Vocazione romantica, carattere vulcanico, andamento lento. Salina ti colpisce al cuore fin dall’approdo a Santa Marina. È la più verde tra le sette “sorelle” dell’arcipelago delle Eolie, patrimonio Unesco. Custodisce una riserva naturale che occupa oltre la metà del suo territorio, è costellata di vigneti di Malvasia e di chiesette sparse tra le colline, regala una vista superba su Stromboli, Panarea, Lipari e Filicudi e offre un mare da sogno. Sarebbe già abbastanza per convincere chiunque. Ma Salina non si accontenta di piacere: punta a farti innamorare. E ci riesce con una grazia silenziosa che poche isole al mondo sanno ancora permettersi.
Tre comuni, un’anima sola

Poco meno di tremila abitanti, “il giardino delle Eolie” conta tre comuni autonomi: Santa Marina, Malfa e Leni, tutti collegati dalla strada tortuosa che scooter e minibus percorrono in lungo e in largo. Girare l’isola così, con il vento tra i capelli e il profumo di macchia mediterranea, è già di per sé un’esperienza.

L’incontro con Santa Marina è immediato: qui attraccano aliscafi e traghetti da Milazzo, qui comincia lo shopping tra negozietti che profumano di spezie e ceramiche dipinte, qui ha sede il Museo del Vino. È anche il quartier generale dei baretti per l’happy hour e delle agenzie dove noleggiare motorini o prenotare il periplo dell’isola in barca, obbligatorio per carpirne la geografia e i segreti che dalla terraferma restano nascosti.
Malfa, il paese dei tramonti
Assai più seducente Malfa, con la piazza della Rosa dei Venti e la chiesa dell’Immacolata che svetta bianca sul blu. Il paese si trova al centro dell’isola, circondato da vigneti, pini marittimi e macchia mediterranea, e guarda il mare blu cobalto dall’alto di un centinaio di metri. La brezza accompagna, puntuale, il tramonto: da godere sulle terrazze delle case, dei ristoranti e degli hotel affacciati su Punta Scario, dove il tempo sembra sospeso in attesa che la sera si accenda. Un appuntamento romantico che può diventare indimenticabile per i toni di rosa, rosso, viola e azzurro che tingono il cielo eoliano. Non a caso molte coppie, soprattutto inglesi e americane, scelgono Malfa per celebrare il matrimonio.
Rinella, il volto più autentico
Leni, dalla parte opposta e a sud dell’isola, fa da madrina alla frazione di Rinella: una bella spiaggia ad arco di sassolini grigio-neri, cinta da grotte scavate nella roccia e bagnata da acque trasparenti che cambiano colore con la luce del giorno. L’ex borghetto di pescatori, con il suo porticciolo tranquillo e i ritmi ancora autentici, è tra i luoghi più frequentati di Salina eppure riesce a conservare un’atmosfera raccolta.
Scenari da film

Tra gli scorci da batticuore di Salina, vince senz’altro Pollara. La sua spiaggetta di sassi aguzzi è intima, nascosta, irrinunciabile, un frammento di raro incanto che costa fatica raggiungere. Un sentiero ripido conduce al mare, da cui si intravede la poetica casa rossa di Neruda. Qui nel 1994 fu girato Il Postino con Massimo Troisi. Pochi bagghiu, le tipiche case eoliane dai muri bianchi e i tetti piatti, restano abbarbicati al cratere vulcanico a picco sul mare. Immoti testimoni di un dialogo sull’amore tra Troisi e Philippe Noiret: da rivedere prima della fuga a Salina, per arrivare con gli occhi già pieni di quelle immagini. Se non soffri di vertigini, imbocca la scalinata di pietra che scende verso il mare: poco più avanti si apre il Filo di Branda, lo strapiombo più alto dell’isola. Con una vista che toglie il fiato e restituisce tutto il senso di questa terra estrema e bellissima.
Lingua e la sosta da Alfredo

Meno impegnativa, ma non meno suggestiva, la passeggiata a Lingua, a un paio di chilometri da Santa Marina, verso l’ex faro trasformato in museo del Sale e del Mare. Il lungomare termina con una passerella di legno che si affaccia su uno strano laghetto: era la salina che battezzò l’isola, oggi specchio silenzioso tra le canne. Abbandonati all’andamento lento: tutto è piacevolmente piatto, comprese le spiaggette che delimitano il paese, perfette per chi vuole semplicemente stendersi al sole.

Concediti poi una granita di mandorle, gelsi o limone ai tavoli del celeberrimo Da Alfredo: un tempo semplice botteguccia, oggi tempio della granita preso d’assalto ad agosto da turisti di tutto l’arcipelago. Una sosta irrinunciabile, da prendersi con calma.
Sapori che restano
Per catturare l’essenza di Salina non può mancare l’incontro con il suo cappero, presidio Slow Food ed emblema della cucina eoliana. Il bocciolo viene colto a mano tra aprile e luglio e conservato sotto sale prima di trasformarsi in paté, marmellate o abbinarsi a pomodori secchi, olive e tanto altro.
Malvasia, il brindisi perfetto
Per gustarlo con vista su Pollara e scoprire qualcosa sulla coltivazione della pregiata varietà nocellara. Prenotate da Sapori Eoliani, azienda diretta dalla signora De Lorenzo nel ricordo del figlio Roberto, scomparso giovanissimo e artefice del riconoscimento di Slow Food. L’ultimo suggerimento è un calice di Malvasia per chiudere la giornata: scalda il cuore e rinfresca il palato. L’azienda agricola Caravaglio propone percorsi tra vigneti vulcanici e degustazioni sul terrazzo della cantina. Il tramonto davanti a Stromboli è struggente; la giovane Alda Caravaglio racconta con dovizia di particolari la storia di etichette e famiglia. I colori del giorno che sfuma sono parte integrante dell’esperienza. Uno show da vivere fino in fondo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA