«Non ci si può divertire a una festa se la padrona di casa è stressata. Io lo ero, fino a qualche anno fa, ma ora ho imparato a godermela».
Da Il Diavolo veste Prada 2 all’Odissea di Nolan: i successi del 2026
Quest’anno la “festa” di Anne Hathaway è più felice che mai, con ben sette inviti a incontrarla nei cinema. Dopo aver sbancato i botteghini in primavera con Il Diavolo veste Prada 2 di David Frankel, duplicando con un sequel a vent’anni di distanza il grande successo del primo capitolo, la 43enne attrice è tornata sul grande schermo a maggio nel ruolo di una popstar in crisi in Mother Mary di David Lowery e dal 16 luglio la rivedremo nelle vesti di Penelope per la versione più spettacolare e attesa dell’opera di Omero: Odissea di Christopher Nolan promette di trasformare il mitologico viaggio in avventura visiva ricca di effetti speciali e stelle hollywoodiane (oltre a Matt Damon nel ruolo di Ulisse, ci sono Robert Pattinson, Zendaya, Charlize Theron e Tom Holland).
E siamo solo a metà di un 2026 davvero memorabile per lei. Il 12 agosto sarà accanto a Ewan McGregor nel thriller fantascientifico-sentimentale La fine di Oak Street.
L’1 ottobre rieccola in Verity di Michael Showalter, con Josh Hartnett e Dakota Johnson, dove interpreta una scrittrice di best-seller che per colpa di un incidente non riesce più a concludere i suoi libri.
Poi potrebbe chiudere l’annata in bellezza con l’attesissimo dramma bellico Alone at Dawn di Ron Howard, sulla storia vera di un capitano che salvò 20 commilitoni Navy Seal in Afghanistan, dove lei interpreta un ufficiale accanto ad Adam Driver, protagonista.
La maturità di Anne Hathaway: film, figli e la ricerca dell’equilibrio
Dopo un periodo di assenza o quasi dagli schermi, Hathaway si reincarna così in sette vite diverse facendo salire a oltre 60 i titoli che ha girato nella sua carriera, a cominciare da quel Pretty Princess della Disney che la rese celebre 25 anni fa passando per il musical Les Misérables di Tom Hooper che le ha fatto vincere l’Oscar 14 anni fa a 29 anni.
Tutto questo a poco più di quarant’anni e senza aver ancora perso l’aria della ragazza della porta accanto, bella ma non impossibile. Anzi, a renderla ancora più attraente per il grande pubblico è forse proprio quella maturità ed esperienza di vita che fa scattare l’immedesimazione di ragazze e donne di tutto il mondo.
«È come se la mia storia fosse divisa in due parti, nella prima non c’era mai spazio per la vita, ero concentrata sul lavoro senza sosta e sempre in tensione» ha raccontato in una recente intervista. «Pensavo che questa età sarebbe stata meno effervescente delle precedenti, invece ho scoperto che regala pienezza oltre a una routine famigliare meravigliosamente intensa. Non potrei più immaginare le mie giornate senza Jonathan e Jack (i figli di 10 e 7 anni avuti dall’attore Adam Schulman da cui, notizia degli ultimi giorni, aspetta il terzo, ndr).
Cercare l’equilibrio tra lavoro e affetti non è facile, forse è l’argomento di cui parlo più spesso con le amiche: è come camminare su un filo sottile, basta niente a farti sbilanciare, ma è una ricerca necessaria e anche appagante».
Dal sogno di farsi suora ai provini a New York: le origini dell’attrice
E pensare che da bambina voleva fare la suora. Figlia di un avvocato, Gerald Hathaway, e dell’attrice Kate McCauley, a sei anni si trasferisce con i suoi da New York a Millburn, nel New Jersey.
A 11 anni è una bambina estremamente devota ma, quando il fratello maggiore si rivela gay, tutta la famiglia si allontana dalla chiesa cattolica per la posizione nei confronti dell’omosessualità. Fantasie infantili a parte, fin da piccola Anne inizia a seguire le orme della madre ed è folgorata, neanche a farlo apposta, dalla sua interpretazione teatrale nel musical de I miserabili che avrebbe lei stessa interpretato. Per molti anni studia danza e canto, disciplinatissima.
