ABBONAMENTI

Nikita Perotti: «Il prossimo passo»

Ha 22 anni, ma si sente già «vecchio dentro». Sarà per questo che non ha fretta: studia, sperimenta, cambia ruolo e sogna...di fare il conduttore. Dopo la vittoria a Ballando con le stelle, ora è a teatro. Ma il bello deve ancora cominciare

CREDITS: Marcello Rapallino

A 22 anni ha già conquistato una finale, una vittoria (con Andrea Delogu) e il cuore del pubblico di Ballando con le stelle. E nell’edizione di quest’anno lo ritroviamo al fianco di Aurora Ramazzotti. Ma Nikita Perotti non ha nessuna intenzione di fermarsi. Lo troviamo a teatro accanto a Giovanni Pernice, mentre studia recitazione, si mette alla prova davanti alle telecamere e sogna, un giorno, di diventare conduttore. Del successo non sembra avere l’ansia: preferisce imparare, sperimentare, mettersi alla prova. E, soprattutto, restare se stesso. Anche se, a sentirlo, dentro si sente ancora un po’ “vecchio”: «Sono nato vecchio dentro, ma sto migliorando». Ride, ma forse è proprio questa la sua forza.

Sei a teatro con Shall We Dance!, lo spettacolo ideato da Giovanni Pernice. Ti sta piacendo?

«Molto, imparo cose nuove, faccio stili diversi, mi sto divertendo. È un’esperienza che apre la mente. Quando ballo io entro in un mondo tutto mio e solo dopo mi accorgo del pubblico. Fino al 30 settembre saremo a Roma, al teatro Sistina».

Con Giovanni siete rivali in tivù?

«Sotto sotto un po’ sì, ma io sono soprattutto in competizione con me stesso, non mi accontento mai e sono focalizzato sulla mia ballerina: voglio che si diverta».

Partecipare (e vincere) Ballando on the road, due anni fa, è stata un’ottima idea?

«Un’ideona che mi ha cambiato la vita! Non mi aspettavo assolutamente di essere scelto da Milly Carlucci come maestro, anche se io e Sophia Berto avevamo vinto la gara».

Ballare in tivù è sicuramente diverso. È stato difficile all’inizio?

«Ho dovuto capire i “codici” di quel mondoche non conoscevo e cercare di non fare casoalle telecamere che ci seguivano ovunque.Ci sono volute tre settimane per orientarmi, poi ho iniziato a divertirmi e a concentrarmi sulle coreografie. Da lì è andato tutto bene».

A 20 anni sei sembrato subito un adulto, con le idee chiare. Secondo te è il ballo che fa maturare in fretta?

«Sia la danza sia il calcio mi hanno fatto crescere velocemente. Fino a 18 anni ho giocato come portiere, poi ho dovuto scegliere e lasciare il calcio mi è spiaciuto molto. Anche mio padre da giovane aveva fatto il calciatore ma poi è diventato un ingegnere e ora si occupa di Alta Velocità».

Quando hai iniziato a studiare danza?

«Avevo tre anni e i miei genitori pensavano che sarebbe stato utile per la coordinazione motoria, anche perché da piccolo avevo i piedi imperfetti, un po’ storti, “a banana”. Direi che hanno avuto l’idea giusta, visto che quest’anno ho avuto l’onore di ballare, perdue volte, con Eleonora Abbagnato, per lo show di Rai Uno Siamo danza, e sul palco del galàLa nuit des Etoiles, a Olbia. Eleonora è fortissima e meravigliosa».

Anche tua mamma, Veronika Pigoreva, che è russa, era una ballerina?

«No, però aveva lavorato in qualche musical».

Tu parli il russo?

«Da piccolo di più, ma anche ora un po’ lo parlo e quando andavo in Russia a trovare i miei parenti li capivo abbastanza bene».

Cosa ti ha rubato la danza?

«Niente, non ho rimpianti, non mi è mai piaciuto andare in discoteca e fare tardi la sera. I miei amici mi assomigliano, siamo tranquilli, preferiamo andare al cinema, o magari stare a casa a guardarci la tivù oppure giocare a carte. Sono sempre stato molto severo con me stesso, da bambino, se qualcosa non mi riusciva quasi mi odiavo. È che io sono nato “vecchio dentro”, ma sto migliorando (ride, ndr)».

Anche tuo fratello è un ballerino?

«Sì, e Milly Carlucci è da un po’ che lo sta studiando, lo tiene d’occhio! Anche perché 11 anni fa, da bambino, aveva partecipato a Ballando on the road. Ora ha 19 anni, si chiama Viktor ed è completamente diverso da me! Io sono pacato, lui è istintivo e ha un’aria “selvaggia”, con suoi capelli lunghi. Sicuramente gli piacerebbe lavorare con Milly».

