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Pecorelle smarrite

La famiglia Flynn, padre, madre e tre figlie, è unica nel suo genere: Bud e Catherine sono una coppia aperta e le ragazze, Abigail, Louise e Harper, dispensano intelligenza e ironia

tetto di una chiesa
CREDITS: Unsplaspecorelle smarrite

Puntata 1

Pecorelle smarrite

Quel giorno, il primo di aprile, vetta arida della stagione delle piogge, padre Andrew si stava preparando per uscire a vedere una proiezione di cinéma français al Vintage Theater quando aveva bussato alla porta la minore delle sorelle Flynn, Harper. La ragazza non metteva piede in chiesa da quando i genitori avevano scelto la coppia aperta.

Padre Andrew si considerava un prete progressista, ma la situazione coniugale dei Flynn non sembrava né qualcosa di esplorativo in stile anni sessanta né qualcosa nello stile liberal new age poli-nonsocosa di oggi, ma piuttosto una forma creativa in cui marito e moglie potevano liberamente infliggere dolore a sé stessi e alle loro tre figlie.

Harper adesso doveva avere dodici anni, pensò, forse tredici.

Harper si infilò nel suo ufficio. La vetrata istoriata proiettò una palette arcobaleno sul suo visino. Le piccole lentiggini. Il nasino leggermente all’insù. I capelli raccolti in due trecce alla francese, morbidi e bruni come il legno di un inginocchiatoio. Come il manto di un cavallo da concorso.

Le sorelle Flynn e la chiesa

Le tre sorelle Flynn, Abigail, Louise e Harper, non bazzicavano più la chiesa. Non andavano alla messa domenicale e spesso saltavano le funzioni religiose del mercoledì a scuola, presentando una giustificazione firmata dall’infermeria del Collegio delle Sacre Figlie: mal di denti, incomodi femminili, colpi di frusta, indisposizioni dovute al latte andato a male.

Erano state assenti alla recita comunitaria dell’Arca di Noè e più tardi erano state avvistate nel parcheggio, travestite da leone, volpe e riccio, a passarsi una sigaretta. Non avevano partecipato alla raccolta viveri invernale, alla passeggiata “Cristiani per la Cura”, alla corsa a tre gambe per i cani con tre zampe, al gioco “Addenta la Mela per l’Autismo” o alla “Sferruzzata per la Narcolessia”.

Ma adesso, dopo che la chiesa aveva iniziato a buttarsi sull’online, non c’erano davvero più scuse per assentarsi.

Padre Andrew era un professionista in qualche modo riverito per la sua capacità di adattamento all’era digitale, alla sua polivalenza in termini di catechesi. D’altra parte tutti i luoghi di culto in città si erano adattati ai tempi: il rabbino Hoffman aveva perfino istituito un servizio mobile per la circoncisione: Prepuzio take-away.

E invece le sorelle Flynn, tutta la famiglia Flynn: spariti. Padre Andrew ricordava quanto la famiglia amava ai tempi il gioco “Addenta la Mela per l’Autismo”, un vero peccato.

Bud Flynn e il colloquio con il padre

“Accomodati, Harper.”

Padre Andrew accennò alla sedia vuota davanti a lui.

Anche se biblicamente non c’erano coincidenze, il lungo esilio della famiglia era già stato interrotto dal padre, Bud Flynn, che solo qualche giorno prima aveva bussato e s’era accomodato proprio su quella sedia.

“Accomodati, Bud,” aveva detto padre Andrew.

“Padre, diciamo che in via del tutto ipotetica un mio amico volesse, diciamo, concludere il proprio soggiorno sulla Terra. Come se la giocherebbe, dal punto di vista spirituale?” aveva chiesto Bud.

“Come se la giocherebbe?”

“Tipo, andrebbe all’inferno… per sempre?”

“Sai com’è, il suicidio è un peccato mortale. È Dio a decidere quando è arrivata la nostra ora. Negarlo al Signore è un’eresia.”

“E lei è sicuro che nulla sfugga alle maglie di Dio? Sono belle strette?”

“Tanto quanto i controlli all’aeroporto.”

“Eresia, eh?”

Padre Andrew annuì stoico.

“Pare una roba seria.”

“Forse il tuo amico avrà voglia di riflettere a fondo su quest’impulso?”

“Sì, può essere.”

Era arrivato uno stridio acuto da un paio di pappagalli selvatici. Gli uccelli erano fuggiti qualche anno prima dalla collezione di un ricco appassionato di animali esotici e avevano fatto il nido nelle travi della chiesa. Padre Andrew aveva sperato che i pappagalli cominciassero a mangiare i moscerini, una soluzione naturale al problema, ma sembravano accontentarsi di cercare noci: lasciavano cadere i gusci sull’altare come offerte beffarde.

“Grazie, padre.”

Mentre sgattaiolava via dall’ufficio, Bud Flynn aveva lasciato una banconota da cinque dollari e una tessera punti di Mango Rooney’s nel cestino delle offerte. Mancava solo un timbro per ottenere un frullato gratis.

Harper si confessa

Adesso fu Harper a sedersi, intrecciando le mani in grembo. La camicetta stropicciata ricadeva liscia sul petto.

Adesso fu Harper a sedersi, intrecciando le mani in grembo. La camicetta stropicciata ricadeva liscia sul petto: era un corpo che non aveva ancora iniziato il viaggio da ragazza a donna. Ovvio, padre Andrew non stava certo pensando al viaggio del corpo di Harper da ragazza a donna, perché sarebbe stato sbagliato e avrebbe senz’altro comportato altre sedute dallo psicologo della parrocchia.

