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Dimagrire in menopausa: perché è più difficile perdere peso e quali farmaci possono aiutare

Perché in menopausa si ingrassa e dimagrire diventa più difficile? In occasione della Giornata mondiale della menopausa, Antonella Franceschelli, medico internista, medico estetico e obesiologa, ci spiega quali sono le cause dell’aumento di peso, quali farmaci possono aiutare a dimagrire e a ridurre i rischi per la salute e a chi sono indicati

Donna sdraiata che legge sul divano
CREDITS: Polina Tankilevitch/Pexels

I jeans preferiti che non si chiudono più, la pancia che spunta anche sotto una maglietta oversize, la bilancia che sembra non voler scendere nonostante gli sforzi. E poi il disagio, davanti allo specchio, di non riconoscersi più. Se hai tra i 45 e i 50 anni, probabilmente hai notato anche tu da qualche tempo questi cambiamenti. Già a partire dalla perimenopausa, la fase che precede la menopausa, il grasso tende a ridistribuirsi, accumulandosi maggiormente intorno al girovita. Anche mantenersi in forma può diventare più difficile, complice la combinazione tra i cambiamenti ormonali, la perdita di massa muscolare e uno stile di vita che tende a essere più sedentario. Con la menopausa, sovrappeso e obesità possono incidere ancora di più sulla salute e sulla qualità della vita, aggravando disturbi come le vampate e i dolori articolari e aumentando il rischio di malattie croniche, tra cui il diabete di tipo 2 e le patologie cardiovascolari. In alcuni casi, l’eccesso di peso può avere ripercussioni anche sulla longevità, aumentando ad esempio il rischio di infarto e di mortalità precoce. Per sensibilizzare sull’argomento, il 18 ottobre si celebra ogni anno la Giornata mondiale della menopausa, un’occasione per promuovere una maggiore consapevolezza e incoraggiare la prevenzione. Ma oltre all’alimentazione mirata e all’attività fisica su misura, quali possibilità offre oggi la medicina per contrastare l’obesità in menopausa? Di questi temi si occupa Antonella Franceschelli, medico internista, medico estetico e obesiologa. Le abbiamo chiesto perché perdere peso può diventare più difficile in menopausa, quali farmaci per dimagrire sono oggi disponibili, a chi sono indicati e come agiscono.

Menopausa ed eccesso di peso: perché aumenta il grasso addominale

La percentuale di donne in eccesso di peso aumenta all’aumentare dell’età e nella fascia di età 45-54 riguarda oltre 1 donna su 3. «La menopausa è una fase molto delicata della vita di una donna, durante la quale il calo degli ormoni estrogeni favorisce una diversa distribuzione del tessuto adiposo. Tendiamo ad assumere quello che in termini medici viene definito “morfotipo androide”, con una conformazione a mela, rispetto al “morfotipo ginoide”, caratterizzato da una conformazione a pera. Di conseguenza, accumuliamo più grasso a livello addominale. A tutto questo si associa una riduzione della massa muscolare, che rappresenta uno dei principali fattori alla base della diminuzione del metabolismo basale, ovvero l’energia che consumiamo a riposo».

Come il calo degli estrogeni influisce sulla salute

«Durante la menopausa, il calo degli estrogeni favorisce l’aumento del grasso viscerale, localizzato in profondità nell’addome, che agisce come una sorta di “benzina sul fuoco”, aumentando ad esempio il rischio metabolico e cardiovascolare. Cresce, infatti, la probabilità di sviluppare nel tempo patologie come il diabete di tipo 2, l’ipercolesterolemia. Per questo è fondamentale monitorare il peso e individuare precocemente eventuali condizioni di sovrappeso e obesità, proprio come si fa per altre patologie» spiega la dottoressa Antonella Franceschelli. «L’eccesso di peso può inoltre aggravare alcuni disturbi tipici di questa fase, aumentando, per esempio, la frequenza o l’intensità delle vampate e peggiorando l’artrosi. Intervenire è importante per tutelare il benessere complessivo della donna, sul piano fisico, psicologico e, perché no, anche estetico. L’obesità è una malattia che, se riconosciuta nelle fasi iniziali, può essere trattata con maggiore efficacia. Quando è più avanzata, invece, può diventare più difficile da gestire. Per questo è importante riconoscere tempestivamente i fattori di rischio, rivolgersi a professionisti qualificati e intraprendere un percorso terapeutico adeguato».

