Ciao Gigi, grandissimo mattatore

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Proietti se n'è andato in silenzio, il giorno del suo ottantesimo compleanno. Un'uscita di scena degna dell'incredibile uomo di spettacolo che è stato

Ieri sera, ignari delle gravi condizioni in cui si trovava, eravamo pronti a festeggiare i suoi ottant’anni, super annunciati dai telegiornali. Perciò, quando oggi ci siamo svegliati, la notizia della morte di Gigi Proietti ci ha presi in contropiede. E l’abbiamo vissuta come l’ennesimo colpo di teatro di chi, sui palcoscenici dei teatri, ha trascorso più di mezzo secolo.

Bravo da far paura, ironico, poliedrico sui set e incredibilmente pigro nella vita privata, Gigi è un altro dei grandi vecchi che ci ha lasciati.

Iscritto a Giurisprudenza, ma con velleità artistiche, da giovane Proietti ha dovuto scontrarsi con il padre che voleva finisse l’università e temeva un figlio disoccupato. Invece, pur senza il “fogliettino di carta” (come era intesa la laurea in tempi in cui non tutti potevano permettersela), il mancato avvocato non ha mai smesso di lavorare. E dagli inizi degli anni ’60 ha interpretato, appunto, i personaggi più disparati. Dal cinematografico Mandrake (lo scommettitore del film cult Febbre da cavallo del 1976 ) al televisivo Maresciallo Rocca (1996). Nel frattempo, è stato chansonnier (con Peppino Di Capri e Stefano Palatresi ha fatto parte del Trio Melody), ha vestito i panni di one-man-show (con Cavalli di battaglia), ha doppiato Robert De Niro e Sylvester Stallone. E, tanto per non negarsi nulla, si è cimentato anche come testimonial in molte pubblicità.

L’elenco è striminzito rispetto a ciò che è stato. D’altronde, percorrere l’intera carriera di Gigi Proietti è un’impresa ardua. E snocciolare tutti i suoi lavori, praticamente impossibile. Per fortuna, all’infaticabile artista piaceva pure scrivere. Così, nel 2013 si è raccontato nell’autobiografia Tutto sommato qualcosa mi ricordo. Mentre nel 2015 ha svelato i retroscena teatrali con la serie di racconti Decamerino, novelle dietro le quinte.

Morale, oggi possiamo “studiarlo” e “ripassarlo”. Due verbi cari a tutti gli insegnanti, quindi anche a lui: nel suo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche, infatti, Proietti è stato il Maestro di una nutrita schiera di allievi aspiranti attori. Vogliamo fare un breve di appello dei presenti? Flavio Insinna, Chiara Noschese, Giorgio Tirabassi, Enrico Brignano, Francesca Reggiani.

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