«Mi chiamo Sean. Sean Connery»

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Il sorriso e lo sguardo, magnetici. Le spalle e il torace, rassicuranti. Forse uno dei segreti del fascino irresistibile di Sean Connery, morto a 90 anni nel sonno nella sua casa alle Bahamas, stava in questa tensione sottile tra il lampo birichino degli occhi e la postura solida, protettiva. Tra il fascino della star e le passioni semplici, da uomo comune: la Scozia, la sua patria, la moglie Micheline (la stessa da 45 anni), il golf.

Nato a Edimburgo, in una famiglia semplice, Tom (il suo vero nome) ha lasciato presto la scuola, si è arruolato nella Marina Militare britannica, ha fatto mille mestieri, dall’imbianchino al modello, fino a debuttare nel mondo dello spettacolo. Piccole parti in tivù e teatro, un anno passato a leggere per recuperare quello che gli mancava, e nel 1962, la svolta con il primo James Bond: Agente 007, licenza di uccidere.

Da quel momento, per altri sette film della serie, «Mi chiamo Bond, James Bond», diventa il suo biglietto da visita. Lo smoking, il sopracciglio inarcato, il sorriso malandrino e la pistola fanno di Sean Connery un irresistibile sex symbol e una delle star più amate. «Ha definito un’epoca e uno stile» ha commentato Daniel Craig, che ha ereditato il ruolo di 007. Ancora oggi, nessun James Bond è paragonabile a quello creato da Sean Connery, che ha preferito sganciarsi da questo ruolo dopo alcuni film, ma allo stesso tempo l’ha fatto suo per sempre. Così come restano legati a lui, alla sua interpretazione unica, inimitabile, molti dei film che ha interpretato dopo, da Il nome della rosa (chi ha mai visto un frate così sexy?) a Gli intoccabili, da Indiana Jones e l’ultima crociata (dove, al suo confronto, perfino Harrison Ford sbiadisce) a Entrapment. 

Proclamato dalla rivista People, “l’uomo più sexy del secolo” a quasi 60 anni, non si è mai lasciato andare nemmeno negli anni successivi, restando irresistibile, attraente, magnetico fino alle sue ultime interpretazioni. Bellissimo in smoking, come col kilt, che portava spesso in omaggio al suo Paese, non l’abbiamo visto con la pancetta o le spalle curve, e così come ha scelto di lasciare James Bond prima di restarne prigioniero, ha deciso nel 2005 di ritirarsi dal mondo dello spettacolo, lasciando che il suo mito continuasse a vivere e dedicandosi alle sue passioni. Riservatissimo, dopo il primo matrimonio con l’attrice Diane Cilento, da cui ha avuto l’unico figlio, Jason, ha avuto una breve storia con Lana Turner e poi un lungo, felice matrimonio con la pittrice francese Micheline Roquebrune.

«Non stava bene da tempo. Oggi è un triste giorno per tutti coloro che conoscevano e amavano mio padre e una triste perdita per tutte le persone in tutto il mondo che hanno apprezzato il meraviglioso dono che aveva come attore» ha dichiarato il figlio Jason.

Un dono che ha fatto sospirare, sorridere, partecipare milioni di persone. Grazie Sean!

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