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Pelle sensibile in autunno: come proteggerla dai primi freddi

Tira, pizzica, prude o si arrossa? Con il cambio di stagione la pelle può diventare più fragile e reattiva. Ecco i disturbi più comuni e i rimedi naturali che possono aiutarla a ritrovare comfort e benessere

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CREDITS: Cottonbro @Pexels

Capita perfino a chi segue con attenzione le regole della skincare. Da un giorno all’altro, la pelle inizia a tirare, prude, si arrossa o appare più secca del solito. È un problema tutt’altro che raro. Circa un italiano su tre convive con un disturbo dermatologico. «I sintomi possono essere numerosi, così come le cause che li provocano, e in alcuni casi tendono ad accentuarsi proprio con il cambio di stagione», spiega Donato Virgilio, medico di medicina generale, esperto in fitoterapia e omeopatia.

CAMBIO DI STAGIONE

Con l’arrivo dell’autunno, anche una pelle normalmente equilibrata può diventare più fragile e reattiva agli stimoli esterni. «Gli sbalzi di temperatura, l’aria più fredda e secca e i ritmi di vita più intensi possono mettere alla prova la barriera cutanea, rendendola più vulnerabile alla perdita di idratazione e alle irritazioni», dice l’esperto.

«A questi si possono aggiungere l’esposizione allo smog e, in particolare, alle polveri sottili presenti nell’aria che contribuiscono ad alterare il film idrolipidico superficiale, un’alimentazione poco equilibrata e alcune abitudini come il fumo, tutti fattori che possono peggiorare determinati disturbi cutanei, soprattutto nelle zone più esposte e delicate, come il viso e le mani». Ma come capire di cosa ha davvero bisogno la pelle e come aiutarla a ritrovare comfort e benessere? Ecco i disturbi più comuni e i rimedi naturali che possono venire in aiuto per affrontare le insidie della stagione.

QUESTIONE DI SECCHEZZA

Dopo la doccia la pelle tira, il viso appare più ruvido e, con i primi freddi, può anche pizzicare. Un rimedio che può venire in soccorso è l’olio di mandorle dolci. Ricavato dalla spremitura a freddo dei semi della mandorla, questo rimedio è un concentrato di acidi grassi essenziali, sostanze simili a quelle naturali del film idrolipidico che protegge la pelle. Contiene inoltre un mix di sostanze emollienti, tra cui la vitamina E, che ne favorisce la morbidezza, anche in caso di cute delicata. «Per contrastare il problema se ne stendono alcune gocce sulla pelle del viso, in particolare sulle guance, intorno agli occhi e alle labbra più volte al giorno e prima di uscire all’aperto».

L’olio essenziale di gelsomino è invece un ottimo rimedio per la pelle delle mani. «Si applicano cinque gocce di quest’essenza mescolate in un cucchiaio di olio di oliva. Si indossano dei guanti di cotone e si lascia in posa per tutta la notte. Al mattino si risciacquano con acqua tiepida».

SCREPOLATURE, CHE FASTIDIO!

Ti capita di vedere comparire piccole squame bianche tra le sopracciglia, ai lati del naso o sul cuoio capelluto? Potrebbe trattarsi di dermatite seborroica, un’infiammazione cronica che interessa soprattutto le zone più ricche di ghiandole sebacee, come il viso e il cuoio capelluto. Le cause non sono ancora del tutto note. Tra i fattori coinvolti ci sono la produzione di sebo e la presenza di Malassezia, un lievito normalmente presente sulla pelle che, in alcune condizioni, può contribuire all’infiammazione. Anche lo stress e i cambiamenti stagionali possono favorirne la ricomparsa o il peggioramento dei sintomi. Tra i rimedi fitoterapici che possono aiutare a rendere la pelle morbida, in questo caso c’è la calendula, una pianta della famiglia delle Asteraceae dai fiori di colore arancione e giallo brillante. «Per sfruttarne le proprietà, si può applicare sul viso più volte al giorno una crema a base di questa pianta, che aiuta a mantenere la pelle morbida».

Con i fiori essiccati, invece, si può preparare un infuso da utilizzare esternamente sulle zone interessate. «Basta lasciare in infusione un paio di cucchiaini di fiori in una tazza d’acqua calda. Una volta raffreddato, l’infuso può essere utilizzato per tamponare delicatamente la pelle». «In alternativa si può ricorrere al rimedio omeopatico chiamato Arsenicum album 7 CH. Se ne assumono 5 granuli al giorno».

SE LE GUANCE SI ACCENDONO

Ti basta entrare in un ambiente più caldo, bere qualcosa di bollente o mangiare un piatto piccante perché le guance si accendano e il viso inizi a scaldarsi? Se il rossore tende a ripresentarsi, soprattutto su guance, naso, mento e fronte, potrebbe trattarsi di rosacea, una condizione infiammatoria della pelle che può manifestarsi con arrossamento, sensazione di calore e bruciore e, in alcuni casi, con piccoli vasi sanguigni visibili. All’origine possono esserci una predisposizione individuale e una particolare reattività dei vasi sanguigni e della pelle. A favorire o accentuare le manifestazioni possono essere gli sbalzi di temperatura e lo stress. Tra i rimedi che possono essere d’aiuto c’è l’amamelide, una pianta originaria delle zone dell’America settentrionale ricca di composti fenolici, tra cui i flavonoidi, particolarmente presenti nelle foglie, che possono contribuire al corretto funzionamento del microcircolo. «Per contrastare il disturbo si può ricorrere a tre granuli alla 9 CH di questo rimedio da assumere per bocca due volte al dì lontano dai pasti», dice Donato Virgilio.

Un altro rimedio utile è l’arnica montana. Questa pianta, originaria delle zone montuose della Russia e dell’Europa settentrionale, vanta eccellenti proprietà antinfiammatorie. Ricca di tannini, carotenoidi e flavonoidi, stimola la microcircolazione sanguigna e riequilibra i capillari arteriosi responsabili del rossore. «Per trovare sollievo e ridurre l’arrossamento ne vanno assunti quattro granuli alla 9 CH due volte al giorno fino al miglioramento dei sintomi», dice l’esperto.

QUEL PRURITO CHE NON PASSA

Con i primi freddi, la pelle tende a seccarsi, tira e il prurito può diventare più insistente. Per chi soffre di eczema, e in particolare di dermatite atopica, che di solito provoca soprattutto secchezza, prurito e arrossamento, l’autunno è un periodo delicato. Nei casi più intensi compaiono anche piccole vescicole, gonfiore e, talvolta, trasudazione. L’aria più secca e gli sbalzi termici possono favorire le riacutizzazioni. Tra i rimedi della fitoterapia viene utilizzato il Ribes nigrum, le cui gemme sono ricche di flavonoidi e altri composti bioattivi. Si può usare come macerato glicerico. «Per ridurre la sensazione di prurito ne serve una goccia per chilo di peso due volte al giorno diluita in acqua, in abbinamentoal macerato glicerico di Cedrus libani allo stesso dosaggio».

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