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Barcellona: sulle tracce di Gaudì

Architetture impossibili, draghi di pietra, mosaici dai colori esplosivi: a 100 dalla morte del genio che ha trasformato Barcellona, fantasia e realtà si incontrano

casa Battlo
CREDITS: iStock

Si potrebbe immaginare Milano senza il Duomo, Roma senza il Colosseo, o Parigi senza la Tour Eiffel? Impossibile. E lo stesso vale per Barcellona senza la Sagrada Família, il simbolo più potente e riconoscibile della città, nato dal genio visionario di Antoni Gaudí. Più che una semplice basilica, è un’opera viva, che cresce e si trasforma da oltre un secolo, sorprendendo ogni visitatore con la sua energia unica.

Quest’anno, poi, c’è un motivo in più per lasciarsi conquistare: il 10 giugno, a cento anni dalla morte dell’architetto, si inaugura la Torre di Gesù Cristo. Con i suoi 172,5 metri svetterà sopra la città, rendendo la Sagrada Família la chiesa più alta del mondo. Un traguardo simbolico e spettacolare. In cima, una grande croce in ceramica bianca alta 17 metri custodirà al suo interno l’Agnus Dei dell’artista italiano Andrea Mastrovito, aggiungendo un ulteriore livello di significato a questo capolavoro senza tempo.

È un nuovo capitolo di una storia iniziata nel 1882 e ancora in divenire, con la conclusione prevista tra il 2033 e il 2036. L’inaugurazione si inserisce in un anno speciale, tra celebrazioni diffuse e un’atmosfera vibrante che attraversa tutta la città. Il 2026 è dedicato a Gaudí e all’architettura, offrendo l’occasione perfetta per scoprire Barcellona con uno sguardo diverso: più lento e curioso, tra meraviglie iconiche e angoli meno battuti che sanno sorprendere (www.spain.info).

Nel segno della meraviglia

Considerato uno dei padri del modernismo catalano, Gaudí ha lasciato a Barcellona un’impronta inconfondibile. Fatta di linee vive, richiami alla natura, mosaici luminosi e forme che sembrano sfidare ogni regola. Per coglierne davvero l’essenza, il modo migliore è seguirne le tracce in città, lasciandosi sorprendere passo dopo passo.

Basta alzare lo sguardo davanti a Casa Batlló (1904), con il suo tetto che ricorda il dorso di un drago, i balconi simili a teschi e la facciata tutta “fiorita”. Poco distante, La Pedrera (1905) affascina con le sue curve morbide, i camini scultorei e gli eleganti intrecci in ferro battuto, in un gioco continuo tra forza e leggerezza. Accanto a queste icone, merita una scoperta più intima Casa Vicens (1883-1885), la prima residenza firmata dall’architetto. Un edificio sorprendente, dai richiami orientali, ricco di materiali e dettagli che fondono suggestioni gotiche, mediterranee e islamiche, come un viaggio in mondi lontani. E non finisce qui. Per immergersi completamente nel suo universo visionario, basta raggiungere il Park Güell, dove arte, natura e architettura si intrecciano in un paesaggio fiabesco. Perfetto per perdersi tra colori, forme e scorci che restano impressi nella memoria.

Benvenuta Barcellona 2.0

Vivace e in continua trasformazione, Barcellona tiene il cuore nel passato e lo sguardo ben rivolto al futuro, reinventando il proprio volto attraverso architetture contemporanee e spazi restituiti alla città. Nella Città Vecchia, a pochi passi da La Rambla, si entra nel barrio più multiculturale, El Raval. Un tempo quartiere difficile, oggi vivace, creativo e sorprendente.

A segnare l’inizio di questa rinascita è stato il Museu d’Art Contemporanea de Barcelona (Macba), firmato da Richard Meier, con il suo bianco luminoso e le geometrie essenziali che dialogano con la luce. Accanto, il Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (Cccb) racconta un’altra storia di trasformazione: un antico complesso del Settecento reinterpretato con inserti in vetro e acciaio, diventato oggi un polo culturale dinamico. Insieme, questi luoghi hanno contribuito a dare nuova energia al Raval, rendendolo uno dei quartieri più interessanti da vivere e attraversare.

Tra Arte urbana

Per immergersi nel volto più innovativo della città, si raggiunge Poblenou, ex zona industriale che ha saputo reinventarsi come Distretto 22@, cuore tecnologico e creativo di Barcellona. Qui, tra architetture contemporanee e ciminiere che svettano, le vecchie fabbriche in mattoni ospitano oggi atelier, gallerie d’arte e locali. Mentre la street art trasforma le facciate in una galleria a cielo aperto. Lo sguardo è catturato dalla Torre Glòries di Jean Nouvel, con la sua forma iconica e cangiante, e dal Disseny Hub Barcelona, spazio dedicato al design e alla creatività contemporanea.

Poco più in là, affacciato sul mare, sorprende l’Edifici Fòrum, un grande triangolo blu dalla superficie materica, progettato da Herzog & de Meuron, che ospita il Museo di Scienze Naturali e si inserisce nel vasto Parc Fòrum, tra spazi aperti, architetture e scorci sul Mediterraneo. E dopo aver esplorato questa Barcellona inedita e in movimento, ci si può concedere una pausa sulla spiaggia di Bogatell, più tranquilla della celebre Barceloneta, dove la città rallenta e si lascia accarezzare dal ritmo del mare.

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