Il pesce fa bene, ma se non piace? Questa ricetta vi fa cambiare idea

Natura

Il pesce è uno degli alimenti più salutari, ma c'è chi non lo apprezza o non ha l'abitudine di consumarlo. La mia irresistibile ricetta dei bocconcini di salmone in crosta di sesamo gli farà cambiare idea.

Proteine nobili e di facile digeribilità, pochi grassi e di tipo particolarmente benefico (tra cui spiccano gli omega 3), vitamine come A, D e quelle del gruppo B, minerali quali ferro, zinco, calcio e iodio: il pesce è unanimemente considerato un alimento ricco di virtù nutrizionali, che non deve mancare nel menu di ciascuno di noi, in ogni fascia d’età. Dovremmo portare in tavola pesce, e più in generale prodotti della pesca (compresi quindi molluschi e crostacei), 2-3 volte alla settimana.

Le ricerche ci dicono che chi mangia regolarmente pesce ha un rischio minore di morire a causa di malattie cardio-cerebrovascolari, di sviluppare diversi tipi di cancro, di soffrire di declino cognitivo, di incorrere in patologie della vista che provocano cecità, come la degenerazione maculare senile, e in molte altre malattie ancora.

Eppure non manca giorno che alla Clinica del Cibo qualche paziente, interrogato sulle proprie abitudini alimentari, non mi confessi candidamente di non apprezzare il pesce. Alcuni non ne mangiano affatto, altri si limitano al tonno in scatola. Posso affermare senza timore di smentita che questa idiosincrasia verso il pesce in molti casi deriva da abitudini consolidate nel tempo e divenute automatismi: non si mangia pesce perché non piaceva da piccoli e questi soggetti, anche se oggi hanno 30, 40, 50 anni e più, manifestano la medesima avversione, a volte senza neanche più sapere bene perché. Magari l’ultima volta che hanno assaggiato il pesce risale a decenni prima. E c’è persino qualcuno che non l’ha mai fatto.

Se il pesce non fosse un alimento tanto benefico, nemmeno varrebbe la pena insistere. Ma rinunciare ai prodotti ittici e a tutti i loro tanti vantaggi per la salute è quasi… un crimine! Allora, a tutti coloro che non amano il pesce, lancio oggi una sfida: provate la mia ricetta dei bocconcini di salmone in crosta croccante di semi di sesamo e poi ne riparliamo.

È semplicissima, come tutte le ricette che vi propongo, e quindi adatta pure a coloro che il pesce non lo acquistano perché non sanno come cucinarlo. Vi serve un filetto di salmone, semi di sesamo, salsa di soia, aglio (se gradito) e… un forno! Tutto qui.

I bocconcini di salmone in crosta croccante di semi di sesamo si preparano così. Sminuzzate l’aglio e versatelo in una ciottola insieme alla salsa di soia (ne esiste anche una versione a ridotto contenuto di sale, che io preferisco). In un piatto versate un buon quantitativo di semi di sesamo. Private il salmone della pelle (se già non ne fosse privo), tagliatelo a cubetti di 2-3 cm di lato, sinceratevi che non abbia spine, immergetelo nella salsa di soia e quindi passatelo nei semi di sesamo, che resteranno attaccati al pesce, ricoprendolo. Disponete i bocconcini su un foglio di carta da forno, infornate a 160 gradi per 20 minuti circa (gli ultimi 5 minuti sono destinati al grill) e quindi impiattate.

I bocconcini di salmone presentano il vantaggio aggiuntivo di non aver bisogno di essere puliti da chi li mangia e che ciascuno di loro è consumabile, appunto, in un sol boccone, volendo anche con le mani. Penso qui senz’altro ai più piccoli, che spesso sono tra i più acerrimi oppositori del pesce, ma anche a quegli anziani o altri soggetti che hanno una limitata funzionalità delle mani o delle braccia e per cui l’impiego delle posate risulta difficoltoso.

E sotto il profilo nutrizionale e salutistico, che dire di questa ricetta? Innanzitutto che il salmone è una delle specie ittiche più ricche di omega 3. È vero che, sotto questo profilo, sarebbe preferibile il salmone selvaggio, quello proveniente dalla pesca. È difficile da trovare in commercio, però. La quasi totalità del salmone in vendita proviene da allevamenti. Contrariamente a ciò che si sente dire, tuttavia, il salmone d’allevamento non è una scelta da scartare: rispetto a quello selvaggio è complessivamente più grasso e ha un rapporto omega 3 – omega 6 meno vantaggioso, ma resta comunque una delle specie ittiche più interessanti per quanto riguarda l’apporto di acidi grassi polinsaturi.

I semi di sesamo, pianta originaria di India e Africa, sono poi un ingrediente che in cucina dovremmo considerare di più. E non solo perché arricchiscono di sapore e croccantezza i nostri menu: i semi di sesamo sono tra i cibi a maggior contenuto di calcio e magnesio. Un’unica cautela, al di là del fatto che sono molto calorici e quindi non bisogna esagerare: il sesamo è molto allergenico. Nei casi più gravi, può provocare addirittura shock anafilattico e mettere in pericolo la vita. Se in precedenza non l’avete mai consumato, avvicinatevi al sesamo con prudenza.

Fatta salva questa cautela, provate i bocconcini di salmone in crosta di sesamo e sappiatemi dire se vi ho convinto!

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