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Curarsi con i libri di E. Berthoud e S. Elderkin

Mondo

In questi giorni dominati dal pensiero del Coronavirus vi consiglio una lettura speciale: un manuale di medicina e dell'anima, perché i libri da sempre hanno un potere curativo

“Questo libro è un manuale di medicina – con qualche differenza. Prima di tutto discrimina tra i dolori del corpo e i dolori del cuore; in queste pagine si potrà trovare la cura per un cuore spezzato come per una gamba rotta. O una consolazione per certe situazioni difficili nelle quali potreste trovarvi come traslocare, perdere l’aereo o vivere una crisi di mezza età. Non mancano le peggiori sfide della vita, come la perdita di una persona cara o il ritrovarsi, a un tratto, a crescere un figlio da soli. Se avete il singhiozzo o i postumi di una sbornia, paura di impegnarvi o di aver perduto il senso dell’umorismo, anche questi per noi sono disturbi, e meritano di essere curati. C’è un’altra differenza, tuttavia. I farmaci che prescriviamo non si trovano in farmacia quanto in libreria, in biblioteca, oppure sul proprio lettore di e-book. Siamo biblioterapiste, e i libri sono i nostri ferri del mestiere. La nostra farmacopea include balsami balzachiani, lacci emostatici tolstoiani, pomate di Saramago e purghe di Perec e Proust. Per compilarla abbiamo spulciato duemila anni di letteratura in cerca delle menti più brillanti e delle letture più ricostituenti, da Apuleio, che nel II secolo scrisse L’asino d’oro, ai tonici contemporanei di Ali Smith e Jonathan Franzen. La biblioterapia è diffusa, sotto forma di libri di autoaiuto, da alcuni decenni. Gli amanti della letteratura, tuttavia, utilizzano i romanzi come rimedio – più o meno consapevolmente – da secoli. La prossima volta che sentite il bisogno di tirarvi su – o vi serve una mano per sbrogliare una matassa emotiva – ricorrete a un romanzo. (…) Vi auguriamo ogni felicità con le nostre ingessature e i nostri cataplasmi letterari. Grazie a loro sarete più sani e più saggi – e degli amici migliori. Vivere senza letteratura significa perdere l’occasione di vivere arricchendosi delle lezioni di coloro che hanno percorso questa via prima di noi”. 

Sono anni che questo bel librone mi segue ovunque. Letto e riletto, tutto e in parte, più e più volte, a seconda del tempo e del malanno. I libri curano? È una certezza assoluta, una vera evidenza scientifica. La lettura ci estrae dal nostro corpo, dai nostri fatti, dalle nostre relazioni e ci fa atterrare in altre città, altre epoche, spesso future, altre vite. Leggiamo e in un istante diventiamo un’altra donna oppure un uomo e spesso un bambino oppure un anziano, cambiamo colore della pelle, acquistiamo o perdiamo centimetri di altezza, torniamo figli, diventiamo genitori, ci sposiamo, ci lasciamo, ci innamoriamo. Centinaia di volte. Guariamo in continuazione dalla peggiore delle malattie: il punto di vista univoco, l’egocentrismo, la mancanza di empatia. I libri sono un aerosol che libera le vie respiratorie, un massaggio cardiaco che sblocca un muscolo poco tonico che ha dimenticato che non basta un impulso elettrico, per vivere. Sei triste? Leggi. Hai mal di pancia? Leggi. Hai mal di denti? Leggi. E non un libro qualunque! Ogni fastidio ha il suo. E in questo libro troverete un titolo per curare ogni disturbo.

Sono giorni strani, questi all’insegna del Covid-19. Tutto è ancora poco chiaro ma di sicuro le nostre vite, da quando il virus ha cominciato a diffondersi prima in Cina e poi anche qui in Italia, stanno subendo un tipo di stress che bisogna contenere e gestire. Quindi, prendiamo un libro e voliamo in un’altra storia. Le ansie, almeno quelle che non servono, svaniranno.

 

E. Berthoud e S. Elderkin, Curarsi con i libri, Sellerio

 

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