Cosa ne pensi?


La carità cristiana esclude gli animali?

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Sul numero 2 di Confidenze, l’editoriale di Susanna Barbaglia commenta la lettera di un lettore destinata a suscitare pareri contrapposti. L’uomo ha scritto al parroco della sua chiesa per lamentarsi della decisione presa dal sacerdote di togliere gli aiuti alle persone indigenti che posseggono un animale, ritenendo che “essi non meritino supporto perché  ricchi...” secondo un vecchio adagio per cui chi possiede animali ha soldi da sprecare.

Se osservasse i passanti del nostro quartiere” continua l’uomo “noterebbe quanti vedovi vivono in totale indigenza e hanno come unica risorsa di compagnia un fedele cane o gatto. Si tratta di persone che condividono il poco cibo che hanno con i loro amici quattrozampe e mai sprecherebbero i loro poveri averi per portare il cane dal parrucchiere o per altri sciocchi vizi di coloro che tengono animali per scenografia”. Insomma sembra dire l’uomo: un conto è chi si circonda di cani di razza per farsi bello con gli amici, un altro è l’affetto di un quattrozampe per chi non ha nessuno al fianco.

Il comportamento di quel parroco sembra quindi aver poco a che vedere con la carità cristiana che agli occhi di Dio non esclude certo gli animali.

D’altronde non è stato forse un Santo, Francesco D’Assisi, a celebrare nel Cantico delle Creature la perfezione di Dio attraverso le lodi di tutte le sue creature?

Eppure anche il Papa qualche tempo fa ha esortato a non idolatrare gli animali domestici e a non considerarli un surrogato di figli o compagni di vita.

A me piace condividere con voi la conclusione della lettera del nostro lettore: “Chi ama gli animali è sicuramente più vicino a Dio di chi ama se stesso“. E voi cosa ne pensate? Ha fatto bene quel parroco a togliere gli aiuti ai finti poveri della sua chiesa, solo perché possedevano un cane? Rispondete con sincerità al nostro sondaggio.

Commenti

  1. 4 Gennaio 2017 / ore 18:06
    marialuisa

    La domanda è posta male, nel senso che la carità cristiana “dovrebbe” accogliere ogni essere vivente come figlio di Dio…nella realtà non accade (se no i cattolici sarebbero tutti vegetariani) e sono ancora pochi i preti e affini che esprimono il concetto di pietas verso gli animali, spesso pure verso gli umani. Condivido la conclusione del lettore: così è.

  2. 4 Gennaio 2017 / ore 18:27
    donluigi

    Fatico ad accettare la scelta del mio collega, tanto che ho pensato ad un equivoco o a qualche situazione molto particolare. Resta vero che anche i preti possono sbagliare, ma non credo che siamo così tanti da meritare il severo rimprovero di Susanna…

  3. 4 Gennaio 2017 / ore 22:39
    Susanna

    Don Luigi, tu sai cosa penso di te. Se non ci fossero persone come te sarei molto meno severa! Ma tu sei un esempio, quell’esempio che mi fa continuare a credere che la carità cristiana esiste…

  4. 5 Gennaio 2017 / ore 11:33
    Donatella

    Purtroppo siamo abituati agli estremismi.
    Estremo sprecare in vizi per gli animali e magari non curarsi delle persone,
    estremo fare di tutta l’erba un fascio come quel parroco.
    Mi consola pensare che si tratta di estremi e che il nostro Papa Francesco sicuramente esortando a non considerare gli animali compagni di vita, giusto, non intendeva che non si possa trovare conforto e affetto anche in un animale. Ma ci vuole misura in tutto.

    1. 5 Gennaio 2017 / ore 12:07
      Susanna Barbaglia

      Perché non considerarli compagni di vita, Donatella? Lo sono a tutti gli effetti. È sempre e solo una questione di misura. Chi stravolge il rapporto con un animale considerandolo un figlio non ha misura né equilibrio. Altro è considerare un animale come chi ti offre l’occasione di un amore parallelo, una relazione che in ogni caso aiuta ad aprire il cuore e consola.

  5. 6 Gennaio 2017 / ore 14:03
    Donatella

    Gentile Direttore mi spiace perchè nella foga di scrivere mi sono spiegata male.
    Volevo invece dire che anche gli animali possono essere compagni di vita, infatti io ho un cagnolino che vive con me e mi fa tanta compagnia. Però ci vuole misura che d’altra parte spesso manca anche fra gli umani quando i rapporti diventano morbosi.

  6. 6 Gennaio 2017 / ore 16:13
    Edi Morini

    L’atteggiamento sbagliato (a mio avviso) di quel sacerdote è comune a molti avari di ogni religione e latitudine. La religione non conta granché: si ha un cuore compassionevole verso ogni creatura oppure no. Chi è avaro, emotivamente ed economicamente, trova un pretesto per non donare e non donarsi, un alibi, una scusa, un cavillo, una subdola scappatoia. Chi è generoso capisce, accoglie, ascolta e soccorre come può, accompagna e sostiene un percorso (umano o animale) senza diventare un colonizzatore coatto e senza vantarsi. Chi è avaro critica, consiglia, sentenzia, bofonchia. La differenza è tutta qui, aldilà di qualsiasi convinzione religiosa, spirituale o sociale. Moltissimi abbandoni perpetrati ai danni dei quattro zampe, da cui poi scaturiscono appelli e condanne pubbliche, derivano proprio dall’indigenza. Tanti indigenti continuerebbero a vivere felici con i loro animaletti se ricevessero da chicchessia l’aiuto che pienamente meritano. E un reddito di cittadinanza equo scongiurerebbe tante tragedie: abbandoni, suicidi, ecc.