«Volevo eccellere ma non vedevo abbastanza progressi. A un certo punto ricordo di essermi detta, con lucidità da adulta, qualcosa tipo: “Non diventerò mai una ballerina o una cantante di successo, perché non sono strepitosamente talentuosa”».
Ed è proprio quell’atto di umiltà a spingerla ancora di più verso la recitazione. Da Millburn, in treno, va spesso a New York per partecipare a provini sperando di girare spot pubblicitari.
«Ricordo che uscivo dal liceo verso le 2 del pomeriggio e correvo verso la stazione. E quando potevo mi guadagnavo qualche particina nel teatro locale».
Il successo di Pretty Princess e il legame speciale con i fan
A 17 anni debutta nella serie tv Get Real e solo due anni dopo sfonda con il film della Disney Pretty Princess di Garry Marshall, un successo tale che tre anni dopo arriva il seguito, Principe azzurro cercasi, nel quale recita anche la madre.
Per non farsi mancare nulla, sembra che ci sia ora in lavorazione anche un terzo capitolo, The Princess Diaries 3, la cui trama è ancora avvolta nel mistero.
Come molte attrici che diventano celebri da bambine, anche Anne cresce con il suo pubblico e questa è una chiave del suo successo.
«A volte mi sembra di essere stata una baby sitter per tante ragazze e, in fondo, è come se fossimo diventate donne insieme: da adolescenti si sono riconosciute in Pretty Princess e poi nella Andy de Il diavolo veste Prada alle prese con la gavetta lavorativa. Molte mi mandano le foto della laurea, mi invitano perfino ai loro matrimoni. Molte pensano che io sia una grande lavoratrice per non dire una secchiona. Un po’ di verità c’è: ho sempre avuto una certa etica del lavoro, perché sono consapevole che le mie capacità sono limitate e per avere risultati posso contare solo sull’impegno. Non vorrei mai dovermi rimproverare di non aver messo tutta me stessa in un progetto. Detto questo, mi concedo anche molti momenti di divertimento».
Il passato difficile, il matrimonio con Adam Schulman e il nuovo glamour
In realtà Hathaway, nei suoi vent’anni, attraversa anche momenti molto difficili. Soffre di depressione dopo la traumatica fine dell’amore con Renato Follieri, businessman italiano che nel 2008 viene arrestato per frode poche settimane prima dell’arrivo dell’attrice alla Mostra del cinema di Venezia, a inizio settembre, con il film Rachel sta per sposarsi di Jonathan Demme.
A ottobre l’ormai ex fidanzato, di cui era innamoratissima, viene condannato a oltre quattro anni di carcere. Ci vorrà tempo prima di ritrovare la fiducia e una nuova vita sentimentale.
Dal 2012 è felicemente sposata con l’attore Adam Schulman, dal quale ha avuto i figli Jonathan e Jack. Nel frattempo migliora anche il suo rapporto con Hollywood.
«Da giovane la celebrità mi stava stretta, solo ora ho trovato il mio modo di stare in questo mondo e riesco finalmente a distinguere il confine tra la mia immagine pubblica e la mia identità privata. Ho imparato a indossare il fascino che richiede l’essere attrice».
E con Il diavolo veste Prada 2 i suoi red carpet sono diventati vere sfilate di moda.
«So che molte persone cercano di esprimere la propria personalità attraverso gli outfit ma io non sono una di quelle. Per me il glamour è puro divertimento e gioia, fin da quando ero ragazzina. Nella routine quotidiana sono più sportiva perché, con i due bambini vivaci che ho, devo essere sempre pronta a giocare a basket o a calcio. Ogni tanto però questo mestiere mi dà la possibilità di indossare abiti da sogno e vivere una favola. Mi sento una specie di Cenerentola, visto che li indosso per una serata e poi li restituisco, ma confesso che mi piace questa doppia vita. Almeno in questo, non devo per forza essere coerente, no?».
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