Viva le gonne di jeans

Mondo

Sono un capo trasversale che accomuna generazioni di madri, nonne, figlie e nipoti e che sta bene a ogni età

È tempo di cambi di guardaroba e il riaffacciarsi della bella stagione con i negozi di nuovo aperti indurrebbe alla tentazione di comprarsi qualcosa di nuovo, se non fosse per l’armadio straboccante di vestiti, per la sensazione di non essere ancora del tutto fuori dal guado della pandemia e per quel senso di risparmio indotto da quest’ultima che ci spinge tutte a dire  (anche le più spendaccione): prima di comprare impara a usare ciò che hai.

E così sfogliando il nuovo numero di Confidenze nella pagine della moda l’occhio è caduto su un evergreen, immancabile nel guardaroba di ogni donna dai 13 agli 80 anni: la gonna di jeans. La versione femminile del pantalone di lavoro dei minatori americani (si narra che la parola blue jeans derivi da blu de genes, ovvero la tela blu di Genova che veniva imbarcata sulle navi che salpavano per l’ America) ha attraversato indomita mille stagioni: dalla mini di Mary Quant ai gonnelloni femministi al tubino sexy attillato fino alla magiche gonne a ruota o a le longuette che trovate nel nostro servizio. È diventato un capo trasversale che accomuna generazioni di madri, nonne, figlie e nipoti, una sorta di coperta di Linus che nelle sue mille varianti si presta a essere indossato a ogni età interpretandone lo spirito.

Sta bene a tutte perché dà quell’aria sbarazzina e di disimpegno (ma non di trasandato) che si presta al weekend fuori porta con gli amici come alla giornata in smart working da trascorrere in casa, quando si è stufi di indossare i soliti pantaloni.

È un capo democratico perché a meno di scegliere i modelli super griffati risulta a portata di ogni portafoglio. E soprattutto non passa mai di moda perché ciclicamente, magari con qualche dettaglio rinnovato, torna a essere oggetto dei nostri desideri. Quest’anno poi insieme alla gonna vanno tantissimo anche gli abiti in denim, scamiciati o chemisier, in lino o in cotone leggero. Così anch’io mi sono messa a rovistare negli armadi alla ricerca della gonna… perduta e ne ho trovate almeno 4 di diverse fogge (naturalmente conservate gelosamente negli anni) che rappresentano un po’ le mie diverse età: una mini con l’orlo con pizzetto bianco e bustino coordinato, retaggio di estati al mare da ragazzina. Un tubino elasticizzato con la giacca coordinata, residuo degli anni 90 rampanti, una più recente gonna svasata che arriva appena sotto al ginocchio che è quella che metto ancora più volentieri e infine la classica intramontabile gonna di jeans marca Levi’s un po’ vissuta ma proprio per quello insostituibile.

Naturalmente lungi da me l’idea di disfarmene: se mai un giorno avrò una nipotina le passerò il testimone di un capo che più di altri accomuna le generazioni.

Per la cronaca a mia mamma ne ho appena regalata una in occasione dello scorso 9 maggio, festa della mamma, consapevole di farle un dono gradito perché i modelli per le signore agée sono i più difficili da trovare, e le taglie spesso si fermano alla 46. «Sapessi quanto l’ho cercata». mi ha detto, ringraziandomi come se le avessi scovato un tesoro introvabile, la metterò in montagna quest’estate, mi era rimasta solo quella della nonna, ma ormai era troppo malandata». E ancora una volta il passaggio di testimone ha funzionato.

Confidenze