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Farai il vaccino contro il Covid?

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L’Inghilterra è stata la prima: ieri è stata vaccinata una signora di 90 anni, prima persona al mondo a sperimentare il vaccino del colosso americano-tedesco BioNTech Pfizer.

La Gran Bretagna ha battuto tutti,  complice la sua uscita dall’Unione Europea che le ha consentito di non attendere, come tutti gli altri Paesi europei, il verdetto dell’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco. Il prossimo venerdì 11 dicembre partiranno gli Stati Uniti mentre Cina e Russia stanno già somministrando il vaccino “cinese”.

E l’Italia? L’Ema si pronuncerà il 29 dicembre per il vaccino BioNTech Pfizer e il 12 gennaio per Moderna, secondo quanto dichiarato oggi da Emer Cooke, capo dell’Agenzia Europea del farmaco.
A gennaio quindi partirà quello che è stato definito dal ministro Speranza come il più grande piano vaccinale mai attuato nel nostro Paese: 40 milioni di dosi pronte a essere somministrate, un piano dal costo 1,5 miliardi di euro che si articolerà in quattro fasi. Le prime dosi andranno agli ospedali e al personale sanitario, poi sarà il turno degli ospiti delle Rsa e degli over 80 e degli anziani tra i 60 e il 79 anni. A seguire ci saranno gli insegnanti e solo in quarta fascia tutti gli altri. Entro fine marzo saranno rese disponibili 28 milioni dosi di vaccino e le altre entro settembre.
È la svolta che tutti aspettavamo e che dovrebbe farci uscire definitivamente dalla pandemia, anche se come ha dichiarato oggi Emer Cooke dell’EMA. “il vaccino non sarà una bacchetta magica, e la popolazione dovrà continuare a seguire tutte le restrizioni in atto” .

Dell’argomento parliamo nell’articolo che trovate su Confidenze: Due vaccini per il 2021, qui ci preme puntare l’attenzione sul clima di diffidenza e paura che si è creato attorno alla campagna vaccinale, in parte motivato dall’esasperante corsa a chi arriva primo a cui abbiamo assistito il mese scorso tra il colosso americano-tedesco BioNTech Pfizer da un lato, la statunitense Moderna dall’altro e la AstraZaneca-Oxford dall’altra (ciascuna rivendicando per il proprio prodotto un’efficacia maggiore del 90% a pochi giorni di distanza l’una dall’altra) .
Il risultato è che qualche settimana fa un insigne virologo come il prof. Andrea Crisanti ha perso la pazienza e ha dichiarato pubblicamente che senza vedere tutti i dati lui non si sarebbe mai fatto vaccinare. Il che è legittimo, ma sull’opinione pubblica ha avuto l’impatto che se “non si fida lui-.. perché mai dovrei fidarmi io…”.

Il dubbio è che per affrettare i tempi di rilascio e bloccare gli effetti della pandemia le case farmaceutiche abbiano accorciato le sperimentazioni e in questo momento tutti confidano nel parere super partes dell’Agenzia del Farmaco Europea e dell’omologa americana Food and Drug Administration.

Inoltre, visto che il vaccino non sarà obbligatorio, il rischio è che tante persone preferiscano aspettare a richiederlo anche quando sarà il proprio turno, per vedere se e quali effetti provoca.
Ma se non si raggiunge almeno un 70% della popolazione vaccinata — hanno fatto sapere gli esperti — non si ottiene quell’immunità di gregge necessaria a bloccare l’indice del contagio (il famoso RT). In gioco c’è quindi un senso di responsabilità collettiva che travalica persino quello individuale e non è un caso se ieri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato un segnale forte dicendo che si farà vaccinare appena sarà possibile.

Come lui hanno già fatto anche altri capi di Stato dal neo eletto presidente degli Stati Uniti John Biden agli ex presidenti Obama e Clinton fino al presidente francese Emmanuel Macron.
Per questo abbiamo pensato di chiedere nel nostro nuovo sondaggio: Farai il vaccino contro il Covid?

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