E con oggi sono 70

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Tanti auguri alla mia “cara amica” (che non ho mai incontrato dal vero) per i suoi 70 anni

Cantante, attrice, doppiatrice, conduttrice televisiva, showgirl, imitatrice e scrittrice. L’elenco è talmente lungo da sembrare quello dello spesone di inizio settimana di una famiglia molto numerosa. Invece, si tratta dell’interminabile curriculum professionale di Loretta Goggi. A cui io, personalmente, voglio aggiungere “adorata amica d’infanzia”.

Sì, perché quando ero piccola e in tivù c’era Loretta, la mia severa mamma mi dava il permesso di restare alzata un po’ di più alla sera per potermi sganasciare davanti al video con le sue imitazioni. E se allora ero troppo giovane per coglierne la bravura, mi faceva comunque morire dal ridere e non me la volevo perdere.

Quindi dopo Carosello, già mangiata, impigiamata e con i denti lavati, ogni sabato mi preparavo a cantare a squarciagola insieme a lei «Che cos’è, taratapunzi-e. Non lo solo taratapunzi-o», in attesa di vederla poi nei panni di Nilla Pizzi, Renato Rascel, Wanda Osiris e Sandra Mondaini.

Era il 1972, io avevo otto anni e grazie alla Goggi ho vissuto le mie prime notti in bianco. Perché finita Canzonissima, andavo a letto e tiravo l’alba in preda a quell’euforia tipica dei bambini che, felici ed eccitati, non riescono (e non vogliono) prendere sonno.

Fortunatamente, per ritrovare la compagnia della “mia migliore amica” non dovevo aspettare il sabato successivo. La Goggi, infatti, doppiava Titti, il canarino perennemente inseguito da Gatto Silvestro. Perciò, durante la settimana, nell’unica ora di tivù al giorno che potevo guardare, mi piazzavo davanti allo schermo dove vivevo un conflitto interiore di una certa portata: da un lato parteggiavo per lo sfigatissimo felino. Dall’altro, però, ero agghiacciata all’idea che avesse la meglio sul petulante pennuto e che mi privasse della soave voce di Loretta.

La quale, più crescevo e più mi piaceva. Certo, ormai ero arrivata nell’età in cui alla sera preferivo uscire piuttosto che stravaccarmi sul divano e accendere la tele. Ma se professionalmente avevo smesso di seguirla (sul walkman, però, ascoltavo Maledetta primavera a manetta), i giornali mi tenevano comunque al corrente sulla sua vita privata. E quando si è sposata con Gianni (il coreografo Brezza), ho sperato che fosse per sempre.

Così è stato: Loretta ha vissuto accanto al suo unico e grande amore fino a che morte non li ha separati. E quando lui si è ammalato, lei ha addirittura seguito un corso per imparare a somministrargli da sola i farmaci e non mollarlo un secondo.

Non che servisse, ma questa è stata l’ennesima prova della grandezza della donna che è: fenomenale nella carriera, ma senza mai perdere di vista umanità, generosità d’animo, fedeltà e dedizione nei confronti dell’uomo che aveva scelto.

Perché ve ne parlo proprio adesso? Semplice: oggi la Goggi compie 70 anni. E questo è il mio modo per farle tanti, tanti, tantissimi auguri. Buon compleanno Loretta, amica mia!

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