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Ibiza e Formentera: le isole del nuovo benessere

Dai rituali all’alba ai mercati di erbe officinali fino ai tramonti senza telefono, le Baleari raccontano oggi un’idea di lusso fatta di silenzio, luce e connessione profonda con se stessi. E diventano sempre più spesso il punto di partenza per donne che scelgono di ricominciare

Formentera
CREDITS: @Courtesy-Turisme-de-FormenteraEstanydes Peix laguna naturale di Formentera

Ibiza è morta. O almeno, è morta quella che conoscevamo: i tavoli in discoteca esclusivi, i baccanali fino all’alba, l’eccesso del lusso. Al suo posto è nata qualcosa di molto più interessante. Se negli anni Duemila Isla Blanca era il tempio del divertimento senza freni, oggi è diventata la meta d’elezione di donne che scelgono di viaggiare da sole, amiche che vogliono staccare la spina, creative attratte dal suo magnetismo antico. Un cambiamento profondo, forse inaspettato, quasi silenzioso.

Ibiza, energia pura

CREDITS: Mateu MennassarCentro storico di Ibiza

Sotto la superficie di Ibiza pulsa da sempre un’energia antica e curativa. Le colline ricoperte di pini, l’aria salmastra e la luce radiosa hanno attratto per decenni artisti e ricercatori spirituali, soprattutto a sud-ovest di fronte al maestoso e disabitato scoglio di Es Vedrà, uno dei punti più magnetici del pianeta. Un luogo mitico e sacro a Tanit, la divinità fenicia della luna e del potere femminile. Non è un caso che la sua energia pervada la nuova vocazione dell’isola, trasformata in una mecca del benessere emotivo e fisico. Oggi le giornate iniziano presto. Ci si ritrova all’alba tra una danza consapevole e i riti ancestrali di María Valdivia, venerata Temazcalera cilena e guida spirituale tra medicine sacre e cerimonie di guarigione. In questa geografia del benessere si alternano yoga, sessioni di Kundadance, Sup yoga e bagni sonori con campane tibetane, ormai parte integrante del calendario olistico ibizenco.

Ripartire da qui

CREDITS: @ibiza travelTorre des Savinar e faraglione di Es Vedrà a Ibiza

Ibiza è un’isola che cura perché permette di ricominciare. Lo sa bene Suzy Burrows che, dopo un burnout e la fine del suo matrimonio, dal Regno Unito ha scelto di trasferirsi qui e oggi, come Dream Coach e kinesiologa, aiuta altre donne a ritrovare la gioia di vivere. Un desiderio di rinascita che si respira pure al mercato di Sant Joan. Qui incontriamo Nathalie, esperta in fitoterapia, che coltiva erbe officinali per la sua linea di cosmesi naturale Boticario del Campo. Il suo progetto è nato grazie al Banc de Terres de les Pitiüses, un’iniziativa locale che affida i campi in disuso a piccoli produttori biologici. Un ritorno all’essenziale pervade anche i laboratori di cucina a zero sprechi dell’ex architetta Erika Tangari, arrivata qui per celebrare il cibo come forma di meditazione e connessione profonda con la terra.

Figli dei fiori versione 2.0

CREDITS: @Courtesy Turisme de FormenteraHippie Market di Es Pujols a Formentera

Il vecchio spirito hippy degli anni ’60 e ’70 non è però svanito, ha solo cambiato ritmo, sintonizzandosi su una frequenza più intima. Come a Cala di Benirrás, dove al tramonto i figli dei fiori si radunano ancora in cerchio per suonare le percussioni davanti al sacro faraglione di Cap Bernat. Oppure a Cala Comte, dove la giornata si consuma nella caletta di Racó d’en Xic, prima di salire al Sunset Ashram, un beach bar bohémien dove si saluta il sole con musica lounge e un calice di sangria. Lo stesso spirito si respira a Sant Carles tra i lunghi abiti floreali della moda Adlib, nata negli anni ’70 dal manifesto della principessa Smilja, nipote del re di Serbia: «Vestiti come vuoi, ma vestiti con gusto». Un invito a essere finalmente se stesse.

Formentera, l’arte di togliere

Mentre Ibiza evolve, Formentera rimane il controcampo silenzioso, la sorella minore e introversa. Una striscia di terra primitiva, modellata dai venti e da una geografia aspra che, oggi più che mai, risponde al bisogno profondo di sottrarre rumore e ostentazione. Il segnale più evidente di questo ritorno all’essenziale arriva dalle istituzioni: nell’estate 2026 il Governo delle Baleari ha ridotto del 36% lettini e ombrelloni sulle spiagge di Ses Illetes, Es Pujols e lungo la costa di Migjorn. Il vero lusso non è più il beach club esclusivo, ma la libertà di arrivare in bicicletta a Cala Saona.

Radici bohémien, sguardo nuovo

L’anima bohémienne dell’isola affonda le radici negli anni Sessanta, quando divenne un’oasi di permissivismo assoluto. Tra queste dune si rifugiavano i ventenni che sfuggivano alla guerra del Vietnam e i giovani spagnoli in cerca di libertà dalla dittatura. Qui Joni Mitchell scrisse l’album Blue e i Pink Floyd trascorrevano mesi vivendo da hippie. Di quel passato resta un’atmosfera di tolleranza spontanea, ben visibile nel nudismo praticato sull’isolotto di S’Espalmador. Questa Formentera attira oggi una nuova generazione di donne capaci di reinventarsi. Come Nina Urgell, psicologa e Dj catalana, che definisce l’isola «un luogo di libertà» in cui trovare l’ispirazione. O come Ana Jiménez, primo chef ad aver conquistato una stella Michelin sull’isola, che nel suo menù segue i ritmi della luna e valorizza l’orto locale.

CREDITS: @Courtesy Turisme de FormenteraSapori di mare a Formentera

Strade sterrate e tramonti lenti

CREDITS: Alfredo MonteroA cavallo, all’alba, sulla spiaggia di Levante a Formentera

La vita a Formentera scorre lungo un’unica strada principale, da cui si diramano sentieri polverosi da esplorare a piedi o a cavallo all’alba, sulla spiaggia di Levante. Dopotutto, la vera rigenerazione qui non è nei locali alla moda, ma nei 32 sentieri verdi dell’isola: le vere coordinate del benessere, nate per proteggere la natura e raggiungere Es Caló d’Es Mort, il promontorio de La Mola o il faro di Cap de Barbaria. L’ora del tramonto resta un rito collettivo ma più intimo. Ci si ritrova al KM11, al Karai o al Bocaboca di Cala Saona. È qui che musica, rito del tramonto e sangria si incontrano, custodendo l’anima più autenticamente bohémienne di Formentera.

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