Hai esordito a Ballando nel 2024, con Anna Lou Castoldi, la figliadi Morgan e Asia Argento, siete arrivati in finale. Vi sentite ancora?

«Ogni tanto, perché siamo entrambi molto impegnati, ma quando ci vediamo sono sempre grandi abbracci».

Sembri avere una capacità speciale di metterti in connessione con le tue partner, è una tua dote innata?

«Sì, l’ho sempre avuta, perché nei miei momenti no avreivoluto che qualcuno mi dicesse:“Va tutto bene” e mi abbracciasse. Così cerco di capire le personeper togliere il loro scudo. Vorrei esserel’amico che io avrei voluto vicino».

L’hanno scorso eri il maestro di Andrea Delogu, tra voi c’è stata subito una grande intesa, ti aveva conquistato la sua personalità?

«Sì, ci siamo trovati subito perché anche lei è molto empatica. Aveva tanta voglia di fare e mi ha spinto a dare il massimo. Mi sono fatto in quattro perché fosse contenta. Lei si è fidata, sentivamo la competizione ma soprattutto c’era la voglia di fare bene per divertire il pubblico».

Non sei mai sembrato in soggezione anche se lei era più grande di te e famosa, è così?

«È vero, non mi sono mai sentito in soggezione, nemmeno i primi giorni. Lei era gentile e io mi sono semplicemente tirato sule maniche».

Hai condiviso con Andrea un momento drammatico, la morte di suo fratello, Evan Oscar (18 anni).

«Ho sentito che dovevo starle vicino perché tra noi si era creato un rapporto molto forte e avrei accettato qualsiasi decisione lei avesse preso riguardo alla nostra gara. Ma Andrea poi ha avuto la forza di tornare e alla fine abbiamo anche vinto».

È vero che per lei sei diventato un po’ uno di famiglia?

«Sì, mi hanno veramente accolto, noi siamo amici e sua mamma spesso mi invita a pranzo o a cena».

La vostra amicizia è continuata anche sul piano lavorativo, sei entrato nel cast del suo programma, La porta magica (Rai Due), un’altra esperienza nuova?

«Sì, e mi piace tantissimo. Adesso è lei che fa a me da maestra! Mi sta insegnando tantissime cose sul mondo della tivù, mi dà tanti consigli. Io insegno a ballare ai suoi ospiti e a volte la assisto nei giochi e poi faccio le domande al pubblico. Sto imparando molto, tanto che ho sperimentato anche il ruolo di inviato per La volta buona, il programma di Caterina Balivo. Faccio cose nuove e mi piace, ho voglia di imparare».

Secondo te come te la sei cavata nei nuovi ruoli?

«Abbastanza bene mi pare, anche grazie ai consigli di Andrea».

Ma tu cosa vuoi fare da grande, il coreografo o l’inviato?

«In realtà mi piacerebbe fare il conduttore. Vorrei seguire l’esempio di Stefano De Martino. Anche lui ha iniziato come ballerino, ad Amici, il programma di Maria De Filippi e adesso conduce programmi. Sto studiando recitazione, perché anche il mondo del cinema mi interessa molto e poi studio canto, ma tranquilli, non farò mai il cantante, sono piuttosto stonato (ride, ndr)».

Qual è il difetto che ti rimproverano di solito?

«Che mi faccio troppo gli affari miei e tendo a stare in disparte. Mamma invece mi diceva sempre che sono testardo».

A casa come hanno vissuto il tuo successo?

«Bene, ma sempre con i piedi per terra, in famiglia non si sperticano mai in elogi. Gli amici invece mi dicono che sono orgogliosi di me, mi mandano messaggi».

E i fan invece cosa ti dicono?

«Mi fanno i complimenti per il mio carattere, a volte mi dicono anche che sono bello (ride, ndr). Per strada mi fermano per un selfie e molti mi abbracciano, anche ragazzi, non solo ragazze».

Hai lasciato la tua Chivasso per Roma. Ti manca qualcosa?

«Sì, io vengo dalla provincia, è tutto più tranquillo. Mi manca un po’ il verde, a Roma ci sono troppe macchine! Ma soprattutto mi mancano gli amici di sempre».

Mi dici cosa ti fa felice, escludendo il tuo lavoro?

«La famiglia e la natura, amo tanto gli animali. E poi ascoltare musica e anche leggere, mi piacciono i libri di Gianluca Gotto».

Sei fidanzato o innamorato?

«No, anzi confesso di non essere mai stato fidanzato! Ho avuto due storie ma molto brevi, perché non ho mai avuto tempo. Il ballo e le gare mi hanno fatto molto viaggiare. Adesso però non mi dispiacerebbe innamorarmi, chissà, vedremo!».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

NEXT