Italiani, traditori seriali

Cuore

I dati sono tristi, ma confermati: il 50% dei nostri mariti e fidanzati ci tradisce. Quindi, la metà di noi deve per forza chiedersi se accettare o meno le corna

Una tipica frase che si pronuncia con onesta convinzione e patetica frequenza quando si è molto giovani è: «Se vengo a sapere che mi ha tradita, lo lascio all’istante. Anche se l’ha fatto una volta sola».

Il passare degli anni, però, insegna che la dichiarazione è l’immaturo frutto della tenera età. Perché per non saltare in aria sui terreni minati di convivenze e matrimoni, è indispensabile perdonare qualche infedeltà. Davanti alla quale spesso è addirittura saggio chiudere un occhio (se non tutti e due).

Lo dico per confermare che sono d’accordo: Superare il tradimento è possibile, come recita il titolo di un articolo su Confidenze in edicola adesso.

Invece, un’indagine dell’Osservatorio Europeo dell’Infedeltà rivela che soltanto il 15% delle coppie è disposta a dare un’altra chance al partner.

D’altronde, scoprire le corna è una mazzata micidiale. Sempre e comunque. Quando si tratta di una storiellina volante, perché offende come il peggiore degli insulti con la sua inutilità. Mentre una relazione clandestina importante disintegra la fiducia in quella ufficiale e toglie la voglia di andare avanti insieme.

Eppure, nonostante queste inconfutabili verità, i dati parlano chiaro: il 50% degli uomini italiani non guarda in faccia a nessuno e tradisce lo stesso (lo sostiene una ricerca recentissima). Almeno una volta, anche se può essere quella di troppo.

Quindi, la metà di noi è tristemente destinata ad avere un ramato fardello di corna sulla testa.

Come affrontare, allora, la vita di coppia? A mio parere, cercando di tenere a bada la gelosia finché non ci sono prove schiaccianti del misfatto.

Sì, perché se captiamo pericoli dappertutto, vediamo nelle colleghe di lui una combriccola di sfascia-famiglie e interpretiamo ogni suo lieve ritardo come la prova lampante della presenza di un’altra, non ce la passiamo tanto bene pur avendo accanto, magari, uno stinco di santo (in fondo, secondo le indagini esiste il fifty-fifty delle possibilità).

Mentre se siamo pervase da una sicumera che ci spinge a trascurare capelli di colore diverso dal nostro sulla sua giacca, il telefonino tenuto sempre in una stanza diversa o l’improvvisa cena di lavoro che si ripete settimana dopo settimana, viviamo serenamente nonostante un compagno palesemente truffaldino.

Il vero problema è quando scoppia il bubbone. Perché in quel momento è da vedere chi è la più brava a superare il tradimento. La donna che l’ha sempre dato per scontato o colei che non l’ha mai preso in considerazione?

Qui si cade nel personale e le risposte sono le più disparate. Per quel che mi riguarda, vi dico che se il mio lui finisse tra le braccia di una sventola pazzesca, soffrirei come un cane. Ma con mille rassicurazioni (del tipo lui prostrato che si cosparge il capo di cenere) sarei disposta a dimenticare lo scivolone.

Invece, se scoprissi che se l’è spassata con una ciospa talmente insulsa e inutile da non averla mai immaginata un’ipotetica rivale, entrerei nel 15% di coloro che non concedono una seconda chance.

Infatti, imbufalita come una pantera, umiliata come la Germania con il suo 4 a 3 dei Mondiali ’70 e con l’orgoglio polverizzato, non sopporterei l’idea di stare accanto a uno stronzo finito nel letto di una spigolosa e fredda sciacquetta, convinto di aver conquistato un seducente e morbido bocconcino.

No, scusate tanto, ma a tutto c’è un limite.

Confidenze