Da bambina avrebbe voluto chiamarsi Giulia e fare la scrittrice. Poi, quasi per caso, una fotografa ha visto qualcosa in lei e l’ha mandata a un provino. Il resto è arrivato poco alla volta: i set, i personaggi, le fiction di successo e una passione per questo mestiere che non si è più fermata. Oggi Neva Leoni continua a recitare, ma nella sua vita fuori dal set ci sono soprattutto le persone che ama: il marito Claudio, con cui sta insieme da dodici anni e che ancora oggi le fa venire «una gran cotta», la sorella Margherita, tre gatti, gli amici con cui canta a squarciagola e un sogno che non ha mai abbandonato. Quello di scrivere una storia tutta sua. Intanto, dal 25 ottobre la vedremo su Rai Uno in Libera – Il caso Elena Palma, dove interpreta NinaDe Angelis, un personaggio molto diverso da lei, che le ha permesso di mettersi ancora una volta alla prova. Tra un ricordo d’infanzia, un matrimonio finito tra cenere e pompieri e un viaggio in Namibia che le è rimasto nel cuore, Neva ci racconta una vita fattadi incontri, passioni e piccole fortune. Con molta ironia e senza prendersi troppo sul serio.
Che origine ha il tuo nome?
«Mamma, da adolescente aveva letto la storia di Neva, un capotribù latinoamericano e ne era rimasta affascinata, in più le suonava bene, quando sono nata ha deciso che mi sarei chiamata così e papà ha acconsentito».
A te da bambina piaceva?
«Già in prima elementare la domanda che mi sentivo fare più spesso era perché mi chiamavo così. Ne ero molto infastidita, perché i bambini vogliono essere come tutti gli altri. Io avrei voluto chiamarmi Giulia, un nome bello, semplice, che tutti sanno come si scrive! Solo da grande ho imparato ad apprezzare fino in fondo la mia particolarità».
Hai iniziato a recitare a 16 anni. Come sei finita sul set?
«Mamma conosceva una fotografa e aveva portato me e mia sorella Margherita a fare degli scatti. Era in contatto con un’agente che stava cercando ragazze giovani da proporre per un cast, così le ha mandate e mi hanno chiamata. Ho fatto un provino e mi sono innamorata subito di questo mestiere».
Era un tuo sogno o da piccola pensavi di fare la veterinaria?
«Ho capito solo dopo che era quello che avevo sempre voluto, ripensando a quando da bambina mettevo in piedi delle piccole recite per i parenti. Allora in realtà pensavo che sarei diventata una scrittrice (e lo penso ancora oggi)».
Hai iniziato subito con un regista importante come Giovanni Veronesi: è successo tutto molto in fretta. Hai mai corso il rischio di montarti un po’ la testa?
«Magari sì, ma spero di non essere mai stata insopportabile. Di carattere ero timida, recitare mi piaceva, farmi vedere fuori dal set invece mi metteva ansia».
So che hai studiato canto, era per avere una carta in più come attrice o sognavi Sanremo?
«Da ragazzina cantare era una mia passione non arginabile, allora i miei hanno pensato: “Tanto vale che lo faccia bene, iscriviamola a una scuola”. Io però non ho mai pensato di fare della musica un lavoro, era una cosa mia. Ora canto spesso a casa con gli amici, facciamo bei cori!».
Anche tua sorella minore, Margherita, ti seguiva nelle esplorazioni artistiche?
«No, lei è molto diversa, molto più giusta di me su tante cose, è la mia altra metà e le differenze sono il bello del nostro rapporto».
Ti abbiamo vista in tante fiction famose, da Che Dio ci aiuti a Questo nostro amore, Il paradiso delle signore, Il Patriarca o Cuori. Ogni personaggio ti lascia qualcosa anche nella vita di tutti i giorni?
«Cerco di non portarmi dietro i miei personaggi, mi piace studiarli e amo lavorare alla loro costruzione con il regista e gli autori. Ho sempre l’impressione che siano in armonia con la fase la vita che sto passando in quel momento, ma forse sono io che li faccio coincidere. È un bell’esercizio di empatia e autoanalisi e ti permette di vivere altre vite».
Dal 25 ottobre sarai su Rai Uno con Libera – Il caso Elena Palma. Tu sei una new entry in questa serie che è alla seconda stagione: come ti hanno accolta?
«Per fortuna conoscevo già bene Matteo Martari e Gaetano Bruno con cui avevo lavorato, ma tutto il cast è stato gentile con me, ho trovato persone aperte e molto divertenti. Monica Dugo è di una dolcezza infinita, ma tutti sono stati subito amichevoli, perché il regista ha creato una squadra unita. Abbiamo girato a Trieste che mi è piaciuta tanto, lì fanno dei dolci pazzeschi, me li sognerò per molto tempo!».
Con Lunetta Savino avevi già lavorato?
«No, mai. L’ho trovata splendida, bravissima e veramente accogliente, ha reso il lavoro facile perché riusciva sempre a mantenere sereno l’ambiente».
Tu interpreti Nina De Angelis, un’insegnante che ha perso la custodia del figlio, è un personaggio profondo e intricato, è stato facile entrarci?
«No, l’avevo immaginata diversa, ho fatto un grande percorso con lei, è stata una scoperta, una bella esperienza».
Hai dovuto imparare qualcosa di nuovo?
«Sì, a parlare con la lingua dei segni, perché Nina la insegna».
Cosa ti piace di Nina?
