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Un principe tutto nero

Pamela Di Pietro ha sempre amato i cavalli e, quando ha visto Black per la prima volta, ha capito immediatamente che il loro sarebbe stato un legame speciale. Ed è stato proprio così

A un tratto nella tua vita incontrerai uno bello, alto, moro e muscoloso… e lo porterai a casa con te“. L’ho scritto in un post sui social e mi sembra l’ideale per raccontare la mia storia.

Una passione di famiglia

Il mio “principe tutto nero” si chiama Black ed è un cavallo. La passione per gli animali e in particolare per i cavalli me l’ha trasmessa da bambina mio padre Enzo, che da giovane faceva parte del IV reggimento a cavallo dei Carabinieri.

Quando non era impegnato con il lavoro faceva gare di salto a ostacoli, così anch’io da piccola ho vissuto quell’atmosfera tra gare, maneggi e cavalli. Grazie a lui sono salita in sella, non ricordo neanche a che età di preciso. Al contrario di mio fratello gemello, che invece ha sempre avuto la passione per lo studio e infatti oggi è un medico. Ho praticato tutti i possibili sport, tra cui l’equitazione.

Chi non è abituato magari può essere intimorito da un cavallo: quando si sale in sella può capitare di sentirsi spaesati, scomodi… Per montare ci vogliono pazienza, tecnica, bisogna costruire fiducia con l’animale. I primi tempi non bisogna scoraggiarsi, perché una volta impostata la relazione con il proprio destriero si ottiene in cambio una profonda e intensa sensazione di libertà.

È stato bello assorbire l’atmosfera della scuderia di cui faceva parte mio padre, ma un cavallo non è un gatto né un cane: è sicuramente più impegnativo ed è per questo che da bimba coltivavo il sogno di crescere in fretta, diventare autonoma e un giorno prendere un cavallo tutto mio. Non volevo averne uno per poi lasciarlo in un maneggio, ma desideravo condividere la vita con lui. Questo desiderio si è poi concretizzato nel post-Covid. È stato un periodo difficilissimo per tutti, per fortuna io non ho perso familiari né conoscenti, però è stata anche un’occasione per riflettere sulla vita.

L’arrivo di Black

È stato come se la pandemia mi avesse fatto fare uno switch, ho deciso che non era più il momento di rimandare. Oggi è certo, del domani non si sa. Mi sono messa alla ricerca di puledri ed è stato così che in un giorno del 2021 sui social ho visto l’annuncio di Black. Ho contattato il proprietario per andare a vederlo. Il nostro primo incontro mi ha fatto provare una sensazione strana: il cavallo era in un campo con sua mamma e un’altra cavalla.

Mi è venuto istintivo chiamarlo: «Ciccio, vieni qui». Sembrerà assurdo, ma lui si è subito avvicinato a me, come se mi conoscesse da una vita. Quando mi ha raggiunta, l’ho accarezzato e gli ho detto: «Credo proprio che verrai a casa con me».

Come gestire un cavallo a terra

C’è voluto qualche giorno per i passaggi di proprietà e le visite di rito dal veterinario, ma poi l’ho portato via con me. Black aveva 20 mesi quando l’abbiamo adottato e all’inizio abbiamo dovuto prendere confidenza. Fin da piccolo l’abbiamo sempre gestito da terra, cioè l’abbiamo educato rimanendo a piedi, senza montare sulla sella. Si può dire che nei momenti in cui non lavoro, nei giorni feriali e festivi, sono sempre con lui.

Quello che fa e che mostro sui social, come bussare alla porta per chiedere un biscottino, sono cose che ha imparato naturalmente, vivendo con noi, non gliele abbiamo insegnate. Così come quando spinge per andare verso il magazzino dei mangimi perché ha fame.

Io l’ho domato e sono anche salita in sella, ma davvero poche volte. La maggior parte delle nostre passeggiate sono a piedi, nelle campagne circostanti. Quando sto con lui, il pensiero di cavalcarlo è proprio l’ultimo, ci basta stare insieme e condividere le giornate. Magari io faccio cose e lui si mette vicino a me e, semplicemente, mi guarda. Io poi mi occupo anche della sua gestione e dei suoi bisogni. In tanti sui social mi chiedono come faccia ad avere il pelo così lucido, ma è chiaro che è il risultato dello stile di vita che l’animale conduce. Black è sempre libero, mangia erba e fieno e assume un integratore a base di cereali per cavalli. Io lo striglio, lo lavo e lo pettino, metto il grasso agli zoccoli. Quindi è ben curato. Black vive costantemente con il suo migliore amico Alì, sono cresciuti insieme, è un avelignese, spesso si vede nei video e sono inseparabili.

Un cavallo frisone

Ho scelto un cavallo frisone perché ho sempre avuto una passione particolare per questa razza. È di origine olandese e in passato veniva utilizzato per il lavoro o la guerra. La linea di Black è quella sportiva. Le caratteristiche fondamentali dei frisoni sono diverse: sono tutti neri o con una piccola percentuale di bianco e hanno criniera e coda folte e peli sugli zoccoli. Sono molto eleganti e infatti vengono preferiti per gli spettacoli e le gare di dressage, una disciplina equestre olimpica in cui cavallo e cavaliere eseguono movimenti geometrici e figure all’interno di un rettangolo di gara.

Dal primo video al successo social

L’ironia di personificarlo sui social come il principe che tutte vorrebbero nasce anche dal fatto che Black ha un folto seguito di ragazze di tutte le età che lo amano e che pensano a quanto sarebbe bello se fosse umano. L’idea di postare le nostre avventure sui social è nata in modo molto naturale: non credevo assolutamente che sarei arrivata un giorno ad avere tutto questo seguito. Pubblicavo per mostrare quello che facevamo anche quando Black era più piccolino.

Poi, man mano la gente ha iniziato ad affezionarsi a lui e, quando ho messo il video dove bussava alla porta, è diventato virale. Da quel momento il pubblico ha iniziato a crescere e siamo stati investiti da tanto sostegno e supporto. Il mio intento non è mai stato insegnare qualcosa a qualcuno. Semplicemente, voglio mostrare quello che facciamo tutti i giorni, le nostre dinamiche e gli sketch con mio papà, per strappare un sorriso in maniera molto naturale. Sono felice di esserci riuscita.

I social sono la nostra finestra sul mondo e questo basta.

Una cosa che mi piacerebbe fare e a cui penso da diverso tempo è creare un libro illustrato per bambini su di lui e sulla nostra storia.

Sono davvero tanti i piccoli che impazziscono per Black e per questo mi farebbe piacere fare loro questo regalo.

Come il cavallo Black mi ha cambiato la vita

Prima di avere Black per me era come se fossi in un limbo, facevo quello che ci si aspetta dalla vita o che tutti si aspettano da me però tralasciavo la qualità: qualità delle persone di cui mi circondavo, dei momenti, qualità delle relazioni. Black invece mi ha aperto gli occhi sulle cose importanti della vita. 

Mi ha cambiato nel modo di vedere le cose e di pensare.

Il suo arrivo ha coinciso con un viaggio introspettivo che mi ha fatto capire chi sono e cosa voglio dalla vita.

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