Se la solita lezione di Pilates comincia ad annoiarti ma non hai nessuna intenzione di rinunciare ai tanti benefici che regala, potrebbe essere arrivato il momento di provare una versione un po’ diversa. Niente tappetino e macchinari, ma solo il piacere di un “tuffo” in piscina. «L’Acqua Pilates conserva i principi fondamentali del metodo tradizionale, come respirazione, attivazione del core (ovvero i muscoli della parte centrale del corpo), controllo motorio e fluidità del movimento, integrandoli però con le proprietà fisiche dell’ambiente acquatico», spiega Elita Parisi, personal trainer e fitness trainer presso Aspresso Roma.
I benefici
«L’acqua crea un ambiente sicuro che facilita il movimento, riducendo allo stesso tempo il carico sulle articolazioni», sottolinea l’esperta. «Ma non solo: rappresenta un ambiente ideale anche per migliorare la percezione del proprio corpo nello spazio e la coordinazione. In più, offre un sostegno che rende più semplice l’esecuzione corretta degli esercizi».
Perché funziona
I benefici? Moltissimi. «Sfruttando la naturale resistenza dell’acqua, questa versione di Pilates aiuta i muscoli a lavorare più intensamente, favorendo un rinforzo omogeneo di tutto il corpo», spiega ancora Elita Parisi. «Inoltre la pressione esercitata dall’acqua agisce come un massaggio naturale, favorendo il ritorno venoso e riducendo il gonfiore alle gambe, mentre l’attivazione continua della muscolatura centrale contribuisce a rafforzare i muscoli del core».
A cosa fa bene
Se associato ad alimentazione equilibrata e attività aerobica, l’Acqua Pilates può essere un ottimo allenamento per dimagrire, «poiché, grazie alla resistenza dell’acqua, aumenta il dispendio energetico». Ma è un toccasana persino per alleviare i dolori alla schiena, messa a dura a prova da ore alla scrivania. «Le evidenze scientifiche dimostrano che, grazie alla riduzione del carico sulla colonna e al rinforzo della muscolatura stabilizzatrice, la pratica ha benefici nelle lombalgie croniche non specifiche. Anche se è sempre importante una valutazione medica preventiva». In assenza di controindicazioni e con il parere del ginecologo, il Pilates in acqua può rappresentare un’attività sicura ed efficace persino col pancione e nel post-parto, per favorire il recupero funzionale del pavimento pelvico.
Come si pratica
Ai classici attrezzi come fasce elastiche e palloni, l’Acqua Pilates abbina “noodles” (tubi flessibili), manubri, cinture galleggianti e tavolette. «Una seduta dura solitamente dai 45 ai 60 minuti: si comincia con una fase di riscaldamento e si conclude con esercizi di stretching per favorire il recupero muscolare», fa sapere la fitness trainer. «L’acqua arriva in genere tra il petto e le spalle: questa profondità permette di sfruttare al meglio le caratteristiche dell’ambiente e di mantenere il contatto con il fondo della vasca».
La frequenza ideale
Per ottenere benefici reali, due o tre lezioni a settimana rappresentano la frequenza ottimale. «I primi miglioramenti in termini di flessibilità ed equilibrio si notano di solito entro 2–4 settimane», spiega la personal trainer. «La forza e la stabilità del core, invece, iniziano a migliorare in modo più evidente dopo circa 6–8 settimane». L’importante è procedere per gradi, senza strafare. «Il consiglio è di affidarsi sempre a istruttori qualificati, imparando la corretta respirazione, privilegiando la qualità del movimento e rispettando i propri ritmi».
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