«È una donna molto forte, è ironica anche se nella vita ha dovuto subire tanto e reinventarsi l’esistenza. Avrà a che fare con Pietro, che è interpretato da Matteo Martari, lavorare con lui che è un amico mi fa sempre sentire al sicuro».
In tivù vivi amori complicati, nella vita invece tu hai sposato l’amore di sempre?
«Esatto, stiamo insieme da 12 anni e ci siamo sposati nel 2022. La fortuna che ho è avere tutt’ora una gran cotta per mio marito! A volte mi sembra quasi un po’ ridicolo, ma lui mi piace tanto tanto! Voglio passare il resto della mia vita con Claudio (Claudio Colica, attore del duo comico Le Coliche e youtuber, ndr) lo amo in modo assoluto. Ho trovato una persona con cui non mi devo proprio snaturare, lui mi somiglia, è capace di fare sempre un passetto in più per l’altro».
Come vi siete conosciuti?
«Ho incontrato suo fratello Fabrizio a un corso di recitazione, una sera è venuto a vedere anche Claudio e abbiamo iniziato a sentirci ogni tanto da amici. Mi aveva chiesto di partecipare a un suo lavoro, ma nel frattempo mi hanno chiamata per un ruolo in Che Dio ci aiuti. Intanto ci vedevamo, ma io non volevo sentire la parola fidanzato, mi terrorizzava, perché in passato ero stata ferita da una relazione finita male. Però lui era così gentile, attento e divertente che alla fine ho capito che Claudio era la “mia persona”. Non volevo fidanzarmi con lui, ma poi l’ho sposato! (ride, ndr)».
Lavorando nello stesso ambiente ci si capisce meglio?
«Sì, facilita le cose, per esempio non c’è gelosia se uno gira una scena d’amore, non ci si lamenta per le alzatacce dell’altro».
Recitate entrambi, ma tu fai spesso ruoli drammatici, lui invece è un comico. Chi si diverte di più?
«I ruoli tragici per me non sono faticosi, una volta ho lavorato con Claudio in un suo sketch e per me era difficilissimo non ridere, non so loro come fanno a restare seri. Però credo si diverta molto di più lui. Ora anche lui sta girando una nuova serie per Rai Uno».
Parliamo del vostro matrimonio. Vi siete sposati dopo 8 anni insieme, eravate elegantissimi, in una location all’aperto, in mezzo agli alberi, molto romantico!
«Sì, ci siamo sposati con rito civile, abbiamo scelto un posto dove poter ballare con gli amici nel verde in mezzo agli alberi. Bellissimo, ma non è andata proprio come pensavo. Intanto noi dovevamo sposarci nel 2021, però due mesi prima della data è morto mio padre. Abbiamo rimandato tutto di un anno. Nell’estate del 2022 faceva un gran caldo, il giorno prima del matrimonio la wedding planner ha chiamato Claudio, raccomandandogli di non dirmi niente, perché era scoppiato un incendio proprio dove avevamo scelto di sposarci! Alla fine ci siamo sposati lo stesso, i pompieri avevano spento le fiamme ma erano lì attorno a noi per sicurezza. Quella che si vede sulle giacche blu degli invitati non è forfora è cenere! Noi però ci siamo divertitilo stesso, abbiamo ballato tanto anche se attorno a noi era tutto bruciato. E alla fine piangevamo tutti per la grande emozione!».
Quanti abiti hai cambiato?
«Nessuno, il mio vestito bianco mi piaceva tanto, non era particolarmente caro per essere un abitoda sposa, ma è in assoluto il vestito per cui ho speso di più in vita mia! Voglio tenerlo. Noi siamo rimasti famosi come “quelli dell’incendio”, per tutti quelli che poi si sono sposati in quell’agriturismo».
È cambiato qualcosa dopo?
«No, la sicurezza ce l’avevo già. Mi sono sposata perché Claudio me l’ha chiesto, felice di dirgli sì».
Avete anche comprato casa!
«Sì, è stato un grande privilegio riuscire a farlo, noi non siamo spendaccioni, abbiamo sempre messo da parte i soldi. Sono consapevole che non tutti possono farlo e sono grata di poter dire: “Casa nostra”, è una soddisfazione. Anche i gatti sono contenti, però non hanno apprezzato il trasloco. Ne abbiamo tre: Simba, Loki e Circe».
A casa cosa ti piace fare?
«Canto quello che sto pensando, leggo, a voltemi rilasso giocando ai videogame. Come casalinghi sia io sia Claudio siamo negati, veramente tremendi, ma abbiamo un’enorme capacità di sopportare il caos. Ammetto che Claudio è un pochino più ordinato di me».
Hai un libro da consigliarci?
«Ultimamente mi è piaciuto Intermezzo di Sally Rooney (Einaudi). Perché esplora la complessità del lutto e dei rapporti familiari».
Se ti dico sport?
«Faccio palestra due volte a settimana, con Claudio abbiamo provato a correre insieme, ma lui ha le gambe lunghe, non gli sto dietro, allora passeggiamo».
Quest’anno ti è capitato un giorno catastrofico?
«Sì, mi avevano chiamata per un ruolo che mi piaceva e poi hanno preso un’altra, ci sono rimasta abbastanza male».
Invece il giorno più bello?
«L’inizio del nostro viaggio in Namibia, in Africa, un’esperienza che mi ha dato tanto».
Ce l’hai un rammarico?
«Non essere ancora riuscita a scrivere una storia, so che lo farò, ce l’ho dentro, mi viene da mio padre. Lui era un architetto, ma a un certo punto si è messo a scrivere sceneggiature. Era il più grande raccontatore di favole del mondo!».
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