Orietta Berti, Fedez, Achille Lauro: insieme fanno Mille

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Il trio ha annunciato sui social la pubblicazione di Mille. Del brano non si sa nulla, ma basta la foto a far sorridere. E Orietta, dopo l'ultimo Sanremo, chi la ferma più?

Cosa ci fanno insieme Orietta Berti, Fedez e Achille Lauro? Ovvio, cantano! Con un post apparso contemporaneamente sui loro social, i tre artisti hanno annunciato: “Mille”, Fedez con Orietta Berti e Achille Lauro, 11 giugno fuori. 

La foto, con Orietta al centro, seduta in un enorme macchina d’epoca rosa con i due cantanti ai lati, fa già pensare a un tormentone estivo. Però, del brano nessuno sa nulla, l’inedito trio vuole (giustamente) conservare il mistero e alimentare la curiosità. Una cosa è certa: Orietta di certo non si lascerà intimidire dai due più giovani colleghi.

Perché, se è vero che all’ultimo Festival di Sanremo, la canzone della Berti, “Quando ti sei innamorato” si è classificata solo nona, in compenso la cantante, con le sue irresistibili gaffe, ha conquistato tutti. «Mi piacerebbe duettare con Madame, con Ermal Meta e con i Naziskin» aveva dichiarato, storpiando il nome dei Maneskin con tanta spontaneità che il gruppo vincitore di Sanremo e dell’Eurovision Song Contest l’ha immediatamente “adottata” come membro aggiunto.

E ora, a 77 anni, Orietta si prepara a una nuova evoluzione in una carriera ricchissima e iniziata da oltre mezzo secolo. Non male per una ragazza che, come ci ha raccontato in una recente intervista (pubblicata su Confidenze n.5), è approdata alla musica spinta più che altro dal padre: «Se ci ripenso, mi dico che la mia carriera è dovuta a mio padre. Quando era giovane aveva studiato da tenore ma ha dovuto lasciare. Però la passione è rimasta, tanto che in casa mia si sentiva sempre musica lirica. Anche se alle romanze io preferivo i dischi stranieri che arrivavano alla Casa del popolo. Detto questo, papà voleva che studiasi da soprano. E il maestro di musica l’ha convinto a farmi partecipare alle audizioni di musica leggera. Io non volevo, piangevo, ero timida. Arrivavo là, mi uscivano suoni sgraziati e qualcuno diceva a mio padre di lasciar perdere, di non buttare soldi: ero negata. ma il maestro non voleva arrendersi e alla fine ha avuto ragione».

Sì, ha avuto ragione alla grande!

 

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