali venduti per nutrirli. Un dettaglio è sorprendente: molti cervi sembrano rispondere al regalo con un piccolo inchino del capo, cordiali ed eleganti come rituale giapponese comanda.

Osaka, energia pura

Osaka è una città che non sembra mai spegnersi davvero. Terza città più popolosa del Giappone, ha un carattere tutto suo: meno formale e più istintivo, dove la vita quotidiana si mescola al divertimento. Il quartiere di Dōtonbori è il cuore popolare di Osaka: l’aria è impregnata dei profumi dello street food, dalle specialità locali preparate nei piccoli chioschi  alle bancarelle affollate dove i cuochi lavorano davanti agli occhi dei passanti.

Osaka, Dotonbori cuore luminoso della città
Osaka, Dōtonbori cuore luminoso e caotico della città

Il vapore delle piastre, il profumo delle salse e il richiamo dei venditori si mescolano al rumore della folla. Lungo il canale, le insegne luminose sembrano gareggiare per attirare l’attenzione: giganteschi cartelli tridimensionali sporgono dalle facciate, tra cui il celebre granchio meccanico che domina la strada con le sue grandi chele mobili. Le ruote panoramiche che svettano tra i palazzi aggiungono un ulteriore elemento spettacolare, offrendo dall’alto una vista sul labirinto di strade illuminate. Tra giovani in cerca di divertimento, lavoratori che si concedono una pausa serale e viaggiatori affascinati dalla sua energia, Osaka in queste strade mostra il suo lato più autentico e genuino. Una metropoli che vive la notte con entusiasmo e che trova nell’eccentricità il proprio tratto distintivo.

Tokyo, mille volti

CREDITS: Riccardo CaffùAkihabara, la “Electric Town” di Tokyo, tra anime, manga e tecnologia

Tokyo non si lascia raccontare attraverso una sola immagine. È una città di contrasti quotidiani, dove i fasti del passato imperiale convivono con un energico slancio moderno. Il suo carattere nasce proprio da questa alternanza continua tra passato e futuro. La capitale giapponese cambia aspetto nel giro di poche fermate di metropolitana: passare da un quartiere all’altro regala la preziosa sensazione di sfogliare le pagine di un libro di storia. La città, chiamata anticamente Edo, lasciò la sua prima impronta nella storia giapponese nel lontano XVII secolo, quando durante il periodo degli shogun divenne una delle città più fiorenti del mondo. Sarà infine rinominata Tokyo, cioè “capitale orientale”, solo nel 1868, con la restaurazione Meiji. Da quel momento è rimasta riferimento per il Paese del Sol Levante e non ha mai smesso di crescere. Oggi la città amministrativa di Tokyo conta ben 14 milioni di abitanti, mentre l’intera area metropolitana supera la cifra record di 37 milioni.

Nella capitale ogni quartiere è un mondo a sé. Ad Akihabara la città mostra il suo lato più contemporaneo. Le strade sono immerse nelle luci delle insegne, con palazzi dedicati all’elettronica, ai videogiochi, alla cultura anime e manga. Passeggiando tra le vie del quartiere si incontrano appassionati e cosplayers alla ricerca della cultura tecnologica giapponese diventata famosa in tutto il mondo. Altrettanto adrenalinico è il quartiere Shibuya. Il celebre incrocio è uno dei simboli della capitale: quando il semaforo scatta, la folla attraversa la strada in ogni direzione, nel mezzo di una delle aree più trafficate del pianeta. Intorno, i grandi schermi luminosi, i negozi, i ristoranti e i piccoli locali costruiscono un paesaggio urbano sempre in movimento. Shibuya dà l’impressione di non fermarsi mai, con una vita quotidiana fatta di incontri veloci, appuntamenti, musica e luci che restano accese fino a tarda sera.

Tra neon e tradizione

CREDITS: Riccardo CaffùTokyo, Rainbow Bridge al tramonto

Ma Tokyo sa anche fermarsi. Nel cuore cittadino il Palazzo Imperiale appare come un’isola verde circondata da un mare di grattacieli. Intorno alle mura gli edifici del centro sembrano quasi appartenere a un’altra città, mentre all’interno del palazzo la vita scorre ancora lenta e silenziosa. Cuore spirituale di Tokyo è invece il tempio buddista Sensō-ji. L’ingresso è segnato dalla maestosa porta Kaminarimon, una struttura in legno con una grande lanterna rossa sospesa al centro. La sua architettura rappresenta il passaggio simbolico dal mondo quotidiano a uno spazio sacro. L’interno custodisce un sensazionale complesso di architettura sacra giapponese, con pagode e templi che emergono con grazia dal fumo d’incenso.

Avvicinandosi alla zona del porto, il paesaggio cambia ancora connotati. La baia di Tokyo regala una nuova prospettiva sulla metropoli dai mille volti, ampliandone il respiro. Al tramonto le luci si riflettono sull’acqua, il Rainbow Bridge si illumina gradualmente e lo skyline emerge dal crepuscolo come una promessa inattesa. La città luccica all’orizzonte tra neon e bagliori, i treni affollati si muovono come piccoli tasselli all’interno di un grande puzzle. Qui dopo tante anse, il fiume Sumida incontra finalmente l’Oceano Pacifico, unendo il suo lento flusso con le onde del mare. Cullata dal suo sciabordio, Tokyo appare meno frenetica, leggera e incredibilmente contemplativa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

NEXT