Birra, musica, festival, giovani. Quattro parole per un primo identikit. Troppo poche? Basta aggiungere Germania, storia medievale, mercatini di Natale, Baviera del Nord, architettura gotica, per tracciare la silhouette di Norimberga. Prova a immaginarla tra la fine dell’estate e l’autunno, quando lungo il Pegnitz si accendono la voglia di ballare, la giostra delle barche dei pescatori, i concerti folk e le luci delle bancarelle.
È qui la festa?
Si chiama Altstadtfest, ovvero la Festa della Città Vecchia, e dal 16 settembre al 4 ottobre accompagna tra l’Insel Schütt e la piazza Hans-Sachs. Vale a dire il cuore del nucleo medievale, una folla di tedeschi (e non) davanti al grande palco: in attesa che il sindaco spilli la prima botte di birra e la banda dia il via alle due settimane più allegre dell’anno. Un’alternativa all’Oktoberfest di Monaco? Non esattamente. Norimberga (tourismus.nuernberg.de/en) garantisce che il suo appuntamento è più originale e più antico.

La stessa autenticità sembra caratterizzi le fiere popolari sul lago di Dutzendteich che si svolgono due volte l’anno (in primavera e in autunno) e aprono un capitolo goloso sugli assaggi tradizionali. La bratwurst, famosa salsiccia di Norimberga la cui ricetta pare risalga al 1300, i lebkuchen, biscotti di noci, miele e spezie simbolo del Natale, o lo schäufele francone, la spalla di maiale al forno, competitor dello stinco suino di Monaco.
Sull’antica rotta delle spezie
Peccati di gola a parte, ci sono più profonde ragioni per esplorare Norimberga, magari in un long weekend. Il suo centro storico – poco più di un chilometro quadrato concluso da una cinta muraria con quattro torrioni cinquecenteschi – è di fatto la fusione di due borghi medievali che prendevano il nome da due bellissime chiese. San Sebold, con il Castello Imperiale, (a nord) e San Lorenz (nell’area meridionale).
Nel mezzo la Piazza del Mercato, fulcro dei fiorenti commerci di spezie e zafferano fino al 1400, secolo dopo il quale si registrò un crollo del benessere a causa dell’apertura di altre rotte di scambio, via mare anziché via terra. E così, forte di 50mila abitanti e di una ricchezza costruita nel 1300 sulla produzione di carta grazie ai numerosi molinisul Pegnitz, Norimberga dovette fare i conti con la sua prima crisi economica.
Tra torri e tetti
L’ascesa al Kaiserburg (il Castello) regala una vista eccezionale, ancora più bella se hai vogliadi affrontare i 113 scalini della torre Sinwell (Torre profonda) costruita nel XIII secolo. Ai piedi del maniero, dove abitarono intorno all’anno Mille gli imperatori del Sacro Romano Impero e che fu requisito dal Partito Nazionalsocialista già dal 1933, è consigliabile una passeggiata tra le suggestive case medievali con la facciata a traliccio.

Le piazzette qui hanno un che di fiabesco.Tra i tetti spioventi si trova la casa-museo di Albrecht Dürer, il più grande esponente della pittura tedesca rinascimentale e incisore di pregio. L’abitazione in pietra è stata restaurata, così come l’80 per cento degli edifici in arenaria rosa di Norimberga pesantemente bombardata, tra il 1943 e il 1945, perché città simbolo del Terzo Reich e sede dell’area dei raduni hitleriani.
Dettagli da scoprire
Il ponte più famoso e instagrammabile di Norimberga è sicuramente il Fleischbrücke. È del 1598, ha resistito ai secoli e ai bombardamenti, e nel suo curioso portale spicca un grosso toro in pietra. Detto il “ponte della carne”, collega il quartiere San Sebald con quello di San Lorenz e sembra fosse usato per trasportare le bestie al macello. Altra tappa va alla “Fontana bella” (Schöner Brunnen): è variopinta, si trova nella Piazza del Mercato, davanti alla Chiesa di Nostra Signora, risale al 1398, ha la forma di una guglia, è alta quasi 20 metri ed è ornata da 40 statue. Tanto ricca di simbolismo quanto immortalata a ogni ora del giorno, la fontana rievoca figure bibliche, allegoriche e reali.
Sembra quasi una giostra in technicolor: difficile distogliere lo sguardo dalle vesti dipinte dei quattro padri della Chiesa, dei sette principi elettori, delle sette arti liberali, dei nove eroi, dei quattro evangelisti, dei sette profeti, dal barbuto Mosè e dalla raffigurazione della Filosofia. E se il pinnacolo dorato non è sufficiente per un reel davvero “wow”, gira lo smartphone verso la facciata gotica di Nostra Signora e resterai sbalordito dall’orologio con i Männleinlaufen (gli uomini in corsa) che ogni giorno a mezzogiorno commemorano l’editto della Bolla Aurea del 1356. Come? I sette principi elettori, che circondano l’imperatore sul trono, escono dalle nicchie e iniziano a muoversi mentre i musici animano il carillon.

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