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Cosa si mangia oggi? Fiori!

Blu intenso, giallo sole, viola vellutato: nel piatto sbocciano petali da assaggiare. Che, tra sapori delicati e proprietà benefiche inaspettate, prima conquistano gli occhi e poi il palato

Hai mai provato le primule? Sono tra i primi fiori a sbocciare in primavera e, sì, si possono mangiare. In realtà, le varietà di fiori edibili, chiamati anche eduli, sono molte di più di quanto si pensi. Per il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) ne esistono circa 400 specie con interessanti proprietà nutrizionali e oggi non piacciono solo agli appassionati di cucina gourmet. Secondo una ricerca di Assofloro, condotta dalle università di Napoli, Milano e Verona insieme a Coldiretti, una persona su quattro in Italia ha già acquistato o assaggiato i fiori commestibili. E, complice questa tendenza, sono nati addirittura i flower sommelier, dei veri e propri esperti capaci di valorizzarli anche a tavola così come si fa con il vino. E allora, cosa li ha riportati di nuovo a tavola?

Colori da gustare

Fino a pochi anni fa, l’idea di mangiare steli di borragine o petali di nasturzio avrebbe fatto storcere il naso, ma oggi i fiori eduli si trovano facilmente anche al supermercato e compaiono sempre più spesso nei menù, dai ristoranti stellati ai fast food. «Questo cambiamento riflette la crescente attenzione verso uno stile alimentare plant-based, che privilegia cibi vegetali, naturali e poco processati, e la diffusione di pratiche come il mindful eating e l’intuitive eating, che trasformano il pasto in un’esperienza sensoriale» spiega la biologa nutrizionista Federica Patrinicola. «L’impatto visivo dei fiori contribuisce inoltre alla cosiddetta “sazietà sensoriale”, aumentando il senso di appagamento senza necessariamente aggiungere calorie. Anche i colori giocano un ruolo fondamentale. Le tonalità calde come il giallo, l’arancione e il rosso trasmettono energia e vitalità, mentre i colori freddi come il blu e il viola evocano relax».

Energia naturale

Le diverse varietà di fiori da mangiare differiscono più per l’aspetto e il sapore che per le proprietà nutrizionali, rientrando a pieno titolo tra gli alimenti funzionali, ovvero che apportano una serie di benefici per la salute. Sono innanzitutto poveri di calorie e grassi e offrono una buona quota di proteine vegetali. «Gli studi più recenti evidenziano anche la presenza di polifenoli, flavonoidi e carotenoidi» aggiunge l’esperta. Questi composti hanno azione antiossidante, particolarmente utile per difendersi dallo stress ossidativo, generato dai danni degli stili di vita, compresi il fumo e l’inquinamento. «Ma il vero valore dei fiori a tavola sta nella diversità nutrizionale. Arricchiscono i piatti di fitocomposti, sostanze che agiscono in sinergia e rendono la dieta variegata e amica della salute». Un vantaggio di cui beneficiano anche i batteri “buoni” dell’intestino che producono acidi grassi a catena corta dall’azione antinfiammatoria a partire dalle fibre solubili presenti nei loro petali. Alcuni fiori pizzicano il palato con note frizzanti, altri conquistano con una dolcezza delicata. In questa selezione scopri quali scegliere e come portarli in tavola.

INSALATE DI BORRAGINE

I fiori dal gusto agrumato sono perfetti per dare un tocco più fresco a contorni, primi e secondi piatti. I petali di borragine, crudi e di un intenso blu, per esempio hanno un sapore che ricorda quello del limone. Quelli freschi sono particolarmente ricchi di acqua. «Contengono anche flavonoidi che contribuiscono sia al gusto sia al potenziale effetto antiossidante». Un abbinamento da provare? Mixa i fiori freschi e gli steli con della misticanza, dei semi di lino tritati e del formaggio di capra oppure del tofu. Sono ottimi anche aggiunti a fine cottura a degli spaghetti integrali, con del tonno al naturale oppure dei filetti di salmone, conditi con succo di limone e olio evo. 

PANINI DI NASTURZIO

I petali di nasturzio dal colore giallo-arancione spiccano invece per il loro sapore piccante, simile a quello della rucola. Sono particolarmente carichi di carotenoidi. «Assicurano anche vitamina C e composti solforati, simili a quelli presenti nei broccoli e nelle altre crucifere». Possono essere consumati crudi in insalata, oppure saltati in padella con un filo di olio per migliorare l’assorbimento del betacarotene, precursore della vitamina A di cui sono ricchi. I mix da provare? Le foglie con le uova nelle frittate, in alternativa agli asparagi, i petali crudi invece sulle bruschette di pane integrale insieme a della ricotta fresca e dei pinoli tostati oppure in un panino di segale con della crema di anacardi insieme a del petto di pollo grigliato, degli spinacini freschi e dell’avocado.

MACEDONIA DI LAVANDA

La begonia è perfetta da gustare a fine pasto o come spuntino di metà mattina o pomeriggio. I fiori hanno colori brillanti e vivaci, dal rosa al rosso intenso, passando per tonalità arancioni e gialle, e un gusto acidulo simile al ribes, che li rende ideali per le macedonie di frutta di stagione. «Dal punto di vista nutrizionale sono ricchi di acidi organici che aiutano la digestione». Ma se ami particolarmente i sapori dolci, vale la pena provare i fiori di violetta che richiamano il gusto del miele e apportano antociani, pigmenti con azione antiossidante. Altrettanto preziosa è la lavanda. Questi fiori si prestano anche a un parfait di frutta da consumare a fine pasto come dessert oppure per una colazione. In un bicchiere basta alternare fiocchi di avena, strati di fragole o albicocche e yogurt greco, inserendo qualche fiore commestibile tra uno strato e l’altro.

Per non sbagliare

Non tutti i fiori sono commestibili. «Per gustarli in sicurezza, occorre scegliere fiori coltivati per uso alimentare e prodotti senza l’impiego di trattamenti chimici» consiglia la nutrizionista Federica Patrinicola. Dopo averli acquistati, attenzione anche alla conservazione. I fiori commestibili freschi vanno riposti in frigorifero e consumati entro massimo un paio di giorni. Infine, per evitare che i petali appassiscano e perdano le loro proprietà, vanno lavati e staccati dalla corolla poco prima di utilizzarli.

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