Lavoro, incombenze, gestione della casa: nella vita frenetica di tutti i giorni, troppo spesso, senza rendercene nemmeno conto, pretendiamo dal nostro corpo che riesca a essere una macchina performante, capace di andare a cento all’ora sui tornanti della quotidianità, senza lasciarci mai a terra. Risultato: ci ritroviamo a convivere con una serie di piccoli fastidi che proviamo a ignorare o a silenziare con qualche rimedio veloce.
«Siamo abituati a portare in giro il nostro corpo come un involucro invece è la nostra casa, una parte di noi che dovremmo tornare a curare e ascoltare», spiega Elisabetta Ferraris, osteopata e insegnante di pratiche somatiche che nel libro A casa nel proprio corpo (Gribaudo) offre un percorso per riscoprire il linguaggio più antico che possediamo, quello delle sensazioni. «I fastidi che viviamo nella quotidianità sono momenti in cui il corpo lancia un messaggio chiaro: fermati, qualcosa non va. Il problema è che raramente sappiamo ascoltarlo». La buona notizia? Possiamo invertire la rotta e imparare a riconoscere i segnali di S.O.S che il corpo ci manda prima che si trasformino in dolore. «Il metodo che ho proposto nel libro si chiama AIR», spiega ancora l’osteopata, «che rimanda al termine inglese “aria, respiro” ma che è anche un acronimo: Ascoltare, ovvero provare a percepire senza giudizio, Interpretare, capire cosa il corpo ci sta dicendo e Rilasciare, permettere al corpo di riprendere il suo spazio, sono infatti le tre fasi attraverso cui possiamo liberarci da stress e tensioni». Vuoi metterti alla prova? Ecco quattro classici segnali che il corpo può mandarti quando sei stanca e stressata e qualche dritta per imparare a decifrarli e lasciarli andare.
Spalle tese
«Quella della cervicale è una delle prime zone a contrarsi: quando la vita accelera, le spalle si sollevano, il collo si irrigidisce, la mandibola si serra», spiega l’esperta. «È qui che tratteniamo parole mai dette, preoccupazioni non espresse e tentativi di controllo. Nella simbologia somatica, infatti, la cervicale rappresenta il punto in cui la mente si aggrappa al corpo per non cedere».
Il messaggio da non ignorare
Stai portando troppo. «Alla base c’è la tendenza a prendersi carichi emotivi e responsabilità non proprie, senza riuscire a chiedere aiuto e a delegare».
L’esercizio da provare
Il no e il sì della cervicale
Con movimenti minimi e fluidi muovi la testa come se dicessi “no”, poi con la stessa lentezza, come se dicessi “sì”. Lascia che il movimento diventi quasi un respiro. «È anche un esercizio di libertà: dire no e sì con il corpo aiuta anche a ritrovare la capacità di farlo nella vita di tutti i giorni».
Nodo allo stomaco
«È un altro disturbo molto frequente, di solito legato a tutto ciò che facciamo fatica a mandare giù in senso fisico e non fisico», prosegue l’esperta. «Un’incomprensione con il capo, un litigio, una questione familiare… alla base c’è spesso un’emozione non digerita. Nella simbologia somatica il diaframma, che è strettamente legato allo stomaco, rappresenta il centro in cui tratteniamo ciò che non riusciamo a lasciare andare».
Il messaggio da non ignorare
C’è qualcosa che non stai ascoltando.
L’esercizio da provare
Massaggio del plesso solare
Porta tre dita nello spazio tra sterno e ombelico, quindi fai dei microcerchi in senso orario, respirando normalmente mentre massaggi. «Questo esercizio aiuta a rilasciare le tensioni emotive accumulate nel centro del corpo».
Respiro corto
In coda al supermercato, in auto, alla scrivania, capita spesso anche di non riuscire a fare un respiro pieno, profondo. «In genere questa sensazione è collegata a uno stato di allerta», chiarisce Ferraris. «Non a caso, quando qualcosa ci spaventa, il respiro si modifica, diventando subito più corto e veloce. Si tratta di un meccanismo di protezione che ci ha garantito la sopravvivenza: il problema nasce quando viene perpetuato nel tempo, diventando una vera e propria sensazione di fame d’aria».
Il messaggio da non ignorare
Hai paura. «Il respiro corto è la voce di un corpo che si difende non perché non sappia respirare ma perché ha imparato a contrarsi per sicurezza. Racconta spesso un allarme di fondo a cui non abbiamo ancora dato nome».
L’esercizio da provare
Espirazione frusciante
Seduta a gambe incrociate, inspira dal naso, poi espira producendo un lungo soffio frusciante: “ffffff….”. Mantieni l’espirazione finché è naturale e ripeti per sei volte. «Questo esercizio allunga l’ispirazione, stimola il nervo vago, il grande regolatore del nostro equilibrio interno, e ammorbidisce il diaframma in profondità».
Dolore lombare
Anche la sensazione di peso nella zona lombare può raccontare molto di ciò che stiamo vivendo. «Nella simbologia somatica la colonna vertebrale non è soltanto una struttura di sostegno ma una memoria vivente di come affrontiamo la realtà», spiega ancora l’osteopata. «La zona lombare, in particolare, è la parte che regge il corpo ma anche molte delle responsabilità a cui non sappiamo sottrarci».
Il messaggio da non ignorare
Temi di crollare. «Questo segnale può indicare la fatica di chiedere aiuto ma anche il timore di non farcela a reggere il peso di tutto».
L’esercizio da provare
L’abbraccio terapeutico
Sdraiati supina e porta lentamente le ginocchia al petto senza tirarle. Avvolgi le gambe in un abbraccio morbido, lasciando che le spalle scendano e che la testa rimanga rilassata sul pavimento. Inizia a dondolare dolcemente da un lato all’altro, lasciando che il respiro si allunghi naturalmente mentre ti muovi. La pratica, oltre a massaggiare le fasce lombari dorsali, regala al sistema nervoso una sensazione di sicurezza.«Il corpo non ci tradisce mai», conclude l’esperta. «Anche quando fa male, non ci sta punendo: sta solo cercando di parlarci. Imparare ad ascoltarlo significa tornare, finalmente, a casa dentro di noi».
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