Sempre in ansia? Cambia alimentazione!

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Non solo psicofarmaci e psicoterapia per affrontare i disturbi d’ansia: il legame tra dieta e salute mentale è sempre più documentato. Fai un check up alla tua alimentazione, allora

Ognuno di noi vive, saltuariamente, momenti d’ansia. L’ansia è una reazione fisiologica: è  naturale essere nervosi, inquieti, preoccupati davanti a una minaccia o qualcosa che percepiamo come tale. In queste circostanze, l’ansia – retaggio di quando correvamo seminudi nelle savane per sfuggire alle belve feroci – serve per predisporre il nostro intero corpo a una reazione di attacco o di fuga, accelerando il battito cardiaco, aumentando il flusso sanguigno ai muscoli e sollecitando tutta un’ulteriore serie di cambiamenti fisici. L’ansia, in breve, ci aiuta a sopravvivere.

Questo è vero, tuttavia, solo se l’ansia non si presenta con eccessiva frequenza, non si manifesta in mancanza di reali motivi e non è così persistente e totalizzante da pregiudicare lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Altrimenti, da risposta biologica potenzialmente utile, l’ansia assume i connotati di una patologia, in grado di impattare severamente sulla qualità di vita. Si parla, in questo caso, di disturbi d’ansia, i più frequenti tra i quali sono il disturbo d’ansia generalizzato e gli attacchi di panico.

La terapia convenzionale dei disturbi d’ansia prevede la prescrizione di psicofarmaci (ansiolitici come le benzodiazepine, ma pure antidepressivi, vista anche la frequenza con cui ansia e depressione si presentano contemporaneamente nello stesso soggetto), nonché la psicoterapia. Strumenti preziosi, che però non devono indurre a trascurare un altro fondamentale tassello del trattamento dell’ansia: la dieta.

Da anni, per i miei pazienti, predispongo regimi alimentari per il benessere psicoemotivo ed è per me una soddisfazione vedere pubblicate sempre più ricerche scientifiche che confermano che ciò che mangiamo può influire, in negativo o in positivo, sulla salute della sfera mentale e non solo su quella del corpo. Esiste un modo di nutrirsi che permette di contrastare i disturbi d’ansia e uno che invece li facilita. Chi ne soffre, dunque, deve verificare che il regime alimentare seguito sia un alleato e non un nemico. A partire da questi aspetti.

Il cambiamento più importante Riguarda le quantità di verdura e frutta portate in tavola: gli studi sull’argomento ci dicono che i disturbi d’ansia sono più frequenti in chi ne consuma poche. Una ricerca canadese dello scorso anno su quasi 27.000 adulti ha visto, nello specifico, che le persone che mangiavano meno di tre porzioni al giorno avevano il 24% di possibilità in più di soffrire di un disturbo d’ansia.

Semplicità e naturalità della dieta Altri studi recenti riportano che le diete ricche di zuccheri, grassi e cibi lavorati e trasformati (come purtroppo quelli che riempiono in quantità i carrelli della spesa anche di tanti italiani) sono correlate a livelli d’ansia più elevati, attraverso meccanismi quali le alterazioni del metabolismo del glucosio e l’aumento dell’infiammazione generale.

La salute mentale passa dall’intestino Il microbiota intestinale, quella smisurata popolazione di microrganismi che abita le nostre viscere, produce sostanze che influiscono persino sul funzionamento del cervello, svolgendo un ruolo protettivo dall’ansia e dalla depressione. A patto che il microbiota sia in salute: sfortunatamente, la sua composizione viene alterata da tanti fattori, primo tra tutti la dieta. Oltre che attraverso un’alimentazione con le caratteristiche appena viste, possiamo sostenere l’equilibrio del microbiota e la corretta comunicazione dell’asse intestino-cervello grazie a specifici probiotici, chiamati psicobiotici, da assumere anche periodicamente.

Non c’è dubbio, in conclusione, che il miglioramento della dieta può rappresentare un’eccellente complemento alla terapia tradizionale dei disturbi d’ansia, a un costo inferiore e senza effetti collaterali.

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