La foto sembra uscita da un vecchio album di famiglia: una donna bacia il suo amato con una passione e una naturalezza che raccontano già molto di lei. Sessant’anni dopo, quella stessa donna è diventata una star dei social.
È Licia Fertz, classe 1930, splendida novantaseienne, temperamento da “mula” triestina, come le piace sottolineare. Da qualche anno, oltre ai social e alle riviste, ha conquistato donne, uomini, nonni, bambini e perfino Babbo Natale – o perlomeno qualcuno che si spacciava per tale – a cui ha rifilato un sonoro due di picche!
Con lei, il nipote Emanuele Usai, che con grande naturalezza accompagna la nonna nell’intervista.
A febbraio è uscito il loro secondo libro, C’è sempre tempo per ricominciare (vedi il box nella pagina accanto), nato da vecchie foto, ricordi e chiacchierate, dove, a differenza del primo (Non c’è tempo per essere tristi), Emanuele racconta anche il suo punto di vista di caregiver.
Nel libro ci sono le foto che il nipote ha scattato alla nonna nel corso degli anni, insieme ai suoi ricordi e alle loro conversazioni. È un libro divertente e sincero, proprio come Licia, che ha un umorismo diretto e sa dire le cose con una semplicità disarmante.
Una pagina fa sorridere, quella dopo può arrivare dritta al cuore. L’ironia di Licia attraversa tutto il libro ed Emanuele sa starle dietro, cogliendone ogni sfumatura.
Sono complici, prima ancora che nonna e nipote. Il loro rapporto nasce da un legame che negli anni è diventato ancora più forte e che va oltre i ruoli familiari.
Da quando, in un terribile giorno di settembre di trentasette anni fa, Marina, madre di Emanuele e figlia di Licia, è morta improvvisamente a soli ventotto anni, Licia è stata per Emanuele mamma, amica, confidente e… ovviamente, una dolcissima nonna fuori dagli schemi.
A proposito di originalità, Licia, lei è stata la prima ragazza a mettere il bikini a Viterbo, creando un po’ di subbuglio, perché come scrive nel suo libro: “I luoghi comuni sono posti sempre affollati”.
Licia «Sono stata la prima e decisamente chiacchierata! Per fare una cosa del genere c’è voluto coraggio, ma a me che me ne importa, la vita è la mia. Basta avere rispetto per il prossimo e non giudicare mai nessuno. Io non l’ho mai fatto, ma gli altri invece hanno giudicato me! Soprattutto con questo bikini; e dire che ne ho avevo uno serio, non uno di quelli davvero succinti, che si legano da una coscia all’altra con uno spago!».
Emanuele, il bikini di nonna Licia ha fatto scalpore sessant’anni fa, così come lo fa oggi
Emanuele «Ogni estate facciamo dei reel al mare e com’è naturale che sia, siamo in costume. Sotto questi reel, che raggiungono anche i quattro milioni di visualizzazioni, molte persone giudicano e disapprovano. Ho capito però che in realtà non stanno criticando nonna in quanto tale, ma l’idea di nonna e di vecchiaia che abbiamo voluto portare. Inizialmente il nostro progetto è nato proprio per distrarre Licia dalla depressione dopo la morte di nonno Aldo. Con il tempo, abbiamo iniziato a raccontare un tipo di vecchiaia che è reale ma non ancora universale e a cui molte persone ambiscono. Perché come ripete sempre nonna anche se si è novantenni ci si può vestire colorati, con accessori allegri. Lo spirito è quello che ti fa vivere! E fa vivere anche gli altri».
Tra l’altro, Licia, il suo consulente di look, come raccontate nel libro, è proprio Emanuele.
Licia «È lui! È lui che mi ha ridato la vita più di una volta, veramente. Dopo la morte del mio amatissimo marito Aldo, non avevo più uno scopo; una mattina Emanuele si presentò con una valigia piena zeppa di vestiti colorati e un rossetto nuovo. Iniziò a vestirmi, truccarmi e scattare foto, ridandomi una ragione per vivere!».
