5 segnali che il tuo microbiota intestinale non sta bene

Natura

Dall’immensa popolazione di batteri che vivono nell’intestino dipende la nostra salute. Possedere un microbiota sano è dunque fondamentale. Ma come capire quando non è così?

Ti ho già parlato, proprio qui sul blog di Confidenze, del microbiota intestinale, quell’enorme comunità di microbi che vive nelle nostre viscere (una volta si chiamava “flora batterica”). Mi sentirai senz’altro farlo anche in futuro, e sarò in buona compagnia: i ricercatori di ogni continente stanno verificando sempre più e sempre meglio, grazie a un numero straordinariamente crescente di studi dedicati, che la salute di praticamente tutto l’organismo è legata al microbiota intestinale.

Un microbiota sano, in buone condizioni, aiuta a proteggerci da tante e differenti malattie, persino all’apparenza indipendenti dall’apparato digerente, che vanno dalla sindrome dell’intestino irritabile alle patologie autoimmuni, passando per le malattie psichiatriche, il diabete, l’obesità, il fegato grasso, molte patologie cardiovascolari, diversi tipi di cancro, le infezioni urogenitali ricorrenti e altre ancora. Al contrario, un microbiota alterato (condizione che si definisce “disbiosi”, in cui le specie microbiche benefiche vengono sostituite da altre che non lo sono o che addirittura sono decisamente nocive) può renderci più vulnerabili alle malattie o peggiorarne il decorso.

Perciò, quella del futuro sarà sempre più una medicina attenta al microbiota: medici, biologi, dietisti e altri professionisti sanitari, nel gestire i loro pazienti e le relative condizioni di salute, non potranno trascurare l’approccio al microbiota. Ciò che stiamo comprendendo è che è difficile star bene, e star bene a lungo, se l’equilibrio del microbiota intestinale è pregiudicato.

Molte sono le possibili cause di alterazione del popolamento microbico intestinale: dieta moderna ed errori alimentari, stress di varia natura, uso cronico di farmaci, inquinamento e tanti ulteriori, potenziali fattori di impatto. Lo stile di vita contemporaneo mette a rischio tutti noi. Al fine di intervenire tempestivamente, diventa allora fondamentale accorgersi se il microbiota intestinale “non sta bene”, ovvero è in disbiosi. Esistono specifiche indagini a cui sottoporsi, ma possiamo anche dedurlo in modo relativamente semplice ed economico. Ecco i 5 campanelli d’allarme che suggeriscono che il microbiota è alterato e a cui prestare attenzione.

1 – Disturbi digestivi

Sono il segnale più ovvio e pure il più tipico. Se soffri abitualmente di gonfiore addominale, mal di stomaco o di pancia, nausea, modifiche dell’alvo (diarrea, stitichezza o alternanza delle due), è implicito che il tuo microbiota sia in disbiosi.

2 – Problemi di pelle

Acne, dermatiti, psoriasi, irritazioni e disturbi cutanei in genere sono spesso in relazione con un intestino disbiotico.

3 – Stanchezza cronica

La spossatezza senza motivi apparenti, l’affaticamento psicofisico che non passa, compresa la difficoltà di concentrazione, può essere la spia di un microbiota intestinale alterato.

4 – Sintomi psicoemotivi

L’interazione dell’asse microbiota-intestino-cervello è uno dei campi di ricerca più affascinanti. Tutte le evidenze scientifiche di cui disponiamo tendono a indicare che ansia e depressione sono associate a disbiosi intestinale.

5 – Allergie

Che si tratti di allergie respiratorie (verso pollini, acari ecc.), alimentari o cutanee, il cambiamento in senso sfavorevole del popolamento batterico intestinale è in grado di favorirne l’insorgenza, nonché di sostenere la reattività allergica nel tempo.

Intervenire correggendo la disbiosi è possibile. Lo si fa attraverso un’alimentazione mirata e l’impiego di determinati prebiotici, probiotici e altri nutraceutici.

Confidenze