Che si tratti di un fastidio passeggero o di un disagio insistente che dura per settimane, le stime non lasciano dubbi: 3 persone su 4 sviluppano almeno un mal di schiena nella vita. Prima o poi, insomma, fare i conti con questo disturbo tocca praticamente a tutti. Il vero guaio è però un altro: la tendenza, molto diffusa, a sottovalutare il problema, ignorando il dolore o cercando di farlo passare a suon di cerotti, pomate o antidolorifici. «Ricorrere a palliativi che agiscono solo sul sintomo, senza indagarne la causa, rischia di trasformare anche il più banale dei mal di schiena in un disturbo cronico» mette in guardia Andrea Foriglio, osteopata, divulgatore e autore di Il mal di schiena fa schifo se non sai come curarlo (Hoepli). «Spesso dimentichiamo quanto sia importante invece ascoltareil nostro corpo». Partiamo allorada qui e proviamo a immaginare: cosa chiederebbe la schiena se potesse parlare?
Va bene qualsiasi posizione ma non per troppo tempo. La postura perfetta è un falso mito. «Pensiamo a chi sta otto ore alla scrivania davanti al computer» invita a riflettere Foriglio. «Per mantenere sempre una posizione adeguata, dovrebbe stare concentrato tutto il tempo solo sulla postura, il che è decisamente impossibile. Il problema non è come stiamo seduti ma per quanto». Il consiglio? Cercare di cambiare posizione. «Anche in ufficio, ogni 30-45 minuti, alzarsi in piedi e stirarsi la schiena per qualche secondo può fare la differenza per dare un po’ di respiro all’articolazione».
Ho bisogno di movimento! «Il nostro corpo non nasce per stare fermo, non a caso viene definito apparato locomotore» spiega l’osteopata. Muoversi è quindi fondamentale anche per prevenire il mal di schiena. Lo sport giusto? Non esistono diktat. L’importante è evitare la sedentarietà. «Per prevenire possibili disturbi alla schiena, sono poi consigliate le attività di allungamento e tonificazione della muscolatura» consiglia l’esperto. «Solo un muscolo sano è infatti capace di proteggere la colonna vertebrale». E se il mal di schiena è già arrivato? Anche in questo caso, la regola è muoversi. «Prima veniva consigliato il riposo assoluto, oggi le linee guida scientifiche sono cambiate: per disinfiammare la zona e fare in modo che il dolore passi più velocemente, bisogna evitare di stare fermi. Il movimento migliora infatti l’ossigenazione dei tessuti, la circolazione del sangue e, in generale, tutti quei processi fondamentali per guarire».
Non usarmi così. Attenzione ai passi falsi, ovvero a quei movimenti che si fanno, spesso distrattamente, nella vita di tutti i giorni. «Una mossa sbagliata può portare a un episodio di dolore passeggero come il cosiddetto “colpo della strega”» sottolinea Foriglio «ma anche presentare un conto più salato, quando viene ripetuta nel tempo». Il classico esempio? Sollevare pesi da terra usando la schiena. «Bisognerebbe invece abituarsi a flettere le gambe e spingere verso l’alto, senza piegare in avanti il busto» consiglia l’osteopata. Il motivo è semplice: «I muscoli delle gambe sono i più forti del nostro corpo».
Ascoltami! Infine, mai ignorare gli SOS che la schiena cerca di mandarci. Primo tra tutti, il senso di rigidità avvertito la mattina appena svegli. «Si tratta di un segnale che è facile sottovalutare perché, nel corso della giornata, muovendosi, tende a diminuire», fa sapere Foriglio. «Tuttavia può essere la spia di una problematica che è importante indagare».
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