Farmaci per dimagrire in menopausa: quando sono indicati

«Oggi sono disponibili terapie farmacologiche efficaci per il trattamento dell’obesità, tra cui quelle a base di semaglutide, che possono essere utili anche per le donne in menopausa. In generale, si prende in considerazione la terapia farmacologica in presenza di un indice di massa corporea (IMC) pari o superiore a 30, oppure pari o superiore a 27 in presenza di complicanze associate al sovrappeso. Queste possono essere di natura metabolica, come un’alterazione della glicemia o l’ipercolesterolemia, oppure funzionale, come l’artrosi aggravata dal carico eccessivo sulle articolazioni».

Semaglutide per dimagrire: come funziona e quali formulazioni esistono

La semaglutide potrebbe offrire benefici alle donne con obesità anche oltre la perdita di peso. Le nuove evidenze presentate all’European Congress on Obesity 2026 suggeriscono possibili effetti positivi sulla salute cardiovascolare e metabolica nelle diverse fasi della menopausa. Un’analisi condotta su dati reali suggerisce inoltre che, nelle donne in menopausa, l’uso della semaglutide potrebbe essere associato anche una minore incidenza di emicrania. «I farmaci che agiscono sul recettore del GLP-1, come la semaglutide, hanno ampliato le possibilità di trattamento dell’obesità» dice l’esperta. «Il farmaco è disponibile al momento solo in forma iniettabile. La formulazione orale, che sarà disponibile prossimamente, rappresenta un’altra possibilità e potrà essere utile soprattutto per chi ha paura degli aghi o viaggia spesso».

Farmaci antiobesità a base di GLP-1: come riducono fame e appetito

«Il GLP-1 è un ormone prodotto dall’organismo, in particolare dalle cellule dell’intestino in risposta al pasto. I farmaci che agiscono sul suo recettore ne riproducono alcuni effetti. Agiscono indirettamente anche a livello cerebrale, contribuendo a regolare l’appetito e il senso di sazietà. La persona può sentirsi sazia più a lungo e avvertire meno frequentemente il desiderio di mangiare. Questo può facilitare l’adesione al percorso terapeutico e ridurre quello che viene definito “food noise”, cioè il pensiero ricorrente del cibo. Naturalmente, esistono anche possibili effetti collaterali. I più frequenti sono di natura gastrointestinale simili al senso di pienezza e ai disturbi digestivi che si possono avere quando si mangia troppo. L’intensità e la tollerabilità di questi effetti variano da persona a persona. Per questo il trattamento viene generalmente avviato con dosaggi progressivi».

Come si fa l’iniezione settimanale di semaglutide

«La semaglutide iniettabile si somministra una volta alla settimana, con un’iniezione sottocutanea nella coscia, nell’addome o nella parte superiore del braccio. L’iniezione può essere fatta autonomamente, seguendo le indicazioni del medico e del foglietto illustrativo».

Farmaci per dimagrire e terapia ormonale sostitutiva in menopausa: quando si possono associare


«Le due terapie possono essere associate. Una donna in menopausa che segue una terapia ormonale sostitutiva (TOS) può assumere anche farmaci a base di semaglutide per dimagrire. Se si sceglie la semaglutide per via orale, è importante solo avere l’accortezza di distanziarla dall’assunzione di qualsiasi farmaco».

Chi può prescrivere i farmaci per dimagrire

«Il primo passo è rivolgersi al medico di medicina generale, ovvero il medico curante. Quando il quadro clinico è più complesso, il medico di famiglia può indirizzare la paziente a uno specialista, generalmente un internista, un endocrinologo o un medico con una formazione specifica in scienza dell’alimentazione e nel trattamento dell’obesità. La scelta del percorso dipende dalla situazione clinica individuale e dalle eventuali patologie associate».

Semaglutide orale: come si assume correttamente

«La formulazione orale è stata sviluppata attraverso un importante lavoro farmacologico, proprio per consentire l’assorbimento del principio attivo a livello gastrico. È necessario assumerla a digiuno, con una quantità limitata di acqua, rispettando l’intervallo previsto prima di consumare altri alimenti, bevande o medicinali. Questi accorgimenti sono importanti per garantire un assorbimento adeguato».

Semaglutide orale: quando sarà disponibile in Italia

«La semaglutide per bocca è stata autorizzata dall’Agenzia europea del farmaco, ma in Italia sarà disponibile solo nei prossimi mesi».

Farmaci per dimagrire e Servizio Sanitario Nazionale

«Nonostante l’Italia sia stata tra i primi Paesi al mondo ad approvare una legge che riconosce l’obesità come malattia, la legge Pella, al momento questi farmaci sono a carico del paziente e non del SSN. In Italia auspichiamo che il riconoscimento dell’obesità come malattia possa tradursi in futuro anche in una maggiore accessibilità alle cure. Le persone che ne soffrono hanno diritto a un trattamento adeguato, come accade per qualsiasi altra patologia».

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