Che tu sia ancora in città o già in vacanza, mai come in questo momento dell’anno abbiamo tutti bisogno di staccare la spina e sentire la mente e il corpo finalmente rallentare, per goderci il meritato relax, riconnettendoci con i ritmi della natura e rivolgendo a noi stessi quella cura che durante l’anno spesso dimentichiamo di darci. Una delle ultime tendenze quando si parla di benessere è il forestyoga flow, che unisce la pratica yogica ai benefici rigeneranti degli ambienti naturali, dai boschi ai parchi. Tant’è che sempre più strutture ricettive, centri benessere, spa e retreat olistici propongono esperienze di questo tipo, pensate per ritrovare la connessione con la natura e assecondare il desiderio di rallentare.
Perché il bosco aiuta corpo e mente
«Il bosco è un luogo che ci invita ad abitare il momento presente, accogliendoci in uno spazio profondamente rigenerante» spiega Francesca Miccoli, insegnante di yoga. «Il forest yoga flow è una pratica che unisce movimento, respirazione consapevole e meditazione. Si ispira allo Shinrin-yoku, il “bagno della foresta” nato in Giappone negli anni Ottanta, ed è ideale per chi vive sempre a mille all’ora». A differenza dello yoga praticato in studio, nel forest yoga flow cambia il modo stesso di vivere l’esperienza. Elementi come gli alberi, il vento, i profumi e i suoni del bosco diventano parte attiva della pratica, favorendo un maggiore rilassamento e una migliore presenza e capacità di ascolto di sé. La conferma arriva anche dalla scienza. Alcuni studi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) sulla terapia forestale, condotti in diversi siti italiani, tra cui i boschi di pini e faggi del Parco Nazionale della Sila, in Calabria, hanno osservato evidenti miglioramenti su ansia, umore, e benessere psicofisico.
Come si svolge una lezione all’aria aperta
«Una tipica lezione di forest yoga flow inizia con alcuni minuti di respirazione consapevole o di camminata lenta, utili a lasciare alle spalle il ritmo quotidiano e a entrare in sintonia con il bosco» spiega l’esperta. «Si prosegue poi con una sequenza di movimenti fluidi e posizioni yoga, intervallati da momenti di ascolto, silenzio e osservazione della natura. La pratica si conclude con un rilassamento guidato o una breve meditazione». I benefici sono molteplici. «Il primo riguarda l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico e la stimolazione del nervo vago che contribuiscono a ridurre la frequenza cardiaca e ad alleviare le tensioni emotive. Il risultato è una sensazione di benessere che può perdurare anche dopo la fine della pratica».
Che cosa succede quando ti concedi una pausa
Quando appoggi il tappetino sull’erba, gli alberi diventano il tuo soffitto. All’inizio può sembrare quasi strano percepire un terreno non perfettamente regolare. Poi inizi a muoverti e a respirare e qualcosa cambia grazie agli stimoli dell’ambiente circostante. Il respiro si adatta naturalmente, il corpo si scioglie più rapidamente e la mente smette di inseguire tutto il resto, lasciando che sia la natura a dettare il ritmo. Il coinvolgimento dei sensi aumenta e la pratica richiede un livello maggiore di equilibrio e presenza, riportando l’attenzione al momento presente e favorendo una consapevolezza più profonda del corpo e della mente. «L’assenza di distrazioni facilita l’ascolto del respiro e l’ingresso in uno stato meditativo più profondo» aggiunge l’esperta. «Per vivere al meglio l’esperienza è utile concentrarsi sui suoni naturali, come il fruscio delle foglie o i richiami della fauna, dal canto delle cicale al cinguettio degli uccelli». E poi è fondamentale sperimentare. Ecco una sequenza di posizioni per iniziare a praticarlo in un bosco o in un parco.
Tre posizioni per iniziare subito
Assumi la posizione della Montagna (Tadasana). In piedi, con i piedi ben radicati al terreno, la colonna vertebrale allungata e le braccia rilassate lungo i fianchi. Questo asana favorisce l’allineamento del corpo e la consapevolezza del respiro. Passa poi alla posizione dell’Albero (Vrksasana), trasferendo il peso su una gamba e appoggiando la pianta del piede opposto sulla coscia o sul polpaccio della gamba d’appoggio. Le mani possono essere unite davanti al petto oppure distese verso l’alto. Concludi la sequenza con la posizione del Bambino (Balasana). Siediti sui talloni e porta lentamente il busto in avanti fino ad appoggiare la fronte a terra. Le braccia possono essere distese in avanti o rilassate lungo il corpo. Questa posizione, mantenuta per qualche minuto, è utile per ritrovare calma e riequilibrare il sistema nervoso.
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