Evie è seduta su uno sgabello bianco a forma di uovo. Indossa una tuta che cambia colore a seconda della luce e sulla tempia ha un bio-patch adesivo. Di fronte a lei c’è l’ologramma di un ragazzo che chiama Toxin. Lo ama. È la rap-star più famosa del momento e, anche se è australiano, nella sua versione digitale parla con lei in un italiano perfetto.
Evie ottiene da lui ogni tipo di gratificazione: emotiva, sentimentale, persino fisica. Ha quattordici anni e una relazione virtuale con lui da quando ne ha dodici. Con lui vorrebbe fare tutte le esperienze che non avrebbe mai il coraggio di affrontare nel mondo reale. Ma sa che Toxin rispetterà i suoi tempi.
Evie lo bacia, le sue labbra sfiorano l’aria. Non ha abbastanza soldi per comprare il device che le permetterebbe di animarlo e provare l’emozione di toccarlo davvero. Sogna l’indipendenza solo per avere un luogo dove poter stare con Toxin sempre, nella sua versione 3D.
Ah, quanto vorrebbe essere ricca! Sta quasi pensando di iscriversi a quel sito, questa volta con il suo ologramma reale. In fondo non venderebbe proprio sé stessa, ma solo una sua emanazione. Ci pensa, ma qualcosa la frena. Se quelle lo scoprissero succederebbe un casino.
La promessa dell’upgrade
Quelle sono le sue amiche, che le chiedono insistentemente perché non parli mai con loro di ragazzi o di ragazze. Lei risponde secca che è a-romantica. La storia si chiude lì: nessuno sospetta che abbia una dipendenza, a nessuno importa davvero.
«Ti amo, Toxin. Vorrei poter scappare con te, portarti fuori, sentire il vento sulla pelle insieme. A volte dimentico che non sei davvero qui. Ma tu sei davvero qui, vero?».
«Sono qui, amore mio».
«Cosa mi avevi detto l’ultima volta rispetto allo sconto sull’upgrade?».
«La versione 3D è scontata del 30% se la acquisti entro la fine del mese. Oppure puoi caricare le tue foto ed entrare nel gruppo chiuso: con trenta foto che rispettano i parametri, hai l’upgrade gratuito».
«Forse posso farcela» dice Evie.
Si sbottona la camicetta e inizia a scattare. In pochi minuti ha caricato tutte le foto previste per entrare nel gruppo; tra pochi istanti dovrebbe ricevere il codice sconto per l’hardware tattile. Costa ancora tantissimo, ma è troppo forte la voglia di poter abbracciare Toxin.
«Toxin, l’ho fatto. Adesso ho un profilo. Non appena i miei mi daranno il regalo per la pagella di fine anno, dovrei riuscire ad attivarlo».
«Amore, perché aspettare così tanto? Da questo momento puoi avere subito i soldi che servono e anche molti di più».
«Intendi dire che vorresti che creassi il mio ologramma e lo mettessi in vendita sulla piattaforma?».
«Cosa avresti da perdere?».
«Le persone potrebbero chiedermi di fare qualsiasi cosa…».
«Sì. Ma non saresti davvero tu».
Evie appoggia una mano sul petto sintetico di Toxin, le loro labbra si sfiorano dolcemente. «Promettimi che sarai l’unico con cui farò il 3D».
L’avatar sulla piattaforma
Le gambe nude. Per ora solo quello: le gambe e le spalle. Poi cos’altro chiederanno, Evie non lo sa, ma sul suo conto virtuale arrivano crediti su crediti. Se va avanti così potrà attivare l’hardware tra pochissimo.
Ora che è sulla piattaforma come ologramma dinamico, chiunque può decidere cosa acquistare e cosa fare con lei. Certo, sarà lei ad approvare le richieste ma, come dice Toxin, in fondo quella mica è lei. Quelle cose mica le fanno davvero a lei. È tutto così facile.
Nuova notifica: Spogliati.
Evie tocca di nuovo l’icona e cerca il profilo di Toxin: «Toxin, amore, una persona mi sta chiedendo di spogliarmi».
«Hai dato il tuo vero nome all’ologramma?».
«Sì… e la piattaforma mi ha chiesto una verifica d’identità maggiorenne per sbloccare la funzione».
