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Filippo Bisciglia: «Dietro ogni falò c’è una storia vera»

Da 13 estati ascolta amori, dubbi e addii senza mettersi al centro della scena. Il conduttore di Temptation Island ci racconta il docu-reality che mette alla prova le coppiee ci spiega cosa continua a emozionarlo (e a emozionare anche noi!) e come sono cambiate le relazioni

Il conduttore Filippo Bisciglia
CREDITS: Gianluca Saragò

«Nel mio palazzo la piscina condominiale apriva il 1º giugno per cui quando faccio il primo tuffo mi riporta alla mente quelle estati». Per Filippo Bisciglia i ricordi hanno il profumo della bella stagione. E non è un caso: con il suo tono caldo e rassicurante è ormai il volto che accompagna l’estate degli italiani grazie a Temptation Island, programma cult in prima serata su Canale 5 (a cura di Raffaella Mennoia, prodotto da Fascino P.g.t per Mediaset, regia di Andrea Vicario). Ma non riaffiorano solo immagini. «Ogni volta che assaggiavo un frutto estivo, nonna o mamma mi dicevano sempre di esprimere un desiderio. Fragole, melone e anguria mi riportano a quei momenti. E poi, quando ero piccolo, c’era il Festivalbar, appena vedevo in tv la pubblicità significava: vacanze. Oggi è la stessa cosa: quando sento la sigla di Temptation, per me è iniziata l’estate».

13esima edizione condotta da te. Novità?

«Formula, villaggi e situazioni sono gli stessi. La differenza è che quest’anno sono tutti giovani, il più grande ha 32 anni».

Ti piacerebbe prendere parte ai casting?

«Toglierebbe quell’emozione che proviamo sia io sia le coppie la prima volta in cui ci vediamo allo sbarco. Non è semplice da descriverlo come momento: da un lato ci sono io che li conosco benissimo perché so le storie, studio i video che hanno mandato e loro hanno confidenza con me a livello televisivo. È come se ci conoscessimo già da tempo e credo arrivi anche ai telespettatori».

Si percepisce la tua sensibilità.

«Mi reputo empatico. Sono del cancro e chi se ne intende di segni zodiacali sa che sono come una spugna, vivo le loro emozioni. Ritengo che non si debba mai esagerare perché si parla di sentimenti. Le decisioni di certo non spettano a me e, sarà scontato da dire, va ricordato».

Anche durante i confronti al falò si è notato il tuo essere in ascolto.

«È un aspetto molto importante. È capitatoche intervenissi, ma deve essere un momento fondamentale di dialogotra i due. Protagonistesono e resteranno sempre le nostre coppie».

Hai acquisito consapevolezza.

«Si cerca di migliorare sempre di più. Sono contento di portare a teatro Prima della prima – Il mio viaggio nei sentimenti in cui racconterò tutto ciò che accade prima di entrare in scena, anche nei camerini e si parlerà appunto di sentimenti».

Qual è il limite da non oltrepassare?

«Inerente al programma purtroppo non riesco tanto a celare ciò che provo, tant’è vero che in più di un’occasione mi sono commosso. Anche quest’anno, piccolo spoiler, ho pianto un po’ pesantemente in due situazioni, avrei voluto davvero andare ad abbracciare i protagonisti, ma mi sono trattenuto, però è stato un momento di forte condivisione. Immagino da casa con montaggio e musiche sarà meraviglioso».

E il limite rispetto a ciò che ti riguarda?

«Non ne ho e non me li metto. Racconterò tutto in questo spettacolo, sarò vero».

Trasmetti l’idea di essere una persona con cui potersi confidare.

«Sono sempre stato così, già da piccolo con i miei amici: ci si metteva sul divano e loro mi raccontavano. Lo faccio ancora oggi, per esempio con mio nipote ventenne, quando si è lasciato con la fidanzata ha cercato subito me. La cosa simpatica è che in tanti mi scrivono in privato sui social. Vorrei rispondere, ma non è semplice star dietro a tutto e tutti».

Ti vedono come un punto di riferimento.

«Non pretendo di esserlo, ma che arrivi l’autenticità».