“Mibenedicapadreperchéhopeccato,” disse Harper Flynn.

“Vuoi confessare qualcosa, Harper?”

“Sì, ho violato il nono comandamento.”

“Hai detto falsa testimonianza?”

“Sì,” disse lei. “Cioè a dire il vero mento sempre, a tutto spiano. Tutti i giorni, più volte al giorno. Ogni volta che mi riesce e su cose che non hanno la minima importanza, tipo che mio papà mi chiede cosa abbiamo mangiato a pranzo a scuola e io dico un’insalata di pasta e frutta mentre abbiamo mangiato le crocchette di pollo con julienne di sedano.”

“Forse dovremmo sviscerare l’impulso dietro questo compulsivo bisogno di inventare.”

“Sono una tipa creativa.”

“Cerchiamo di andare un po’ più a fondo. Come vanno le cose a casa?”

“Penso che mio papà stia cercando di ammazzarsi.”

“Come fai a dirlo?”

“Ha cercato come ammazzarsi nel modo meno doloroso sul computer di famiglia.”

“Vorrei che tu e le tue sorelle tornaste a messa. Nei momenti di difficoltà siamo più esposti alle tenebre.”

“Noi siamo irreprensibili.”

“Credo che il sentimento generale che aleggia qui potrebbe risuonare nei vostri cuori.”

A Harper piaceva che le parlassero come un’adulta. Padre Andrew riusciva a vedere le rotelle girarle dietro gli occhi. Ebbe un moto di tenerezza verso lo sbandamento morale di quella piccola cattolica.

“Calma, non ho ancora finito di confessarmi.”

Harper tirò fuori dalla felpa una sigaretta elettronica rosa e fece un lungo tiro. Si sentì un gratificante crepitio.

“Ho rubato il Trizoletin dall’armadietto dei medicinali di Mr. Friedman e l’ho rivenduto a scuola. Certe volte appicco dei piccoli incendi dietro alla lavanderia. Sono stata io ad affibbiare a padre Hayworth il soprannome di padre Gayworth, che poi ha attecchito di brutto. Ho mandato un video di pornografia nordica a tutti i contatti lavorativi della casella mail di mio padre: è un genere molto specifico, con le pelli di animali.

Mentre venivo qui, ho ficcato un taglierino nella gomma del furgone parrocchiale. Ho imparato il latino da sola per incasinare il gruppo pentecostale a scuola, mi sono anche bruciata le mani con una lente di ingrandimento per sostenere di avere le stimmate.

Ho generato un debito mica da ridere facendo shopping sui siti coreani di commercio all’ingrosso con la carta di credito di mia madre.

Ho rubato un po’ di trappole per topi da Squeaky Mart. Ancora non so bene cosa farci. La scorsa settimana ho prelevato un’aragosta dalla vasca delle aragoste al Golden Dragon e l’ho liberata nella vasca di mia sorella. Poi nello spogliatoio dopo il tennis ho tagliato la treccia alla mia amica Missy e l’ho infilata nella casella postale di sua madre.”

“Una vera e propria litania,” disse padre Andrew, mantenendo un tono pacato. Aveva sempre nutrito sospetti verso la sessualità di padre Hayworth, come tutti. “Ma non mi sfugge che tu abbia aperto il nostro colloquio con il tuo penchant per le menzogne.”

“Ha ragione. Mi sono inventata tutto per provocarla.”

“Perché?”

“Non lo so.”

“Sei una ragazza precoce.”

“Se dovessi dire, con una pistola alla tempia…”

“Nessuno ti sta puntando una pistola alla…”

“Pistola alla tempia, direi che sono incredibilmente, dolorosamente, mitologicamente annoiata.”

“Capisco. La disubbidienza alla banalità.”

“Mi trascurano.”

«Quindi andrò all’inferno?»

“Abbiamo un catechismo virtuale che…”

“Non intendo frequentare il catechismo virtuale.”

Harper fece un tiro.

“Hai abbandonato la fede?”

“La mia virtù è post-teocratica.”

A volte, nei silenzi profondi come quello che piombò su di loro, padre Andrew poteva giurare di riuscire a sentire l’oceano che mugghiava contro il pontile di cemento del Porto Alabaster™. Ma, considerata la distanza della chiesa dal porto, questo era sicuramente impossibile. Un inganno dell’orecchio interiore, come quando ascolti una conchiglia, pensò.

«Quindi andrò all’inferno?» domandò Harper. «No, Harper.» «Scomunicata? Latae sententiae?» «Non sta a me dirlo».

“Quindi andrò all’inferno?” domandò Harper.

“No, Harper.”

“Scomunicata? Latae sententiae?”

“Non sta a me dirlo.”

“Sta proprio a lei dirlo.”

“Diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.”

Padre Andrew schiacciò un moscerino con un gesto stizzito. Provava compassione per la famiglia Flynn.

Quel pomeriggio, mentre usciva dalla chiesa, padre Andrew fece un giro tra le panche, raccolse i gusci di noce, rimise a posto qualche libro con le preghiere nelle apposite tasche, svuotò i posacenere usati durante l’incontro degli Alcolisti Anonimi. Chiuse a chiave il portone e attraversò il parcheggio, dove si inginocchiò e tirò fuori un taglierino dalla gomma sinistra posteriore del furgone parrocchiale.

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