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Deep stretching: sciogli le tensioni e ritrova il benessere

Movimenti lenti, respirazione e ascolto del corpo: il deep stretching aiuta a rilassare i muscoli, allentare le tensioni e ritrovare leggerezza. Scopri come funziona e tre semplici esercizi per iniziare, anche se non sei particolarmente flessibile

deep stretching
CREDITS: koolshooters @Pexels

Ore al computer o giornate sempre di corsa: alla sera, spalle contratte e muscoli rigidi ci fanno desiderare di sgranchirci. Così riscopriamo lo stretching, che oggi si pratica anche al di fuori della palestra. Negli Stati Uniti si moltiplicano gli stretching studio, centri dedicati alle sessioni assistite. Ma per una volta l’Italia è arrivata prima: il deep stretching – Metodo Canfora® nasce trent’anni fa e unisce posizioni statiche, respirazione e meditazione guidata.

Come funziona

A differenza dello stretching tradizionale, il Deep Stretching invita a fermarsi, sdraiarsi, chiudere gli occhi e ascoltare il corpo. «È una tecnica di rilassamento che utilizza sequenze di movimenti per decontrarre la muscolatura profonda, impegnata a sostenere lo scheletro e mantenere l’equilibrio», spiega Deepti Elena Canfora, ideatrice del metodo. Guidati dalla voce dell’insegnante, ci si concentra sulle sensazioni senza preoccuparsi di controllare ogni movimento. «Si lavora anche sulla respirazione, con tecniche che aiutano a rilassare il diaframma e immagini guidate, come quella di un ruscello che si espande con l’inspirazione e massaggia il corpo con l’espirazione. Così i pensieri rallentano e diventiamo più ricettivi a sensazioni che spesso ci dimentichiamo di ascoltare».

Non serve essere flessibili

Se quando provi a fare stretching non riesci neppure ad avvicinarti alle punte dei piedi, non significa che questa pratica non faccia per te. Nel Deep Stretching la flessibilità non è un requisito per iniziare. «Non è il corpo che deve adattarsi all’esercizio, ma è l’esercizio che deve rispettare il corpo» precisa l’esperta. L’obiettivo è imparare ad ascoltare ciò che accade mentre ti muovi. «Invece di pensare: “Non riesco ad arrivare fin lì”, possiamo chiederci: “Che cosa sento qui?”. L’attenzione si sposta così dal risultato alla percezione». Un approccio utile anche quando si ricomincia a muoversi dopo un periodo di stop. «Quando ricominciamo abbiamo spesso in mente l’immagine del corpo che avevamo. Ricordiamo fin dove arrivavamo, quanto eravamo elastici, ciò che riuscivamo a fare. E istintivamente cerchiamo di ritornarci. Il punto da cui partire, però, è il corpo che abbiamo oggi. Nel deep stretching non si ricerca subito la massima ampiezza possibile e non si forza mai un’articolazione o un muscolo». 

Meno sforzo, più efficacia

Hai presente quella sensazione di stanchezza che arriva a fine giornata anche senza aver fatto nulla di faticoso? A contribuire può essere anche il modo in cui ci muoviamo. «Il Deep Stretching aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza del corpo e del movimento. Aiuta a imparare a percepire da dove nasce un gesto, quali muscoli utilizziamo e quanta energia spendiamo per compierlo» spiega Deepti Elena Canfora. «Spesso, dietro a contratture e doloretti, più che posizioni o posture sbagliate c’è una questione di economia del movimento: dosare lo sforzo e utilizzare soltanto la forza necessaria. Pensiamo a un gesto banalissimo: prendere un vasetto da una mensola. Possiamo farlo sollevando una spalla, irrigidendo il collo, contraendo il torace e coinvolgendo molta più muscolatura del necessario, oppure possiamo compiere esattamente lo stesso gesto utilizzando soltanto lo sforzo che realmente serve».

Per iniziare

1. Sdraiati sulla schiena, a occhi chiusi, con le ginocchia piegate e la pianta dei piedi appoggiata a terra. Tieni le braccia aperte, con i palmi rivolti verso l’alto. Porta l’attenzione al respiro: inspirando, lascia espandere progressivamente l’addome e il torace; espirando, percepisci il peso del corpo.

2. Dalla posizione di partenza, lascia scendere lentamente le ginocchia da un lato, mentre la testa ruota nella direzione opposta. Non spingere le gambe verso il pavimento e non cercare la massima rotazione: lascia che sia il loro peso ad accompagnare il movimento e continua a respirare. Torna lentamente al centro e ripeti dall’altro lato.

3. Passa lentamente sul fianco, con le ginocchia piegate e il bacino allineato. Fai scivolare delicatamente indietro la gamba superiore, immaginando di avere un piccolo cuscino dietro la pianta del piede e di volerlo spingere indietro. Mantieni la posizione e respira, senza forzare il movimento.

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