Se in pianura quest’estate il caldo ti soffoca e le zanzare ti assillano, l’Alta Val Pusteria, con i parchi naturali di Fanes-Sennes-Braies e quello delle Tre Cime di Lavaredo, è il rifugio ideale. Silenzio, panorami sconfinati, laghi incastonati tra vette taglienti, sentieri ben segnati, boschi dove vagano cervi e caprioli sono gli ingredienti preziosi per una visita indimenticabile in questa valle altoatesina al confine con l’Austria. La distanza dalle grandi città ha preservato il carattere autentico di questo luogo, dove non si arriva per una gita mordi e fuggi: vale la pena fermarsi per qualche giorno.
Sui binari del silenzio

Basta uscire dalla stazione di San Candido per ritrovarsi immersi in uno dei paesaggi più belli delle Dolomiti. Si percorrono a piedi i primi cinque chilometri della pista ciclabile che, nel suo intero sviluppo, collega dopo 40 chilometri San Candido a Lienz, in Austria. Il percorso è facile e quasi completamente pianeggiante: si cammina immersi in pascoli punteggiati di fiori e avvolti da profumi. Dopo un’ora e mezza si raggiunge il lago di Dobbiaco, dall’acqua color smeraldo e solcato da cigni reali.

Qui alcune baite invitano a una piacevole sosta con prodotti locali e panini, l’ideale per ricaricare le energie prima di percorrere il sentiero ad anello che costeggia il lago, dotato di cartelli esplicativi sulla flora acquatica presente, mentre sullo sfondo si stagliano le rocce dolomitiche del Baranci che regalano al paesaggio un fascino unico.
Frammento di azzurro
Basta uno sguardo per capire perché è uno dei laghi più fotografati delle Dolomiti. Il lago di Braies, ai piedi della Croda del Becco, sorprende con le sue acque che riflettono la luce cambiando continuamente sfumatura, dal verde smeraldo al turchese. Formatosi per un’enorme frana secoli fa, ha un sentiero circolare che costeggia lo specchio d’acqua. La prima parte segue per un tratto il sentiero n.1, attraversa enormi fustaie di abeti rossi e larici, sfiorando pareti rocciose gocciolanti d’acqua dove è possibile vedere le piccole piante carnivore di Pinguicola, con i loro fiori bianchi. Quando si arriva al bivio con il segnavia n.19 per Malga Foresta, si procede a sinistra per raggiungere la riva di ghiaia bianchissima che contrasta con il blu del lago, il più profondo delle Dolomiti con i suoi 36 metri. Alla fine del sentiero, una capanna sul lago permette di affittare le barche.
Dove si tocca il cielo
Da Braies Vecchia si raggiunge in auto la località Ponticello. Da qui prende il via uno degli itinerari dolomitici più suggestivi. A 2.000 metri di quota, dove pare di sfiorare il cielo, il sentiero attraversa praterie punteggiate di ranuncoli e larici, mentre sullo sfondo si stagliano le cime del Cristallo e dei Cadini di Misurina. Il silenzio è rotto soltanto dal suono dei campanacci delle mucche e dallo scorrere dei torrenti. Dopo una breve salita si raggiunge il Rifugio Vallandro. Lungo il cammino si incontrano anche i resti di una fortificazione della Prima Guerra Mondiale, memoria della storia tragica di questi luoghi. Vale la pena fermarsi su una delle panchine per ammirare un paesaggio che sembra sospeso tra il verde dei pascoli e il blu del cielo.
Le pareti che incantano
Prendendo un autobus dalla stazione di Dobbiaco si arriva in 40 minuti al Rifugio Auronzo, punto di partenza del percorso. Il sentiero (segnavia 101), in leggera salita, parte dal retro del rifugio, attraversa ghiaioni fino a quando, dopo un tornante, appare la piccola chiesetta della Croda. Da qui una breve traccia conduce ai prati sottostanti, per una vista delle Tre Cime di Lavaredo.

Riconquistato il sentiero, dopo mezz’ora, si raggiunge il Rifugio Lavaredo, circondato da pietraie e massi erratici, habitat ideale per genziane e rododendri. Da qui si può proseguire per la Forcella di Lavaredo e affacciarsi sulla Val Fiscalina, incorniciata dalle Dolomiti di Sesto.
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