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Basta un poco di zucchero…

Lo zucchero è nascosto in una miriade di alimenti, alcuni del tutto insospettabili. A ingerirne troppo si corre il rischio di sovrappeso e obesità. Invertire la rotta però è possibile.

La pillola magari andrà giù, ma con lo zucchero invece salgono i chili, aumenta il rischio di diabete e altre malattie croniche e accelera persino il processo di invecchiamento. E ne consumiamo davvero troppo, anche quando crediamo il contrario.

Chi ha almeno gli anni che ho io (47) si ricorderà senz’altro di una vecchia pubblicità che affermava allegramente che il cervello ha bisogno di zucchero. Era una sonora sciocchezza. O, meglio: è vero che il nostro organo più importante necessita di zucchero per svolgere le sue funzioni, ma non deve essere per forza saccarosio, il comune zucchero da tavola! Da ogni cibo contenente carboidrati – pasta, riso, pane, patate, legumi, frutta, verdura e via dicendo – l’intestino ricava quegli zuccheri semplici (soprattutto glucosio) che servono al cervello e a ogni altro tessuto come fonte di energia. Altro che le zollette di zucchero!

Perché lo zucchero da cucina dovrebbe invece essere limitato il più possibile, a causa della sua capacità di promuovere una serie di disturbi e malattie, di cui sovrappeso e obesità sono solo la punta dell’iceberg. Lo zucchero regala calorie vuote, saziando senza però fornire i nutrienti che ci servono davvero, e innalza pericolosamente la glicemia.

Ne ingeriamo tanto, tantissimo, anche quando cerchiamo di starci attenti. Lo zucchero è infatti nascosto in una miriade di alimenti, tra cui quelli che più consumano i bambini (non è un caso che in Italia ci sia una vera e propria epidemia di obesità infantile): biscotti, merendine, snack vari, gelati, cioccolato e dolciumi di ogni tipo, succhi di frutta, bibite industriali e persino tanti cibi insospettabili, dal ketchup a molti yogurt, dai fiocchi di cereali (persino quelli “light”!) alle vellutate di verdura.

Per non parlare dello zucchero che aggiungiamo alle bevande (caffè, tè, latte, tisane varie), in genere sorseggiate più volte al giorno, tutti i giorni.

Il risultato? Che l’italiano medio incamera circa 27 chili di zucchero all’anno. Decisamente troppi per pensare di passarla liscia.

Invertire la rotta però è possibile. Innanzitutto cominciando a tagliare lo zucchero che usiamo quotidianamente per dolcificare. Lo so che sembra difficile, ma vi garantisco che chiunque può riuscire a eliminare completamente lo zucchero da tè & Co. Io stesso sono passato, ormai molti anni fa, da due cucchiaini di zucchero nel caffè a zero. Come? Con… dolcezza.

Non dovete infatti allontanarlo tutto in una volta, perché è improbabile che la versione amara delle vostre bevande preferite in questo modo vi piaccia. Provate invece ad alleggerire di qualche granello il cucchiaino ogni giorno: da un giorno all’altro non percepirete alcuna differenza di gusto, in un mese avrete svuotato, praticamente senza accorgervene, tutto il cucchiaino e in un anno avrete eliminato come minimo 5 chili di zucchero. E vi sarete fatte un gran bel regalo: vedrete come la linea ci guadagnerà, da questa sola, semplice, nuova, buona abitudine.

A quel punto un consumo occasionale di dolci, un paio di volte alla settimana, potrà avvenire senza procurare alcun danno né scatenare sensi di colpa.

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