fino al 1 novembre
Non perderti gli ultimi giorni di questi festival
Le rovine di Roma fotografate tra il 1989 e il 1991 dallo statunitense Joel Sternfeld, maestro degli scatti a colori di grande formato, sono solo una delle oltre 30 mostre sull’Italia al centro del festival internazionale Cortona On the Move (fino all’1 novembre, cortonaonthemove.com), a Cortona (Ar).
Da vedere anche Peninsula, il progetto che affida il racconto del paesaggio italiano contemporaneo a 10 giovani fotografi, dentro la suggestiva Fortezza del Girifalco. Negli stessi giorni, le strade di Monopoli (Ba) sono una galleria a cielo aperto con vista mare. Merito dell’undicesima edizione di PhEST (fino all’1 novembre, phest.it) che, con nomi altisonanti come Vivian Maier, considerata una delle più famose fotografe di strada del Novecento, e Roger Ballen, conosciuto per i suoi scatti in bianco e nero ambientati in interni decadenti della provincia sudafricana, rispondono alla domanda, tema conduttore del festival, What if?, tra il centro storico e il Monastero di San Leonardo (riaperto al pubblico dopo anni di chiusura, un motivo in più per non perdersi il festival). Tra i progetti più curiosi, le rare fotografie di scena del kolossal fantascientifico Metropolis di Fritz Lang, la cui città distopica era immaginata proprio nel 2026.

dal 12 al 15 novembre
In Francia, tra sguardi al femminile e sperimentazione
Il Grand Palais si trasforma per quattro giorni nella capitale mondiale della fotografia. Dal 12 al 15 novembre, torna la fiera Paris Photo (parisphoto.com), quest’anno dedicata al bicentenario della fotografia (1826-2026). Tra i pezzi forti, il percorso Elles × Paris Photo, sostenuto dal Ministero della Cultura francese per dare più visibilità alle fotografe donne, e il cosiddetto “accrochage” speciale del Centre Pompidou Révéler: un centinaio di opere di circa 30 artisti, dalle primissime immagini fissate da Nicéphore Niépce che, nell’Ottocento, ha scattato la prima fotografia permanente della storia, fino alle fotografie generate oggi dall’intelligenza artificiale, per ripercorrere due secoli di storia.
Se ti piace l’idea di unire un weekend in Costa Azzurra alla scoperta di fotografi emergenti, a Nizza, fino al 29 novembre, ti aspetta L’Automne de l’Image. Non è un singolo festival ma un’intera stagione che ne riunisce diversi (lautomnedelimage.fr).

fino al 23 novembre
A Siena, i fotografi sono testimoni del nostro tempo
Uno sguardo dall’alto sul pianeta, i volti dei protagonisti dei conflitti internazionali, gli scatti premiati dai concorsi di fotogiornalismo più prestigiosi al mondo: fino al 23 novembre il Siena Awards Photo Festival (sienawards.com) trasforma il centro storico e i borghi vicini in una capitale diffusa dell’immagine.
All’Area Verde Camollia, la fotografa iraniano-canadese Kiana Hayeri espone No Woman’s Land: otto anni vissuti a Kabul, tra arresti e coprifuoco, per raccontare la vita delle donne afgane sotto i talebani. Al Museo di storia naturale, l’americana Katie Orlinsky presenta Vanishing Caribou, inchiesta sull’impatto dei cambiamenti climatici sulle popolazioni indigene di Alaska e Canada, mentre la stessa sede ospita anche Above Us Only Sky, la spettacolare selezione di fotografie aeree del Drone Photo Awards. Al borgo di Sovicille, il centro culturale La Tinaia accoglie la retrospettiva di James Nachtwey, tra i più importanti fotoreporter di guerra al mondo ed erede della tradizione di Robert Capa.
fino al 7 febbraio
A Torino, il ritratto che divenne Storia
C’è una fotografia, tra le oltre 200 in mostra, che da sola racconta più di tante pagine di cronaca: il volto di Rosaria Schifani, giovane vedova dell’agente di scorta Vito Schifani, ucciso nel 1992 nella strage di Capaci. Fa parte della grande retrospettiva dedicata a Letizia Battaglia, la fotografa palermitana scomparsa nel 2022 a 87 anni, in corso a CAMERA Torino fino al 7 febbraio (camera.to): prima donna a lavorare come fotoreporter in un giornale italiano, cominciò a scattare per il quotidiano L’Ora di Palermo, documentando per quasi vent’anni la guerra di mafia, ma anche i vicoli, le feste religiose e la vita quotidiana della sua città, con uno sguardo che non ha mai smesso di cercare anche la bellezza.
fino al 7 marzo

Ad Aosta, un tuffo nell’Italia del dopoguerra
Un ragazzo sospeso a mezz’aria sul molo di Rimini, fermato in un solo scatto nel 1951. È Il tuffatore, l’immagine simbolo della stagione realista di Nino Migliori, che il 29 settembre ha compiuto 100 anni. Per celebrare uno dei maestri della fotografia italiana del Novecento, il Centro Saint-Bénin di Aosta gli dedica, fino al 7 marzo, la retrospettiva La dialettica del reale: 160 immagini per rivivere l’Italia degli anni Cinquanta, sospesa tra vecchie tradizioni e un Paese che stava per cambiare volto con il boom economico. Non semplici reportage: Migliori, bolognese, cercava dietro ciò che si vede il significato di un gesto o di un’attesa, e con il tempo ha trasformato la fotografia in un terreno di gioco, con esperimenti su pellicole e vari materiali (regione.vda.it).
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