In tutti questi anni qual è il momento più emozionante di Temptation Island?

«È e sarà sempre il falò di confronto, ma quello in cui qualcuno ha capito che forse stava facendo un errore, torna sui propri passi, si commuove, si rende conto della persona che ha affianco, piange e io con loro. Tante coppie inizialmente si erano lasciate, poi, quando hanno avuto l’opportunità di rincontrarsi in un secondo falò, sono tornate a casa insieme».

E il più difficile?

«Forse quando si lasciano dopo una storia lunga, con ancora un po’ di sentimento e tu lo senti. È toccante e fa male perché si vogliono bene ma non riescono a trovare un modo per andare d’accordo».

L’anno scorso Temptation Island ha superato il 30% di share, un grande riscontro anche in un periodo in cui si esce e si sta poco davanti alla tv. Come te lo spieghi?

«Secondo me la forza di questo programma è l’immedesimazione delle persone da casa. Con chiunque parli, qualsiasi mestiere faccia, tutti vedono Temptation. Si divertono, si appassionano. Quando mi viene detto: “Ma possono fare cose così?” Io guardo questa persona e rispondo: «Ma ti ricordi quando un tuo amico fuori dalla discoteca ha fatto la scenata di gelosia perché la fidanzata aveva parlato con l’altro?”. È un esempio di come tutto ciò a cui si assiste lo abbiamo visto o vissuto o in prima persona o da qualcuno che è stato al nostro fianco».

Guardando le coppie viene da pensare che Temptation Island racconti molto bene chi siamo. È così secondo te?

«In più di un’occasione ci sono stati esperti psicologi che mi hanno detto di guardarlo per studiare i ragazzi. Temptation è un evento e mentre te lo dico, da scaramantico quale sono, tocco ferro».

A proposito dell’essere specchio dei tempi. Quest’anno colpisce quanto nelle coppie, oltre a una mancanza di fiducia, entrino in gioco social, chat e perfino l’intelligenza artificiale. Sono davvero diventati una nuova tentazione?

«In 4-5 coppie di mezzo ci sono le chat. È come se anche i social siano una sorta di tentazione e tutto può partire da un like o da un cuoricino. Oggi si possono inventare chat con l’IA ed è pericoloso. Sempre più spesso si finisce per spiare l’Instagram del partner, ma non è un atteggiamento giusto perché se ci si fida non si deve arrivare a controllare il telefonino».

Si parla di educazione sentimentale da fare a scuola. Lo stesso Temptation può essere un’occasione per affrontare alcuni argomenti.

«Certo, guardando una puntata insieme, una mamma può dire che non ci si comporta così o, invece, evidenziare come quel gesto possa essere carino. La famiglia è essenziale: devono esserci una madre, un padre o una sorella… che sappiano indirizzare ai sentimenti. Noi siamo cresciuti con le nonne che ci hanno insegnato ad amare».

In Ancora più sexy, la commedia ora su Amazon Prime, in quanto consigliere di Bruno (Mario Ermito) dici: «La gentilezza è importante verso tutti gli esseri umani».

«È così. Seguo su Instagram Bulli Stop e quando vedo dei video a riguardo mi commuovo tanto e mi chiedo come sia possibile che non ci sia nessuno che spieghi a questi ragazzi che cosa voglia dire l’amore, che insegni loro a sapersi comportare e quanto sia bello essere dolci e magari rendersi utili per gli altri. Torniamo a ciò che dicevamo prima: parte tutto da casa. Se purtroppo non si ha un buon esempio, allora è giusto che intervenga la scuola».

A proposito di fiducia: quanto è stato importante ricevere quella di Maria De Filippi quando magari nessuno voleva scommettere su di te?

«Quando sono stato scelto da Maria per me è stata un’emozione fortissima, le voglio proprio bene».

Hai dimostrato versatilità, pensi di sfruttarla anche nello spettacolo?

«Sì da Amici Celebrities a Tale & Quale Show ho avuto modo di mettermi alla prova e nello spettacolo diretto da Siddhartha Prestinari faremo anche una parodia simpatica legata a Temptation, canterò, farò imitazioni. Ci saranno più Filippo».

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