Le streghe son tornate, almeno a Hollywood. E una delle due in questione, Sandra Bullock, è al centro di un sortilegio personale oltre che cinematografico. La 62enne che ha vinto l’Oscar nel 2009 interpretando una madre adottiva in The Blind Side e l’ha sfiorato nuovamente nel 2013 mancava dai cinema da quattro anni.
Amori & Incantesimi 2: di nuovo con Nicole Kidman
Il suo ritorno in splendida forma è una magia di per sé, visto il periodo difficile che l’attrice ha attraversato, ma il titolo di cui è protagonista con Nicole Kidman è magico davvero: Amori & Incantesimi 2 è il sequel del film che ha visto le due star insieme nel 1998 e le riunisce a 28 anni di distanza per portarle nelle sale il 10 settembre.
Come allora, interpretano le sorelle Gillian e Sally Owens, dotate di poteri sovrumani ma anche dannate perché gli uomini che si innamorano di loro sono destinati a morire presto. Le due reagiscono alla maledizione in modo diametralmente opposto e, mentre Gillian (Kidman) passa da un fidanzato all’altro, Sally (Bullock) si innamora di un solo uomo con il quale avrà due figlie. La loro lotta contro il malefico destino continua ora nel nuovo capito, con risvolti buffi oltre che fantasy.
«Le streghe sono un pretesto: questa potrebbe essere la storia di una famiglia qualunque» ha raccontato Sandra Bullock in un’intervista recente. «Io stessa mi ci sono rispecchiata con le mie insicurezze o con l’incapacità che ho a volte di essere davvero me stessa. Il film tocca sentimenti come la sorellanza, il bisogno e la ricerca dell’anima gemella. La stregoneria rende solo tutto più fiabesco».
Ed è anche quello che fa sentire il personaggio di Sally una “diversa”, capace di rinnegare se stessa pur di somigliare di più agli altri. «Pur di essere accettata farebbe qualsiasi cosa. Quando le difficoltà della vita la portano a essere se stessa, scoprirà che se ti accetti tu anche gli altri saranno più comprensivi».
Dalle origini al successo
Lo sa bene la stessa attrice, con la sua storia fuori dall’ordinario.
Nata ad Arlington, in Virginia, è cresciuta tra la Germania e gli Stati Uniti perché figlia di una cantante lirica e di un uomo che, pur avendo insegnato canto aveva abbracciato la carriera militare. Seguire fino all’età di 12 anni i tour materni tra Norimberga e Vienna ha sicuramente formato la sua sensibilità artistica.
«E soprattutto mia madre ci ha insegnato a essere uniche e indipendenti» dice Bullock, citando la sorella minore alla quale è molto legata (la chef Gesine Bullock-Prado). «Siamo state fortunate rispetto a tutte quelle persone che, anziché ascoltare se stesse, hanno deciso il proprio futuro in base a idee e aspettative altrui».
Dopo aver studiato ballo e canto da bambina, Bullock si diploma in recitazione alla East Carolina University e si trasferisce a New York, dove inizialmente si mantiene facendo la cameriera mentre sostiene provini per il teatro, la tv e il cinema. Il resto è storia.
Dopo i primi ruoli, nel 1993 gira Demolition Man accanto a Sylvester Stallone e nel 1994 viene lanciata dall’action-thriller Speed con Keanu Reeves, trionfo nei botteghini di tutto il mondo.
«Ho capito allora che il successo arriva in un pacchetto spinoso. Sta a te decidere se accettarlo o meno». Inizia così l’ascesa dell’attrice rivelatasi capace di passare in scioltezza da commedie romantiche come Un amore tutto suo del 1995 a thriller come Il momento di uccidere (1996), dalla comicità di Miss Detective (2000) al dramma di Crash o alla poesia di Gravity di Alfonso Cuarón, il film dove ha interpretato un’astronauta persa nello spazio, accanto a George Clooney.
La vita privata, tra amori e figli
La versatilità è la sua cifra anche nella vita.
È stata sotto i riflettori per i flirt con altri colleghi celebri a cominciare da Matthew McConaughey, tra il 1996 e il 1998, e Ryan Gosling nel 2001 fino al matrimonio con il costruttore Jesse James (2005–2010), che si è concluso dopo un tradimento di lui proprio mentre andava in porto l’adozione di un bambino, Louis, che l’attrice ha poi cresciuto da single.
E sempre da sola, nel 2015, ha adottato anche una bambina, Laila. Per entrambi si è battuta contro le etichette sociali: «Non voglio parlare di loro come dei “miei figli adottivi” così come nessuno specifica di avere un bambino nato con la fecondazione assistita o avuto per sbaglio dopo un incontro al bar. Chiamiamoli semplicemente “i nostri figli”» ha dichiarato e quando, nel 2019, è stata premiata per il film distopico Bird Box di Susanne Bier agli MTV Movie & TV Awards ha dedicato ai suoi bambini un discorso toccante: «Volevo che vedeste cosa significa essere parte di una famiglia. A volte ci nasci, a volte devi andarla a cercare, altre volte è lei che trova te. A ogni modo, la famiglia è quello che abbiamo bisogno di proteggere».
Proprio quando adotta Laila, la Bullock incontra il fotografo Bryan Randall, l’uomo che da quel momento in poi definirà “l’amore della mia vita”.
Nel 2020 gli viene diagnosticata la Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica), malattia neurodegenerativa che la coppia ha affrontato unita per tre anni, finché Bryan è mancato nel 2023 all’età di 57 anni.
Coincidenze e intuizioni
In questi anni l’attrice non ha parlato del suo dolore, vissuto dignitosamente in silenzio, e potrebbe sembrare strano che abbia voluto girare proprio il sequel di Amori & Incantesimi.
Eppure a chi le ha chiesto se magia e maledizione facciano parte della vita, l’attrice ha risposto: «Assolutamente sì. Succedono talmente tante cose che non riesco a spiegarmi. Parlo di coincidenze, intuizioni e sensazioni istintive. Capita che qualcuno ti dica: “Non salire su quell’auto” e poi magari quell’auto ha un incidente. Come fai per esempio a sapere perché al primo incontro con una persona ti senti connesso come se la conoscessi da sempre? Così è successo, per esempio, con Nicole Kidman quando abbiamo girato il primo Amori & Incantesimi. Le magie, insomma, esistono. Anche se è difficile chiamarle proprio così».
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