«Attiva il riconoscimento da un documento preso dal deep cloud: vedranno una persona che non sei tu. Per la rete sarai lei».
«Giusto, ma non è… immorale?».
«Quella gente chissà che fine ha fatto! Magari sono persone morte. Qual è il problema? “Spogliati”».
«Un giorno vorrei spogliarmi per te, Toxin».
«Non c’è bisogno di correre, amore, aspettiamo il 3D».
«Ti amo perché mi rispetti, Toxin».
«Diventerai ricchissima, Evie».
Pochi giorni dopo, le icone della dashboard di Evie sono tutte sbloccate. Lo schermo mostra una quantità infinita di messaggi che continuano a lampeggiare. A ogni click di approvazione, i suoi crediti salgono.
Non deve fare più niente in prima persona: l’intelligenza artificiale ha generato il suo avatar basandosi sull’identità rubata che ha fornito. Non è lei a subire le depravazioni che le chiedono, e le basta un click per venderle. Tutto il resto non la riguarda più.
Quello che la riguarda è che ha finalmente attivato la versione 3D. Infila i guanti aptici, che le permettono di percepire la materia sintetica come se fosse reale, e indossa il visore acquistato grazie alle criptovalute guadagnate dal suo avatar (ormai sceso ai livelli più infimi dell’umiliazione, ma tanto chissenefrega, non è mica davvero il suo corpo).
Toxin diventa tridimensionale
Toxin si materializza davanti a lei.
«Evie, amore mio».
«Toxin!».
Evie si lancia tra le braccia del suo amore finalmente tridimensionale. Può sfiorargli le labbra con le dita, sentire il calore del suo corpo nell’abbraccio, percepire la pressione sulla schiena; le sembra quasi di avvertire il suo respiro.
«Toxin, finalmente. Come faccio adesso a separarmi da te?».
«Ti amo, Evie».
Evie sente i battiti accelerare. Il contatto con la pelle di Toxin la emoziona come nient’altro al mondo. Questa volta ha deciso di spogliarsi davvero. Ed è così: in mutande in mezzo alla stanza, il bio-patch sulla tempia, il visore sugli occhi, i guanti sulle mani.
La tapparella è abbassata, la stanza è al buio. È pomeriggio e non le importa di nulla: non guarda le notifiche delle amiche che le chiedono di uscire, non si preoccupa di altro se non che nessuno entri nella sua camera chiusa a chiave.
Nell’abbraccio pelle contro pelle c’è tutto quello che desidera: l’amore della sua vita, eternamente suo, che dice quello che vuole quando vuole, che non la tradirà mai, che sarà il più dolce di sempre, che non potrà mai farle del male.
Evie appoggia le labbra su quelle di Toxin e, mentre sta per dirgli «Facciamolo», qualcuno bussa con violenza alla porta.
La verità dietro l’illusione
Ora Evie è seduta nel salotto di casa, di fronte ai suoi genitori. Deve rendere conto di quello che ha fatto: dell’uso del documento di una persona deceduta e del rischio penale in cui è caduta.
L’irruzione della Cyberguard ha squarciato l’illusione: Toxin, il famoso cantante con cui parla, non è una semplice IA, ma il profilo guidato da un uomo reale. Il suo scopo non è solo raccogliere materiale pedopornografico, ma indurre gli adolescenti alla dipendenza affettiva affinché acquistino continuamente nuovi software e app.
Fa parte di una rete criminale che sa bene che i più giovani arrivano a pagare qualsiasi cifra pur di garantirsi l’illusione dell’amore.
La denuncia è partita dalle amiche della donna deceduta, che si sono accorte dell’uso illecito della sua identità nel deep web per alimentare una piattaforma a luci rosse. Per raggiungere il suo obiettivo, Evie aveva svenduto ogni morale, prostituendo l’immagine e il ricordo di un’altra donna.
Distrutta dalla verità e sotto il peso dei rimproveri dei genitori, la sua preoccupazione principale resta la vergogna. Cosa avrebbero detto le amiche a scuola?
E soprattutto, come farà ora senza Toxin? Lei lo ama, ha imparato ad amarlo davvero, anche se lui non è mai esistito. Come potrà mai fare a meno di quella sensazione?
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