Emanuele «Una delle cose per cui sono più grato a mia nonna è avermi sempre spinto a essere me stesso. Quando compravamo i vestiti, mi suggeriva di scegliere quelli che non aveva nessuno. Per me, giocare con lo stile, è sempre stata un’ attitudine spontanea».
Che educazione ti ha dato nonna Licia?
Emanuele «Mi ha cresciuto con un’idea di libertà, a patto di contraccambiare con sincerità e rispetto. Mi ha fatto vivere l’infanzia in modo libero e senza ansie. Una scelta premiante sia per responsabilità sia per gratitudine. La stessa educazione che vorrei trasmettere a mia figlia Arianna».
Parliamo di viaggi. Licia, lei sostiene che il viaggio per le persone anziane sia una vera terapia.
Licia «Quello che non ho voluto fare da giovane, lo faccio adesso. La vecchiaia non è una malattia, è un modo per liberarsi di tante cose e fare quello che ti passa per la testa. Sono una vecchia felice: adoro viaggiare, parlare con la gente. Mi piace scoprire posti nuovi e le persone mi regalano affetto e voglia di andare avanti. Quando mi chiedono qual è il mio viaggio, colore o cibo preferito, non so mai cosa rispondere, perché mi entusiasmo per qualsiasi cosa bella. È uno dei miei segreti. Il viaggio in Sicilia o quello fatto nel paesino sperduto a tre chilometri da casa hanno lo stesso sapore, la stessa gioia!».
Emanuele «Oltre a essere un pittoresco indicatore del carattere di mia nonna, l’entusiasmo con cui affronta la terza o quarta età e spezza la routine ha un impatto potentissimo: offre nuovi stimoli, responsabilità e piccoli obiettivi, favorendo anche il rilascio di endorfine. Noi invitiamo spesso i nipoti a portare i propri nonni anche solo a mangiare una pizza e abbiamo iniziato a organizzare viaggi di gruppo nonni-nipoti. Il primo è stato l’anno scorso a Firenze. Con l’iniziativa “adotta un nonno”, poi, le persone scoprono il piacere di stare accanto agli anziani e dare una mano. L’ultimo giorno facciamo il “cambio nonno”, un modo semplice per favorire l’incontro e creare nuove relazioni».
Tra gli stimoli che Emanuele ha fatto conoscere a Licia, ci sono gli audiolibri, lui legge i libri, lei li ascolta, e poi li commentano. Licia, un audiolibro ascoltato ultimamente che ci suggerisce?
«La portalettere di Francesca Giannone. Semplice, ma bellissimo. Alterno libri e podcast, per quanto le serie crime siano per me un po’ troppo violente. Ho iniziato gli audiolibri con i romanzi di Agatha Christie che è sempre stata una delle mie autrici preferite e di cui avevo letto tutto in gioventù. Lei racconta la storia, senza la spettacolarizzazione del dolore che spesso si incontra nei podcast».
C’è invece un viaggio che non ha ancora fatto, ma che le piacerebbe fare?
Licia «Certo, e lo facciamo presto, perché adesso fa ancora troppo caldo: Londra! Una città non ancora vista, ma già piena di ricordi».
Emanuele «Mia madre era innamorata di Londra, la nonna ne ha sempre sentito parlare, ma non c’è mai stata. È arrivato il momento di organizzare il viaggio. Tra l’altro, una giornalista della Bbc è già pronta a intervistarla: l’ha inserita tra le cento donne dell’anno e la vuole assolutamente incontrare».
A Londra, siamo sicure, insieme a Emanuele e nonna Licia ci sarà anche Marina, che continua a essere una presenza fortissima nella loro vita e nei loro viaggi. Soprattutto in questo, verso quella città tanto amata e raccontata che finalmente potranno vedere insieme. Un viaggio nel quale ci sarà spazio per i ricordi, per le risate e per quella complicità che ha aiutato entrambi a diventare le persone che sono oggi.
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