Con il suo verde inconfondibile e il gusto deciso, il matcha è ormai ovunque. La polvere di tè verde giapponese, diventata nell’ultimo decennio un fenomeno del wellness, è ormai sempre più presente nei consumi degli italiani. Oggi viene utilizzata come ingrediente in un numero sempre crescente di prodotti, dai biscotti agli snack, dalle creme spalmabili ai gelati. Una tendenza fotografata anche dall’ultima edizione del Rapporto dell’Osservatorio Immagino, che monitora i consumi e le nuove abitudini di acquisto degli italiani. Il successo del matcha sta però mettendo sotto pressione la filiera giapponese, con possibili ripercussioni sui prezzi e sulla disponibilità. E mentre cresce la domanda di matcha, aumenta anche la curiosità verso altre varietà di tè della tradizione giapponese. Tra questi c’è l’hojicha, un tè verde tostato. Per scoprirlo, anche in Italia non mancano le occasioni. Giusmìn, bottega milanese specializzata in tè e tisane, per esempio, organizza delle Tea Class, incontri dedicati alla conoscenza del mondo del tè, un’occasione per imparare a prepararlo, ma soprattutto per scoprire, assaporare e mettere a confronto aromi, sapori e consistenze. Ma cos’ha di speciale questo nuovo tè? Per conoscerlo più da vicino abbiamo chiesto aiuto alla nutrizionista Maria Rosaria Baldi.
HA IL GUSTO DEL CACAO
L’hojicha (si pronuncia “ho-gi-cià”) è un tè verde ottenuto dalla Camellia sinensis, la stessa pianta da cui si ricavano il matcha e la maggior parte delle altre varietà di tè. È una variante del Bancha e si distingue dal matcha soprattutto per la lavorazione. Se quest’ultimo viene prodotto con foglie coltivate all’ombra e poi ridotte in polvere, l’hojicha nasce da foglie mature e robuste, sottoposte a una tostatura ad alte temperature, generalmente tra 160 e 180°. È la tostatura a dargli il caratteristico colore ambrato e un gusto morbido e avvolgente, con note tostate e caramellate che ricordano il cacao, ma con pochissime calorie nella quantità utilizzata per una bevanda. A distinguerlo dal matcha, però, non sono solo il gusto e il colore. «Come il matcha e le altre varietà di tè, anche l’hojicha contiene composti bioattivi, tra cui polifenoli e catechine, al centro di diversi studi per la loro attività antiossidante e per il possibile ruolo nel contrastare lo stress ossidativo» spiega la nutrizionista Maria Rosaria Baldi. «Alcune ricerche hanno inoltre associato il consumo di catechine a possibili effetti favorevoli sulla regolazione della pressione sanguigna e sui livellidi colesterolo, fattori che possono influenzare la salute cardiovascolare. La tostatura, però, può modificare il contenuto e la composizione di questi composti e, in alcuni casi, ridurne anche la quantità rispetto al tè non tostato».
UN’ALTERNATIVA ALL’ESPRESSO
Per chi cerca un’alternativa al caffè dal gusto intenso ma con meno caffeina, l’hojicha può essere una scelta interessante, anche nel tardo pomeriggio. «Rispetto al classico espresso e allo stesso matcha, infatti, il tè verde giapponese tostato ne contiene generalmente una quantità più contenuta. La caffeina, presente naturalmente anche nel cacao, è una sostanza stimolante che agisce sul sistema nervoso centrale, favorendo lo stato di veglia. Una tazza di hojicha può apportare circa 20 mg di caffeina, contro gli 80 mg circa di un espresso. Contiene inoltre L-teanina, un amminoacido naturalmente presente nel tè, che può favorire la concentrazione e l’attenzione senza accentuare la sensazione di agitazione».
IN TAZZA E IN CIOTOLA
L’hojicha si può gustare sia caldo sia freddo. Per preparare il tradizionale tè hojicha, basta mettere un paio di cucchiaini di foglie tostate sfuse in una tazza o in una teiera, versare l’acqua bollente e lasciare in infusione per circa un paio di minuti. Poi si filtra con un colino. In polvere, invece, diventa un ingrediente versatile, da usare per arricchire bevande, dessert e altre preparazioni. Per esempio, per l’hojicha latte, si scioglie un cucchiaino di polvere in poca acqua calda, mescolando fino a ottenere una crema liscia e senza grumi. Si aggiunge poi un bicchiere di latte caldo o di bevanda vegetale, per esempio di soia o di avena, e si mescola. Per chi ama sperimentare nuovi mix, c’è l’imbarazzo della scelta.
TRE TIPS PER GUSTARLO
Ecco tre idee semplici e sfiziose per apprezzare l’hojicha nei diversi momenti della giornata.
Per dare sprint al risveglio
L’hojicha può diventare la base liquida di un overnight oats. Prepara il tè, lascialo raffreddare e utilizzalo per ammorbidire i fiocchi d’avena, lasciandoli riposare in frigorifero per una notte. Al mattino, completa con fettine di pera e mandorle tritate. La dolcezza della frutta e la croccantezza della frutta secca si abbinano bene alle note tostate dell’hojicha.
Per una pausa gustosa
Aggiungi all’infuso un cucchiaino di cacao amaro e un pizzico di cannella. Il cacao apporta flavanoli e altri composti polifenolici, mentre la cannella contribuisce al profilo aromatico della bevanda. Se vuoi una consistenza più cremosa, aggiungi mezza tazzina di bevanda vegetale al cocco.
A fine pasto
Per una bevanda dal gusto fresco e aromatico, prova ad abbinare l’hojicha a zenzero e limone. Prepara l’infuso con acqua calda, aggiungi qualche fettina di zenzero fresco e lascia riposare per circa 5 minuti. Completa con una fettina di limone fresco. Un abbinamento piacevole grazie alle note agrumate e speziate che bilanciano il gusto tostato del tè.
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