  7. 6 Gennaio 2017 / ore 16:28
    Giusy Eleonora

    Mia cara Susanna, leggendo il tuo editoriale, ho capito che lo il parroco ha scritto nell’aggettivo che ha usato, la verità..ma non in termini economici: ” I poveri che posseggono animali non meritano supporto perché Ricchi! Ed è vero, sono ricchi di Carità, di Generosità, di Amore!
    Mi piacerebbe confrontarmi con questo parroco per dirgli che, forse, non ha mai sofferto la solitudine, attraversato tragedie ed essere riuscito ad uscirne indenne ..aiutando e facendosi aiutare da pelosetti! Fare del bene al nostro prossimo…l’ha detto Gesù? Non penso che Nostro Signore abbia escluso e distinti i bipedi dai quadrupedi, anzi…ci ha sempre esortato ad aiutare i più deboli, i più indifesi, i più poveri con pelosetti inclusi! Un cane, un gatto, non sostituiscono un essere umano ma spesso sono migliori perché ti danno senza chiedere nulla in cambio! Chi am gli animali ha una sensibilità maggiore nei confronti degli esseri umani, aiutare un pelosetto aiuta un essere umano!

  8. 6 Gennaio 2017 / ore 17:14
    Lorenzo Gorini

    Trovo una certa vicinanza a quanto dice la signora Edi Morini, ed aggiungo:
    La “carità” nella sua accezione più vasta è comune a (quasi) tutte le confessioni ; i cristiani forse amano parlarne di più.
    Nel contesto vasto , essa non esclude alcun essere vivente , con il quale gli uomini possano avere un linguaggio comune.
    Il problema , secondo me, è che il concetto è forte e omnicomprensivo, ma siamo noi interpreti che scivoliamo sulle bucce, sui personalismi, sul desiderio di affermarci sugli altri , sugli integralismi (massimo pericolo) , etc, cioè su tutto quel che è umano ed esclude il resto della natura e del mondo. Ohimè, siamo limitati!

  9. 7 Gennaio 2017 / ore 16:05
    Edi Morini

    La solidarietà che indaga, consiglia, borbotta non è vera solidarietà. Chi fa le pulci prima di donare e donarsi spera di svicolare. C’è, ad esempio, chi non aiuta coloro che, dopo una intera esistenza di lavoro, possiedono casa propria. Ma quando manca un reddito, non si possono certo divorare i mattoni della magione di famiglia. Anche svendere un’abitazione quando si è disoccupati sarebbe una scelta errata, disperata. C’è poi chi rifiuta di tendere una mano soccorrevole a coloro che hanno parenti abbienti….Pur sapendo che parenti e finti amici spariscono in certe circostanze. Insomma, secondo me, chi non vuole attivarsi trova sempre un alibi.

  10. 7 Gennaio 2017 / ore 16:10
    Edi Morini

    I Cristiani delle Origini di Vita Universale sostengono che, attraverso i secoli, le Sacre Scritture sarebbero state in qualche modo “mutilate” dei passaggi e degli episodi che esortano ad amare, rispettare, proteggere gli animali. Propongono una serie di testi che li renderebbero noti

  11. 8 Gennaio 2017 / ore 23:02
    Rosanna

    Sarebbe interessante sapere il nome di quell’urfido essere che, non sapendo cosa fare della sua inutile vita, ha fatto il prete!!!!!!! Vergogna e stravergogna!!!!!!!!!!!

  12. 9 Gennaio 2017 / ore 16:13

    Secondo me quel prete ha fatto un grave errore. La carità cristiana dovrebbe comprendere tutti e tutto, altrimenti si trasforma in una carità condizionata. E perde il nome di carità. Anche io quando papa Francesco ha “esortato a non idolatrare gli animali domestici e a non considerarli un surrogato di figli o compagni di vita” mi sono molto meravigliata. Ho pensato molto a quelle parole e volevo trovare delle giustificazioni. Su delle palesi esagerazioni sono d’accordo ( io lavoro in centro a Milano dove esiste un negozio che vende gioielli per cani!!! ) ma poi mi dico perchè per condannare eccessi di pochi, veramente pochi, si deve dire una frase così generalizzante? Perchè non considerare un cane, un gatto come dei veri amici che vivono con noi, giorno dopo giorno. E se non sono compagni di vita questi, chi lo è? Mia mamma quando parla della nostra cagnolina , dice che è nostra sorella piccola. E so che è così. Ma questo non ci fa entrare nel novero dei ricchi sfrenati o di coloro che non amano gli altri, anzi semmai ci mette ancora più in armonia con il mondo che ci circonda e del quale facciamo parte. Tutti.

  13. 10 Gennaio 2017 / ore 12:24
    Elisabetta

    Eppure tanti sacerdoti sembrano prendere le distanze dagli animali… quando, durante una catechesi, il monsignore che spiegava disse che gli animali sono esseri stupidi, che non comprendono e non possono rispondere e quindi sono esclusi dalla compassione di Dio… mi indignai profondamente. Recandomi dal Monsignore feci notare tutto ciò che gli animali fanno e sono, che Dio non ha dato loro la parola perché essi non ne hanno bisogno, gli ha dato però un grande cuore, quello che spesso gli esseri umani faticano a trovare. Il Monsignore rispose che non aveva nessuna esperienza in merito, si scuso e promise che avrebbe cambiato parere. Ricordiamo che Giovanni Paolo II disse: il Paradiso per gli animali? Certo che esiste!

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