Gonfiore addominale, sconfiggilo così!

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Tante donne e uomini convivono con la pancia gonfia, condizione in genere priva di significato patologico importante e tuttavia capace di rovinare la qualità di vita. Che fare?

Ci sono persone magre come un grissino, eppure con l’addome prominente. Ma naturalmente la pancia gonfia non risparmia chi è in sovrappeso: in quel caso, al gonfiore si aggiunge una quantità più o meno rilevante di ciccia, una poco simpatica sinergia che procura un risultato finale decisamente sgradito, sul piano estetico e non solo.

1 – Perché soffriamo di gonfiore addominale

Il gonfiore addominale, sia a livello dello stomaco che dell’intestino, è una condizione molto diffusa, che interessa ogni età ed è dovuta a un accumulo di gas nel tratto gastroenterico. I medici chiamano tale disturbo “meteorismo”, che spesso è associato a distensione, dolore e discomfort addominali.

Questo gas si trova in quella sede o perché ci entra (fenomeno noto come aerofagia, ossia l’ingestione più o meno consapevole di aria) o perché lì si forma. Nel primo caso, il problema all’ingresso, ci sono alla base errori comportamentali, come masticare poco e velocemente o parlare mentre si mangia. Nel secondo, ovvero la formazione di gas all’interno del digerente, la produzione è da riferire all’assunzione di alcuni alimenti soggetti a fermentazione intestinale, che può diventare eccessivamente consistente soprattutto in presenza di un’alterazione del microbiota (la nostra flora batterica intestinale) in senso disbiotico, ovvero non più benefico, ma anzi spesso addirittura francamente nocivo.

Il gonfiore addominale può anche essere causato da specifiche patologie, tra cui calcoli alla cistifellea, sindrome dell’intestino irritabile e persino alcuni tumori. Quando è un fenomeno di recente insorgenza, la prima cosa da fare è quindi discuterne con il proprio medico.

2 – Quali abitudini dobbiamo correggere

In primo luogo è necessario stare attenti a limitare l’aerofagia. Lo si fa, senza dubbio, rinunciando alle bevande gassate, ai chewing gum e al vizio del fumo, ma soprattutto abituandosi a mangiare con calma, seduti e rilassati, prestando la dovuta attenzione alla masticazione e alla deglutizione e parlando, se proprio si deve, solo tra un boccone e l’altro.

Insieme, va posta una serie di attenzioni alla qualità e alla quantità degli alimenti che consumiamo, allo scopo di minimizzare la fermentazione intestinale. La cosa che possiamo fare da soli è evitare i pasti troppo abbondanti, frazionando piuttosto l’introito calorico quotidiano in 6 piccoli pasti piuttosto che nei classici tre. Insieme a un professionista della nutrizione specializzato in queste problematiche, poi, possiamo individuare una dieta adatta a contrastare la pancia gonfia e il discomfort digestivo, quando non addirittura a sconfiggerli.

Nella mia pratica quotidiana, quella che si rivela di gran lunga più efficace in tali circostanze è una dieta antinfiammatoria e low FODMAP, ovvero una dieta che abbini l’analisi e la corretta gestione di intolleranze e sensibilità alimentari individuali (estremamente frequenti in caso di disturbi intestinali) alla modulazione nel consumo dei cibi ricchi dei cosiddetti FODMAP, un acronimo che indica piccoli carboidrati fermentabili quali oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli.

Purtroppo i FODMAP sono presenti in gran quantità di cibi di uso comune: molte varietà di verdura, frutta, cereali e prodotti realizzati con le loro farine, latticini, legumi, frutta a guscio. Si tratta di alimenti per tanti altri versi estremamente benefici, ma che, in soggetti predisposti, tendono a fermentare eccessivamente, con conseguente produzione di gas in abbondanza e sintomi quali il gonfiore addominale, ma anche dolori viscerali e alterazioni dell’alvo (stitichezza, diarrea o alternanza delle due): la miglior dimostrazione che non esiste una dieta valida per tutti.

Impostare una dieta per la pancia gonfia rappresenta dunque un intervento delicato e per cui il “fai da te” è sconsigliabile: non solo non si tratta di un’operazione né intuitiva né banale, che frequentemente vede insuccessi, mancanza degli attesi benefici digestivi e aumento della frustrazione, ma – ragione per certi versi persino più importante – espone al rischio di incorrere in regimi nutrizionali evitativi eccessivamente monotoni, poveri, non bilanciati e carenti di nutrienti e micronutrienti vitali.

3 – Che rimedi naturali possiamo assumere

In attesa di attuare un intervento davvero causalista come quello dietologico, si possono “limitare i danni” grazie a una serie di rimedi non farmacologici, che sono in grado di offrire risultati, almeno temporanei, contro il gonfiore addominale. Tra i più interessanti per il meteorismo vanno ricordati: l’olio essenziale di menta piperita (in vendita anche in comode capsule predosate); specifici enzimi digestivi; il carbone vegetale (attenzione però agli effetti indesiderati: assorbe non solo i gas, ma persino nutrienti del cibo e farmaci e inoltre nell’uso abituale può provocare stitichezza); i miei “adorati” probiotici, che, quando ben scelti (apposite specie e ceppi di lattobacilli e bifidobatteri), aiutano grandemente a riequilibrare il microbiota intestinale e risolvere le situazioni di disbiosi alla base del gonfiore addominale.

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