Romanticismo e ironia, emozioni forti e leggerezza. I romance di Lynn Painter, autrice bestseller del New York Times, sono un goloso frullato che mescola trame avvincenti, personaggi affascinanti e divertenti, colpi di scena, finali che lasciano senza parole. Potrei parlare con la scrittrice per ore delle sue opere, che vendono milioni di copie in tutto il mondo, e durante l’intervista farò proprio così. Ma appena la incontro, in un delizioso salottino nel centro di Milano, la prima domanda che le pongo è di tutt’altro genere: «Le sono piaciute le polpette che ha mangiato a pranzo?».
Stuzzicarsi online
Giuro, è andata proprio così. E il motivo è semplice: poco prima del nostro appuntamento, la famosissima scrittrice dell’Illinois posta sul suo profilo Instagram la foto di un piatto di polpette che, a suo dire, è da favola. Me lo conferma vis-à-vis: «Assolutamente buonissimo. Ogni pasto qui è meglio del precedente, non mi stancherò mai di mangiare in Italia». Il ghiaccio è rotto, ora possiamo passare al tema di questa intervista: i suoi apprezzatissimi romanzi e, in particolare, Caro numero sconosciuto (Magazzini Salani, 16,90 euro), appena arrivato nelle librerie, che racconta di Olivia e Colin, a partire da un surreale e spassoso scambio di battute online tra i due. Le storie di Lynn Painter sono irresistibili, divertenti e lievi, ma anche a modo loro intime e profonde. «Così è anche la vita, che mescola luci e ombre. Per quanto mi riguarda, la parte dei miei romance-comedy che più mi diverte è quella che riguarda la commedia. Una volta messa a fuoco, inserisco gli altri “strati” della storia». Com’è nato Caro numero sconosciuto? «L’idea iniziale era, appunto, avere due sconosciuti che entrano in contatto attraverso la comunicazione digitale e iniziano a stuzzicarsi e provocarsi a vicenda via WhatsApp. Una storia che mi sembrava molto divertente e adatta al mondo contemporaneo. Questa è stata la scintilla iniziale. In seguito, sono arrivata a pensare che, magari, i due avrebbero potuto poi scoprire di conoscersi».
Amo i miei personaggi
Le prime pagine del romanzo, un irrefrenabile botta e risposta virtuale tra i protagonisti, sono una calamita: inizi a leggere e, tra allusioni a perizoma e abiti da sposa, non vorresti più smettere. «Ho voluto creare due personaggi divertenti, con un ottimo senso dell’umorismo. Mi piaceva l’idea di due persone sulla stessa lunghezza d’onda». Due personaggi a cui Painter sembra quasi voler bene. È proprio così? «Non sono cambiata da quando andavo alle elementari e passavo le giornate a immaginare che un certo ragazzino mi baciasse… Adesso faccio la stessa cosa con i miei personaggi, ma a differenza del passato non prendo più note disciplinari perché ho sempre la testa fra le nuvole! Adoro “giocare” con le mie “creature”, per cui in effetti provo tanto affetto». Che tipo di scrittrice è Lynn Painter, metodica o istintiva? «Sono un ibrido. Mi sveglio tutte le mattine alle quattro e scrivo per un paio d’ore, poi accompagno mia figlia piccola a scuola e mi rimetto al computer per il resto della giornata. Una vera gioia rispetto a quando ero costretta a scrivere di notte o durante il weekend…».
Quasi un figlio
I fan di Lynn Painter lo sanno bene: le trame dei suoi romanzi sono così imprevedibili che sembrano avere vita propria, come se prendessero per mano l’autrice e la conducessero dove lei neanche può sospettare di arrivare. «Sì e no. In effetti agli inizi scrivevo senza sapere che direzione avrebbero preso i miei libri, adesso è diverso, anche per via della casa editrice, che mi chiede subito un’idea generale del libro. Ma poi succede spesso che i personaggi mi sorprendano, andando letteralmente per i fatti loro». E che cosa accade quando il libro è finito: c’è un rito per salutare la storia oppure no? «In passato, quando completavo un romanzo, mi premiavo, mi facevo un regalo. C’era un ristorante che mi piaceva in modo particolare, andavamo lì e ci facevamo un piatto di spaghetti… Non dico “spaghetti” per piaggeria nei confronti dell’Italia, ma proprio perché sono un piatto che amo moltissimo». La scrittrice è legata a ogni suo romanzo. Ma uno in particolare le è rimasto nel cuore. «Better than the movies. Meglio che nei film. Non solo perché è stato la mia prima opera, quasi un figlio per me, ma anche perché poi ho scritto il seguito e ho la sensazione che i personaggi siano sempre con me. A maggior ragione adesso, con l’adattamento cinematografico. Un film per Netflix, ora in realizzazione, di cui sono molto soddisfatta. Qualche volta la sera, quando sono a letto, mi capita di ricevere messaggi dalle persone che curano la sceneggiatura: “Qual era la tua intenzione quando hai scritto questa scena?”. È una collaborazione positiva e proficua».
Lettere scritte a mano
Il tempo a disposizione sta per scadere e l’ultima domanda per la scrittrice non può che riguardare i milioni di fan. Ragazzi e ragazze (ma non solo) che aspettano l’uscita dell’ultimo romanzo con trepidazione, che sono disposti a fare ore di coda per incontrare la loro autrice del cuore. «Considero un regalo totalmente inatteso il mio rapporto con i lettori e le lettrici, soprattutto se ripenso agli anni in cui mi auguravo con tutta me stessa di essere pubblicata e immaginavo di entrare in una libreria con una sezione dedicata ai miei libri. Ho la fortuna di poter incontrare i miei fan. Molte giovani lettrici mi inviano lettere scritte addirittura a mano. Diciamo che i miei ammiratori, intelligenti e profondi, sbugiardano il cliché secondo cui i ragazzi di oggi passano le giornate su TikTok».
© RIPRODUZIONE RISERVATA